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Little Alienz: nasce il primo spinoff dell’Università di Cagliari composta esclusivamente da studenti

Creato il 07 marzo 2018 da Alessandro Ligas @TTecnologico

Hanno ideato un gioco in grado di effettuare la diagnosi precoce della dislessia

Il team di Little Alienz: Valentina Bellotti, Sarah Pinna e Mauro Cuccu
Per la prima volta il Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Cagliari ha approvato  la costituzione di un “junior spinoff” dell’Ateneo: si tratta di “Little Alienz”, società composta da Sarah Pinna, studentessa di Scienze della Formazione Primaria, e Valentina Bellotti e Mauro Cuccu, studenti di Economia, e che intende immettere sul mercato un gioco in grado di permettere lo screening e il potenziamento della dislessia. L’innovazione riguarda la creazione di un primo screening degli indicatori di rischio tramite un sistema integrato di gioco dedicato alle diverse aree in cui il bambino svolge le attività (a scuola e a casa), senza che ciò produca stress grazie al coinvolgimento nell’esperienza di gioco.

Gli spinoff sono società che utilizzano, sviluppano e commercializzano nuovi prodotti che derivano esclusivamente dalle competenze nate dalla ricerca scientifica: costituiscono dunque l’anello di congiunzione tra la struttura universitaria e il tessuto socio-economico locale

Mentre esistono da tempo spin off costituiti da docenti, ricercatori e personale, per la prima volta all’Università di Cagliari viene costituita una società “junior spin off”. “E’ il primo atto di una importante innovazione – spiega Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari – Il nostro è il primo ateneo italiano, e finora l’unico, ad aver previsto il sostegno a spinoff costituiti esclusivamente da studenti. E’ un risultato ancora più importante perché Little Alienz è una società che guarda al sociale, aspetto tipico dei nuovi mestieri che non saranno mai soppiantati dai robot e dalle macchine. E’ anche la dimostrazione di quanto siano bravi i nostri giovani e di quanto l’Università di Cagliari punti sulla responsabilità sociale”.

Il sistema messo a punto da Little Alienz consente di stabilire precocemente dei percorsi di potenziamento personalizzati per ciascun bambino, a prescindere dalla presenza o meno di una futura diagnosi. La ricerca che sta alla base del progetto ha coinvolto il dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia (con i docenti Donatella Petretto e Eraldo Nicotra), scuole dell’Infanzia e scuole primarie, al fine di standardizzare il pattern statistico che consentirà di creare un algoritmo proprietario (collegato a un database) su cui si baserà lo screening.

“Ad oggi, la voglia di continuare è sempre più forte – spiegano Sarah, Valentina e Mauro – Stiamo standardizzando il nostro test di screening, ultimando lo studio per la creazione della dinamica di gioco più adatta ai bambini, consultando sempre più esperti nel campo”.

L’idea di impresa è nata all’interno del percorso formativo “Contamination Lab” durante il quale i tre studenti si sono conosciuti: il loro progetto è stato selezionato per la finale dell’edizione dell’anno scorso, durante la quale, pur non essendo arrivati sul podio, hanno  ricevuto il premio speciale del Magnifico Rettore come miglior startup a sfondo sociale e hanno vinto uno degli “Special Prize” di Sardegna Ricerche. Hanno ricevuto anche un premio del Rotary Club Cagliari perché il loro progetto contrasta sul nascere il fenomeno della dispersione scolastica.

Secondo il regolamento dell’Ateneo possono proporre di costituire junior spinoff gli studenti o i dottorandi, gli specializzandi o gli iscritti ai master dell’Università, gli assegnisti di ricerca, i titolari di borse post lauream o post doc e gli studenti iscritti a percorsi formativi ad accesso selettivo inerenti la creazione di imprese innovative (o persone che abbiano già completato questo percorso). Tecnicamente, si tratta di società di capitali o società cooperative di nuova costituzione, o costituite da meno di 18 mesi, purché iscritte nella sezione speciale “Start Up innovative” del registro delle imprese, nelle quali l’Università non ha alcuna quota di partecipazione.

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