Listopia: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#381 - 400)

Creato il 07 ottobre 2013 da La Stamberga Dei Lettori
Quante volte ci siamo imbattuti in una di queste liste? La stessa BBC ne aveva stilata una da cento libri (piuttosto faziosa, se volete la mia opinione). Scopo di queste liste, è noto, non è permettere al lettore di scoprire nuovi libri e nuovi autori, bensì distruggere ogni sua pretesa di letterato facendolo sentire oltremodo ignorante per il gran numero di volumi che, a fine lista, scopre di non aver non solo mai letto, ma nemmeno sentito nominare. Noi vi proponiamo questa, pubblicata in volume, che già da diversi anni circola più minacciosamente della videocassetta di The Ring (o di Pootie Tang - questa è pessima, se la capite vergognatevi) distruggendo l'autostima di ogni lettore che credeva di aver letto tutti o la maggior parte dei cosiddetti libri da leggere prima di morire. La lista in questione ha i suoi difetti. Intanto è stata stilata approssimativamente nel 2005, per cui la sezione 2000 risulta incompleta; inoltre mette in lista solo narrativa, ed è eccessivamente sbilanciata su romanzi pubblicati nel corso del 1900, glissando decisamente su quelli pre-Ottocento. Continuiamo con un'altra carrellata di venti romanzi: nel corso degli articoli vedremo quali sono stati pubblicati in Italia e quali risultano ancora inediti.
381. Quelli – Joyce Carol Oates (1969)
[Terzo romanzo della serie di Joyce conosciuta come Wonderland Quartet, nel '70 si aggiudicò il National Book Award. In Italia fu pubblicato nel 1973 da Rizzoli, e risulta fuori catalogo. Il romanzo, che l'autrice afferma essere basato su una storia vera, è incentrato principalmente su tre personaggi coinvolti nella corsa al Grande Sogno Americano: Loretta, che vive nei sobborghi degli anni '30 con il fratello Brock, e i figli Jules e Maureen, che darà alla luce più avanti nella storia. Il romanzo è una fedele descrizione delle difficoltà della classe lavoratrice tra gli anni '30 e gli anni '70.]
382. La scomparsa – Georges Perec (1969)
Il protagonista del romanzo, Anton Vokal, sogna di una scomparsa. A cosa si riferisce il suo sogno? Forse a un misterioso volume sparito dalla biblioteca senza lasciare traccia. O forse alla sua stessa scomparsa sulla quale indagherà l'investigatore Dupin, già protagonista della Lettera rubata di E. A. Poe. O, ancora, si riferisce alla scomparsa della lettera "e", che nel romanzo non viene scritta nemmeno una volta. Oppure si riferisce alla moltitudine scomparsa, uccisa, sterminata dalla follia nazi-fascista durante la prima metà del secolo scorso. Può darsi che il titolo che Perec ha deciso di dare a questo appassionante giallo si riferisca a tutte le scomparse di cui l'autore ci parla attraverso un ricercato gioco letterario.
383. Eva Trout – Elizabeth Bowen (1968)
Eva Trout, Elizabeth Bowen’s last novel, epitomizes her bold exploration of the territory between the comedy of manners and cutting social commentary. Orphaned at a young age, Eva has found a home of sorts in Worcestershire with her former schoolteacher, Iseult Arbles, and Iseult's husband, Eric. From a safe distance in London, her legal guardian, Constantine, assumes that all's well. But Eva's flighty, romantic nature hasn't entirely clicked with the Arbles household, and Eva is plotting to escape. When she sets out to hock her Jaguar and disappear without a trace, she unwittingly leaves a paper trail for her various custodians–and all kinds of trouble–to follow.
