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Listopia: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#801 - 820)

Creato il 03 marzo 2014 da La Stamberga Dei Lettori

Quante volte ci siamo imbattuti in una di queste liste? La stessa BBC ne aveva stilata una da cento libri (piuttosto faziosa, se volete la mia opinione). Scopo di queste liste, è noto, non è permettere al lettore di scoprire nuovi libri e nuovi autori, bensì distruggere ogni sua pretesa di letterato facendolo sentire oltremodo ignorante per il gran numero di volumi che, a fine lista, scopre di non aver non solo mai letto, ma nemmeno sentito nominare. Noi vi proponiamo questa, pubblicata in volume, che già da diversi anni circola più minacciosamente della videocassetta di The Ring (o di Pootie Tang - questa è pessima, se la capite vergognatevi) distruggendo l'autostima di ogni lettore che credeva di aver letto tutti o la maggior parte dei cosiddetti libri da leggere prima di morire. La lista in questione ha i suoi difetti. Intanto è stata stilata approssimativamente nel 2005, per cui la sezione 2000 risulta incompleta; inoltre mette in lista solo narrativa, ed è eccessivamente sbilanciata su romanzi pubblicati nel corso del 1900, glissando decisamente su quelli pre-Ottocento. Continuiamo con un'altra carrellata di venti romanzi: nel corso degli articoli vedremo quali sono stati pubblicati in Italia e quali risultano ancora inediti.

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801. La carta da parati gialla - Charlotte Perkins Gilman (1892)

La carta da parati gialla è un racconto breve che l'autrice scrisse in appena due giorni. Dopo una iniziale indifferenza da parte degli editori, il critico americano William Dean Howells decise di pubblicarlo nel suo The Modern Great American Stories nel 1920. Si presenta sotto forma di un diario di voci che raccontano giorno dopo giorno i dettagli della discesa nella follia di una donna affetta da quello che suo marito medico descrive come una "temporanea depressione nervosa".

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802. Born in Exile - George Gissing (1892)

With the growth of his militant egoism, there had developed in Godwin Peak an excess of nervous sensibility which threatened to deprive his character of the initiative rightly belonging to it. Self-assertion is the practical complement of self-esteem. To be largely endowed with the latter quality, yet constrained by a coward delicacy to repress it, is to suffer martyrdom at the pleasure of every robust assailant, and in the end be driven to the refuge of a moody solitude.

803. Diario di un nessuno - George & Weedon Grossmith (1892)

[Pur essendo stato pubblicato solo nel 1996 - da Marcos y Marcos -, questo libro è introvabile in italiano, e pertanto non è disponibile alcuna sinossi. Scritto e illustrato da George e Weedon Grossmith, Diario di un nessuno, inizialmente pubblicato a puntate su Punch tra il 1888 e il 1889, è la divertente storia di Charles Pooter, commesso londinese.]

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804. Le avventure di Sherlock Holmes - Sir Arthur Conan Doyle (1892)

Il più popolare detective di tutta la letteratura mondiale, Sherlock Holmes, creato nel 1887 dalla geniale penna di Arthur Conan Doyle, ha sempre un solo scopo: risolvere con l'arma della sua intelligenza gli enigmi che gli si presentano, anche quando sembrano assolutamente inespugnabili. Fedele alla sua "scienza della deduzione", che sfrutta ogni minimo indizio, segno o dettaglio per trovare la soluzione, affronta crimini ingarbugliati e appassionanti con freddezza ed estrema razionalità. "Le avventure di Sherlock Holmes" riunisce dodici casi, uno più complesso dell'altro, in cui il celebre investigatore deve salvare la vita di un uomo o il patrimonio di una banca o una donna in pericolo, ricorrendo anche a travestimenti (da prete, da marinaio o da mendicante). Immancabilmente, al suo fianco c'è il dottor Watson, amico e biografo, sbalordito quanto il lettore dalle infallibili capacità deduttive di Holmes.