384. Myra Breckinridge – Gore Vidal (1968)
Fin da bambina Myra vuole entrare nello sfavillante mondo di Hollywood, tanto da plasmare la propria vita come fosse una continua messa in scena: creatura versatile, Myra è nata uomo – si chiamava Myron – ma finalmente è riuscita a diventare donna: bella e inarrivabile, femmina trionfante che «nessun uomo possiederà mai», è un insegnante di una scuola di recitazione in cui sa come mettere a soqquadro le regole di bon ton. Mentre da uomo ha vissuto il sesso in modo passivo, ora è arrivato il tempo della vendetta e la vittima prescelta sarà il giovane Rutsy, giovanotto piacente dalle belle speranze drammaturgiche, sul quale la prorompente insegnante eserciterà un ambiguo potere. E se la volontà di scardinare gli equilibri tra i due sessi, di propugnare un carnevale della cultura americana degli anni Sessanta è la missione della nostra eroina, d’altra parte qualcosa non torna nel rovesciamento di ruoli, e proprio lei s’innamorerà dell’ex ragazza del maltrattato giovane, la dolce e ferrea eterosessuale Mary-Ann. Bestseller da tre milioni di copie, funambolica pantomima pop, Myra Breckinridge è il primo romanzo raccontato dal punto di vista di un transessuale. Scritto nel 1968, il capolavoro di Gore Vidal è un’esilarante e attualissima mortificazione del culto della mascolinità di chi vedeva – quarant’anni fa – attraverso le gabbie del pregiudizio americano e scopriva le carte al futuro della cultura sessuale e alla sua urgente evoluzione: uno sguardo che ancora oggi scuote il lettore per tale e tanta irriverenza.
385. The Nice and the Good Iris Murdoch (1968)
Iris Murdoch's richly peopled novel revolves round a happily married couple, Kate and Octavian, and the friends of all ages attached to their household in Dorset. The novel deals with love in its two aspects, the self-gratifying and the impersonal; - The Nice And The Good - as they are embodied in a fascinating array of paired characters. The Nice And The Good leads through stress and terror to a joyous and compassionate Midsummer Nights Dream conclusion, in which the couples all sort themselves out neatly and omnia vincit amor.
386. Bella del Signore – Albert Cohen (1968)
Anche per la letteratura, e non solo francese, il maggio '68 è una data capitale: mentre i giovani disselciano le strade del Quartiere Latino e sembrano a un passo dal portare la fantasia al potere, esce il romanzo-"monstre" di un appartato gentiluomo ultrasettantenne che parla della grandezza e delle miserie dell'amore. "Bella del Signore" è un romanzo difficilmente classificabile, svincolato dai dettami delle scuole e delle mode e incurante della più blanda sintonia con l'aria del tempo, il frutto tardivo di un "albero di Giudea piantato nella foresta francese".
387. Padiglione cancro – Aleksandr Isayevich Solzhenitsyn (1968)Il romanzo provocò nel 1967 la irrimediabile frattura tra lo scrittore e le autorità sovietiche. Nel reparto oncologico dell'ospedale di una città dell'Asia centrale si incontrano, senza riuscire a entrare in comunicazione, donne e uomini che hanno alle spalle esistenze diverse. L'incombere della malattia e della morte li costringe a fare il bilancio della propria vita, ma anche a confrontarsi con la spada di Damocle del fato. Il valore dei singoli si misurerà sulla base della loro capacità di far tesoro dell'esperienza della vita e della sofferenza e di riuscire a trasferire nel mondo esterno le riflessioni avviate in quella corsia d'ospedale.
388. Il primo cerchio – Aleksandr Isayevich Solzhenitsyn (1968)Il titolo del romanzo è ispirato all'Inferno di Dante. Nell'opera di Solženicyn vengono rievocati tre giorni della vita degli ospiti della šaraška ("campo di prigionia leggera") di Marfino, in cui venivano detenuti e lavoravano svariati scienziati e tecnici sovietici arrestati sulla base dell'articolo 58 del Codice penale sovietico durante il periodo staliniano, subito dopo la Seconda guerra mondiale. Diversamente dagli altri campi di prigionia dell'universo dei gulag, i detenuti della šaraška venivano adeguatamente nutriti e godevano di buone condizioni di lavoro. I detenuti lavoravano a progetti tecnici di supporto agli organi di sicurezza dello Stato e per alimentare la crescente paranoia di Stalin. Nel romanzo si evidenzia il dilemma angoscioso dei detenuti che, da una parte, erano ben consapevoli della loro migliore condizione di vita rispetto agli ospiti degli altri gulag; d'altra parte si rendevano conto che con il loro lavoro favorivano la sopravvivenza proprio di quel regime che causava tante sofferenze.
389. 2001: Odissea nello spazio – Arthur C. Clarke (1968)
Un enigmatico monolito viene trovato sepolto sotto la polvere della luna, gli scienziati scoprono con stupore che risale ad almeno tre milioni di anni. Una volta dissotterrato, l'oggetto comincia a emettere un potente segnale verso Saturno. Un'astronave pilotata da uomini, la Discovery, viene mandata a indagare. I membri dell'equipaggio sono uomini ben addestrati, ad assisterli c'è un computer autocosciente e ultra-sofisticato HAL 9000. La programmazione di HAL rispecchia la mente umana: è capace di senso di colpa, di nevrosi, perfino di uccidere. Quando HAL si rende conto che la missione va al di là dell'umana comprensione, comincia a uccidere a uno a uno gli uomini e a sabotare l'astronave per impedirle di procedere verso l'ignota destinazione.
390. Ma gli androidi sognano pecore elettriche? – Philip K. Dick (1968)
Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all'estinzione intere specie, costringendo l'umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore...Anche l'uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono stati banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici. A San Francisco vive un uomo che ha l'incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano a volte il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano.
391. Buio come la tomba dove giace il mio amicoMalcolm Lowry (1968)
Per la dolce e entusiasta Primrose si trattava soltanto di placare dei fantasmi. Per Sigbjørn Wilderness invece quel viaggio era tutt'altro, perché "il fantasma più spaventevole di tutti quelli che avrebbero incontrato era lui stesso, e dubitava moltissimo che volesse essere placato". Agli inizi di dicembre del 1945 Malcom Lowry e sua moglie Margerie partirono da Vancouver per Città del Messico e Cuernavaca, dove Lowry aveva vissuto nel 1936 con la prima moglie Jan e dove aveva cominciato a scrivere Sotto il vulcano. Pubblicato postumo nel 1968, Buio come la tomba traveste in forma di romanzo la pericolosa discesa di uno scrittore all'inferno di se stesso e nel passato della sua dannazione letteraria.
392. Lezioni di tedesco – Siegfried Lenz (1968)
È il 1953 e nell'aula del riformatorio situato alle foci dell'Elba, non lontano dal confine tra Germania e Danimarca, è entrato oggi un individuo smilzo, profumato di brillantina. Si chiama Korbjuhn, dottor Korbjuhn, ed è entrato con l'aria che i ragazzi rinchiusi nel riformatorio chiamano korbjunesca, cioè sprezzante e timorosa insieme. Il dottor Korbjuhn si è fatto augurare il «buon giorno signore» e, senza preavviso, senza avvertimento, ha distribuito i quaderni dei temi. Non ha detto nulla. Semplicemente, quasi godendo della cosa, è andato alla lavagna, ha preso il gesso, ha alzato una mano insignificante e, mentre la manica gli scivolava fino al gomito scoprendo un braccio secco, giallognolo, vecchio almeno di cent'anni, ha scritto sulla lavagna il tema con la sua scrittura prona, obliqua, l'obliquità dell'ipocrisia. Era intitolato: «Le gioie del dovere». Ora, nel chiuso della sua cella, il giovane Siggi Jepsen sta meditando davanti al suo quaderno dei temi con l'etichetta grigia. Siggi si trova alle foci dell'Elba, perché, nel lontano 1943, avrebbe raccolto in un vecchio mulino una serie di quadri rubati. In realtà, Siggi ha semplicemente nascosto le opere di un pittore amico, Max Ludwig Nansen, un artista espressionista, sulle quali pendeva la minaccia nazista di essere «verboten und verbrannt», proibite e bruciate. Come cominciare quel compito sulle «gioie del dovere»? Da suo padre, poliziotto obbediente agli ordini, a qualunque ordine, nella Germania di Hitler? O forse dal pittore Nansen, capace di dipingere anche con i colori invisibili della libertà? Oppure parlare dell'urlo dei gabbiani nel vento che costringe la gente alle foci dell'Elba a camminare cupi? O raccontare del vecchio mulino diroccato sulla spiaggia del Mare del Nord dove un giorno cercò rifugio un figlio disertore? Siggi scrive, scrive della meraviglia di essere in un mondo così duro, fulgente, pieno di poesia, impietoso e bellissimo come questo celebre capolavoro della letteratura tedesca finalmente restituito al pubblico italiano in una nuova edizione.