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805. Notizie da nessun dove - William Morris (1891)

"Il titolo in inglese di questo libro 'News front Nowhere' ha un significato esplicito, 'Notizie da nessun dove', ed uno nascosto che emerge spezzando la parola nowhere in now here, che significa 'ora qui'. Due tipi di realtà si confrontano e si mescolano: un domani utopico e un oggi che contiene tutte le potenzialità e i conflitti necessari per trasformarsi in un domani migliore [...] Il gioco di parole potrebbe quindi voler dire che quell'ambiente pacificato che egli descrive (il sottotitolo è 'An epoch of rest', 'un'epoca di riposo') è a nostra disposizione solo che lo si voglia conquistare, che si voglia iniziare quel ciclo di eventi difficile e doloroso che ha fatto nascere una nuova società senza concorrenza, senza strutture gerarchiche, senza classi contrapposte [...] La descrizione di Morris calza perfettamente al mondo in cui viviamo e ce ne illustra le capacità autodistruttive, è un ritratto fedele e profetico della società del consumismo e della crescita illimitata in cui l'economia è diventata la disciplina dominante che sopprime ogni fine o confonde i fini con i mezzi e propone una assurda omogeneizzazione del mondo." (dall'introduzione di Paolo Portoghesi)

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806. New Grub Street - George Gissing (1891)

In "New Grub Street" George Gissing re-created a microcosm of London's literary society as he had experienced it. His novel is at once a major social document and a story that draws us irresistibly into the twilit world of Edwin Reardon, a struggling novelist, and his friends and acquaintances in Grub Street including Jasper Milvain, an ambitious journalist, and Alfred Yule, an embittered critic. Here Gissing brings to life the bitter battles (fought out in obscure garrets or in the Reading Room of the British Museum) between integrity and the dictates of the market place, the miseries of genteel poverty and the damage that failure and hardship do to human personality and relationships.

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807. La saga di Gösta Berling - Selma Lagerlöf (1891)

Bello, giovane e alcolizzato, il sacerdote Gösta Berling è costretto a lasciare la sua parrocchia e a vivere di elemosina finché, a un passo dal suicidio, viene salvato dalla "Signora di Ekeby" e accolto nella sua stravagante comunità: un gruppo di dodici sedicenti "cavalieri" che trascorrono la loro esistenza al podere padronale tra amori, giochi e racconti. Nello splendido scenario naturale della regione svedese del Värmland si dipana una storia fatta di amori infelici e di slanci generosi, di degradazione e di redenzione, mentre su tutto domina la straordinaria figura della Signora: un tempo bella, innocente e innamorata dello spiantato Altringer, Margareta è stata costretta dai genitori a sposare un uomo che non amava e a vivere nell'ombra e nel peccato il suo vero amore. Ora, dopo la morte di Altringer, è ricca e sola, sovrana di un piccolo regno di ubriaconi sradicati e pieni di gioia di vivere. Saranno le trame del malvagio e avido Sintram a turbare questo mondo libero e isolato, ma proprio gli inganni intessuti per distruggere la Signora e i suoi cavalieri condurranno, infine, a una nuova e diversa gioia. La saga di Gösta Berling (1891) è il primo romanzo pubblicato da Selma Lagerlöf. La bellezza delle descrizioni, la vivacità dei personaggi e, soprattutto, la dimensione narrativa sospesa tra epica, fiaba e mito, hanno fatto di questo romanzo non solo l'inizio di un nuovo modo di raccontare nella letteratura scandinava del Novecento, ma, a tutt'oggi, uno dei libri svedesi più letti e amati in patria e all'estero.

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808. Tess dei D'Urberville - Thomas Hardy (1891)

Una ragazza tenace e sfortunata, figlia della povertà dei campi, vittima dell'uomo e dell'età industriale: è Tess dei d'Urberville, protagonista di uno dei capolavori del romanzo vittoriano. La tranquilla contea inglese del Wessex, antica denominazione anglosassone del Dorset, è teatro di sordide vicende e di soprusi: l'ingenua Tess, ultima rappresentante di una nobile famiglia decaduta, viene sedotta e abbandonata in giovane età, costretta a seppellire un figlio nato malato, battezzato da lei stessa con il significativo nome di Dolore. Condannata come "donna perduta" dall'opinione comune, non si arrende alla propria condizione: cerca il riscatto attraverso il lavoro e il matrimonio con Angel Clare, figlio di un pastore evangelico, turbato dal passato tormentato della moglie. In un crescendo di vicende drammatiche, Tess troverà riposo solo all'ombra dell'antico tempio pagano di Stonehenge, come una vera vittima sacrificale dei tempi moderni. Introduzione di Pietro Citati. [La nostra recensione]

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809. Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde (1890)

Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d'accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio. Prefazione di Aldo Busi.

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810. La sonata a Kreutzer - Lev Tolstoj (1890)

Tolstoj compone il tema dell'amore e del matrimonio, che allora lo inquietava anche come momento della sua propria vita privata, nelle forme di una narrazione in cui la voce amara del protagonista si fa nitida rappresentazione drammatica. Lungi dall'essere tragedia della gelosia, è il dramma di un insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi che tendono accanitamente a sottomettersi l'un l'altro nel soddisfacimento della loro brama. E solo la morte, così assurdamente e lucidamente deliberata e inferta dal protagonista, pone fine al conflitto di due carni che non diventano mai una.