393. Zucchero di cocomero – Richard Brautigan (1968)
Zucchero di cocomero è il seguito ideale di Pesca alla trota in America: grazie a queste due opere Richard Brautigan, poeta e bohémien di San Francisco, sul finire degli anni sessanta si ritrovò improvvisamente proiettato sulla scena internazionale con la patente di mito generazionale, profeta della cultura alternativa, eroe letterario, irriverente e bizzarro, dei giovani di Woodstock. E se Pesca alla trota in America era la Balena bianca del movimento, Zucchero di cocomero ne rappresenta l'Utopia - o meglio, l'utopia negativa. È la storia di una comunità dal nome molto simbolico, iDEATH, che ha abolito i conflitti, le gerarchie, la tecnologia e vive l'attimo fuggente in un mieloso Eden fatto di zucchero di cocomero: è questa la materia prima postindustriale, gentile e tuttofare, con cui tutto a iDEATH si realizza, comprese le pagine di questo libro. Gli oggetti e i valori del passato, compresi quasi tutti i libri, sono relegati all'abbandono in un'enorme discarica: le Opere Dimenticate. A iDEATH abitano il protagonista, che non ha un nome preciso, la sua amica Pauline, l'irrequieta Margaret a cui piace frugare fra le Opere Dimenticate - e molti altri, non tutti felici e sereni come potrebbe parere: perché come ogni Paradiso Terrestre che si rispetti anche questo avrà, prima o poi, il suo peccato originale.
394. A Kestrel for a Knave – Barry Hines (1968)
Life is tough and cheerless for Billy Casper, a disillusioned teenager growing up in a small Yorkshire mining town. Violence is commonplace and he is frequently cold and hungry. Yet he is determined to be a survivor and when he finds Kes, a kestrel hawk he discovers a passion in life. Billy identifies with her proud silence and she inspired in him the trust and love that nothing else can. Intense and raw and bitingly honest, "A Kestrel For A Knave" was first published in 1968 and was also made into a highly acclaimed film, "Kes", directed by Ken Loach.
395. Riflessioni su Christa T. – Christa Wolf (1968)
Il romanzo percorre l'arco breve e intenso della vita di Christa T. dalla prima adolescenza alla maturità,dal tempo della scuola lungo la storia frammentaria e intensa di un profondo legame di amicizia. Lo sguardo e l'attenzione di Christa Wolf restano come inchiodati sulla figura enigmatica e spregiudicata di questa ragazza che gioca come un maschio e si ribella al conformismo. Attraverso lo studio partecipe della Wolf vediamo Christa T. confrontarsi con gli eventi verso cui la sua irrequieta natura la conduce: l'amore infelice per Kostija che le preferisce una giovane donna dolce e rassicurante, le sue difficoltà a mantenere un impegno regolare e proficuo negli studi,la scelta di fare l'insegnante, l'incontro con Justus, l'uomo appassionato, innamorato e saldo che sarà il padre dei suoi figli, le sue irresistibili e disperate fughe nell'abbandonarsi ad amori irragionevoli e dannati:tutte le possibili derive le paiono lecite e quasi obbligate per sfuggire alla normalità. Pubblicato fra mille difficoltà nel 1969 nella Rdt, è il romanzo dell'inadeguatezza, della fatica di stare al mondo e della difficoltà di dire "io".
396. Chocky – John Wyndham (1968)
Si sa che quasi tutti i bambini, oltre a parlare seriamente con bambole e orsacchiotti, s'inventano volentieri dei compagni immaginari coi quali dividere i loro giochi. Sono, volta a volta, cow-boy, pirati, maghi, moschettieri, giocatori di foot-ball, o semplicemente altri bambini (di solito più piccoli) da strapazzare e sgridare a piacere. Ma il padre del dodicenne Matthew, protagonista di questo romanzo, del celebre creatore dei Trifidi, nota con una certa perplessità che l'immaginario amico di suo figlio non cambia mai. Chocky, invisibile, è sempre presente, mattino, pomeriggio e sera, segue Matthew a scuola, lo accompagna in vacanza, lo disturba mentre studia, lo ossessiona con mille difficilissime domande, gli insegna un suo bizzarro sistema di calcolo, gli suggerisce inquietanti disegni. È il caso di chiamare uno psichiatra? O l'onnipresente Chocky è qualcosa di più, di diverso, da una fantasticheria di bambino troppo nervoso?
397. L'Acid Test al rinfresko elettriko – Tom Wolfe (1968)[Pubblicato in Italia nel 1970 da Feltrinelli, il romanzo risulta fuori catalogo. L'Acid Test al rinfresko elettriko racconta la storia vera dello scrittore Ken Kesey (l'autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo) e del suo gruppo, i Merry Pranksters, che nell'estate del 1964 attraversarono gli Stati Uniti a bordo di un bus in un perenne stato di allucinazione indotta dall'LSD e da altri acidi.]
398. I cuccioli; I capi – Mario Vargas Llosa (1967)
Ne "I cuccioli" tutto ruota attorno a un episodio drammatico letto su un giornale, protagonisti un bambino e un cane. Le conseguenze saranno terribili, e il bambino porterà il loro pesante fardello anche nella vita adulta. Ai "Cuccioli" segue "I capi", una raccolta di racconti del 1959 che si pone come punto di partenza di una ricerca che si concretizzerà più avanti ne "La città e i cani" e "Conversazioni nella Catedral". Racconti in cui sono presenti molti dei "luoghi" dell'autore: gli studenti, la politica, gli spazi urbani delle città, tra poveri sibborghi e quartieri della borghesia, l'interno del Paese, la miseria.
399. Cent'anni di solitudine - Gabriel García Márquez (1967)Macondo è un microcosmo sconvolto da cataclismi biblici, devastato dalla follia degli uomini, e scosso da mille piccoli drammi o gioie quotidiani. È la sede di un secolo di vita della famiglia Buendía, che sono insieme i creatori e i distruttori di questo villaggio cui s'arriva attraverso "nebbiose gole, tempi riservati all'oblio, labirinti di delusione". Il romanzo di Gabriel García Márquez, pubblicato nella collana "Narratori" nel 1968 e in "Universale Economica" nel 1973, è riproposto in un'edizione speciale rilegata per i cinquant'anni della casa editrice.
400. Il maestro e Margarita – Mikhail Bulgakov (1967)
«Il Diavolo è il più appariscente personaggio del grande romanzo postumo di Bulgakov. Appare un mattino dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell'esistenza di Dio. Il neovenuto non è di questo parere... Ma c'è ben altro: era anche presente al secondo interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato e ne dà ampia relazione in un capitolo che è forse il più stupefacente del libro... Poco dopo, il demonio si esibisce al Teatro di varietà di fronte a un pubblico enorme... Un romanzo-poema, o se volete, uno show in cui intervengono moltissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione». Eugenio MontaleArticolo di Sakura87

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