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811. La bestia umana - Émile Zola (1890)

La "Lison", palpitante creatura ferroviaria che respira, soffi a, sbuffa e con voracità ingurgita grandi quantità di carbone; Jacques Lantier, macchinista della linea Parigi-Le Havre, che in lei ritrova la dolcezza e la docilità di una moglie. Sono i protagonisti del diciassettesimo romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart che Zola concepì come terreno sperimentale per le teorie deterministiche. La locomotiva diventa scena di un tremendo delitto, di cupe passioni di amore e vendetta che faranno emergere in Lantier quella malvagità cui lo predestinano le tare ereditarie. Ed è sullo sfondo di questa fatalità del sangue che si staglia l'epopea dei due veri protagonisti: la locomotiva, mostro figlio di modernità e progresso, e l'eroe romantico, combattuto tra bene e male, volontà e fato.

812. Mare aperto - August Strindberg (1890)

[Ennesimo romanzo fuori catalogo di cui in italiano mi è riuscito di trovare un'unica edizione, uscita per Mondadori nel 1986. Anche in inglese sono disponibili poche informazioni su quest'opera, una delle uniche in prosa dell'autore scandinavo, prolifero ma dedito quasi esclusivamente al teatro.]

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813. Fame - Knut Hamsun (1980)

Il grande choc che la letteratura nordica procurò all'Europa di fine Ottocento è legato a due romanzi: Inferno di Strindberg e Fame di Knut Hamsun, pubblicato nel 1890. Ed è uno choc la cui violenza il lettore sentirà ancora oggi. Un giovane scrittore, nei cui tratti e nelle cui esperienze si riconosce facilmente lo stesso Hamsun, passa un periodo di solitari deliri e tortuose riflessioni nella città di Christiania, tentando di sopravvivere con sporadiche collaborazioni giornalistiche, in attesa di manifestare il suo genio letterario. Vari personaggi lo sfiorano e scompaiono, ma unica vera e costante compagna, inesorabile antagonista, è la fame, presenza ossessiva che riesce a trasformare le apparenze del mondo come una potentissima droga, producendo una continua oscillazione fra atroci depressioni e morbose euforie. Visionario della fame, il giovane scrittore scopre il carattere fantomatico e oppressivo della vita urbana, si inoltra negli infiniti sottosuoli della mente, lascia infine che esploda la sua rabbia fisiologica contro una società che sembra affinare sempre più, col tempo, le sue torture. E la sua narrazione brucia il naturalismo esasperandolo - mentre nel più immediato quotidiano vediamo affiorare un nuovo spessore di spettralità e violenza.

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814. Il master di Ballantrae - Robert Louis Stevenson (1888)

Un romanzo gotico, e a volte macabro, costruito sul "crescendo" di un antagonismo irriducibile. Scorrono i fondali di guerre dinastiche, avventure corsare, viaggi nelle Indie: più volte dato per morto, il sempre redivivo signore di Ballantrae, scapestrato, impetuoso e ricco di seduzioni, ricompare ogni volta davanti agli occhi del fratello più giovane, scombinandone la vita uniforme e risvegliando un'ira che si trasforma in odio profondo.

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815. Pierre e Jean - Guy de Maupassant (1888)

Scritto quasi di getto in soli due mesi tra il 1887 e il 1888, Pierre e Jean è una delle più riuscite prove dell'arte di Maupassant. Quando due fratelli, animati da una forte rivalità reciproca, si trovano improvvisamente divisi a causa di un'eredità, gelosia e sospetto travolgono l'anima sensitiva e solitaria di Pierre, il maggiore, escluso dalla successione. Ma la verità, dolorosa e inesorabile, emerge lentamente in un crescendo di angoscia: Jean, il minore, è figlio adulterino. Il destino dei due giovani giunge presto al suo estremo compimento. Jean, perdonata la madre, si sposa e rientra nell'ordine borghese, mentre Pierre - nella cui filigrana si intravede l'ossessione di Maupassant per la sua condizione di illegittimo -, afflitto dall'assurdo fardello di un'espiazione che non gli appartiene, rompe definitivamente i ponti con il passato.

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816. Fortunata and Jacinta - Benito Pérez Galdés (1887)

Galdos's four-part Fortunata and Jacinta, the masterpiece among his almost 80 novels, tells the turbulent story of two women, their husbands and their lovers, set against the intricate web of dynastic alliances and class contrasts of Madrid in the 1870s.

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817. La gente di Hemsö - August Strindberg (1887)

Nell'agosto del 1887 Strindberg scrive al redattore Pehr Staaff che la storia che sta scrivendo - traboccante com'è di contadini e sorveglianti, preti e sagrestani, cose belle e brutte, avvenimenti allegri e tristi, non ha nulla da invidiare al naturalismo di Zola; anzi, dopo anni in cui si era schierato contro la concezione estetica dell'arte per una letteratura che dibattesse i problemi della società, egli vuole ora che il suo romanzo, per una volta esente da allusioni alla politica e al socialismo, si collochi tra le opere d'arte ritraendo la complessità della vita nei suoi aspetti positivi e negativi, nella sua oscillazione tra tono serio e giocoso, tra il grottesco e il grandioso. E' un programma concepito con una certa dose di cinismo e di distacco ironico, tant'è che più tardi, forse per paura di un insuccesso, egli stesso definisce La gente di Hemsö come "descrizioni borghesoidi di vita contadina con allucinazioni Hugolitiche ma lontano dagli Zolaismi".

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818. Nel bosco - Thomas Hardy (1887)

Fin dove possiamo vedere la nostra felicità? Fino a che punto possiamo conoscerla? Nel bosco (The Woodlanders, 1887) è forse il più struggente tra i romanzi di Hardy per intensità espressiva e sentimentale. Hardy contrappone con maestria due modelli di vita: l'esistenza semplice e dignitosa dei boscaioli e dei contadini e quella raffinata e artificiosa dei personaggi di alto lignaggio. Il contrasto è inevitabile ma profondo: e la giovane Grace, la protagonista, è il punto di luce e di improvviso ardore tra gli uni e gli altri, tra la felicità e la disperazione. L'opera non si risolve comunque in una parabola morale intorno ai limiti delle nostre scelte. Possiede il fascino della maggiore letteratura dell'Ottocento: la grazia di uno stile acuto e piacevole, la forza di un'eccezionale tensione narrativa.

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819. Lei - H. Rider Haggard (1887)

Questo romanzo, scritto in una fine Ottocento inglese che rivitalizzava appassite vaghezze tardoromantiche con i sogni di futuro della nuova era imperiale, fu molto letto. Dopo, semidimenticato, ha continuato a vivere, per frammenti e semi sparsi, in tutte le storie avventurose, in qualunque modo raccontate (e soprattutto, è da dire, nel cinema). Sicché, Lei, è come se tutti l'avessero letto, pur essendo pochi oggi quelli che l'hanno fatto veramente. È il luogo infatti di tutti i luoghi comuni dell'intreccio avventuroso, ma contemporaneamente ne crea alcuni nuovi che hanno dominato il secolo. Lo schema è quello classico del viaggio avventuroso in terre misteriose a caccia di un enigma consegnato alla decifrazione di un crittogramma millenario: ma al viaggio nello spazio si aggiunge un attraversamento del tempo, o meglio un'idea del tempo storico come dedalo, come scenario di un unico evento sovraumano che vi si svolge circolarmente, a coincidere fine e inizio. L'evento è un archetipo dell'amore e della vita, che eternamente si inseguono, per svanire entrambi non appena s'incontrano, e ricominciare di nuovo inseguimento e fuga non appena svaniti. Ma soprattutto l'archetipo è Lei, la donna immortale: Sapere, Potere, Bellezza assoluti e pieni. E Lei, come l'amore di Platone che è solo una separazione che tende a riunirsi, c'è finché manca. Il romanzo Lei, appena pubblicato nel 1887 esaurì in tre mesi venticinquemila copie: e Ayesha, la donna eterna, divenne uno dei piccoli miti della letteratura popolare. Un mito che, con accortezza dumasiana, vent'anni dopo Haggard rinverdì con la continuazione del romanzo: The return of She.

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820. Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde - Robert Louis Stevenson (1887)

Il singolare "caso" del dottor Jekyll e del suo doppio, il signor Hyde, diventa teatro di uno spietato confronto tra istinto e ragione, tra le esigenze della virtù e le pulsioni più oscure e ribelli che albergano ne] cuore dell'uomo. Scritto in maniera lucida ed essenziale, divenuto ormai un classico dell'horror per il clima di mistero e di terrore in cui si svolge la vicenda, questo racconto ha pagine di alta potenza suggestiva, che uniscono al brivido e alla suspense lo spirito austero e ferrigno dei sermoni.


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