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Lo sconosciuto del terzo piano - Boris Ingster (1940)

Creato il 30 ottobre 2017 da Lakehurst
(Stranger on the third floor)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Lo sconosciuto del terzo piano - Boris Ingster (1940)
Un giornalista, unico testimone di un delitto diviene testimone involontario anche dell'omicidio del vicino di casa, ma prima di chiamare la polizia il dubbio lo assale, i fatti sembrano contro di lui; quando finalmente si deciderà di denunciare l'accaduto non verrà creduto e sarà arrestato. Spetterà alla fidanzata trovare lo "sconosciuto" che ha commesso entrambi i delitti.
Un film di serie B dal minutaggio limitato; un riempitivo che è diventato sperimentazione che è diventata un genere. Di base c'è un thriller classicheggiante, ma l'estetica è presa pesantemente dall'espressionismo tedesco; il risultato è il primo noir della storia. C'è un finale solare e una storietta d'amore, ma i fondamentali ci sono tutti: luci crude, ombre nette e spigolose, angoli d'inquadratura dal basso o sopraelevati, inquadrature oblique, prospettive esagerate, uso del flashback, voice off e pure della paranoia.
Nel complesso il film è deboluccio, ma la parte centrale è una gallerie di scene da ricordare; il lungo incubo del protagonista è un bignami d'espressionismo (è questa la vera base per la futura estetica del genere), mentre Lorre che esce dalla porta del terzo piano è un'immagine iconica senza tempo (potrebbe anche venire da "M").
A livello di contenuti c'è anche un'interessante estremizzazione del concetto langiano dell'assassino nascosto anche nella persona più buona; qui si va oltre, si suggerisce infatti che tutti siamo potenziali innocenti condannati ingiustamente.
L'ho solo citato, ma non l'ho sottolineato abbastanza; c'è Peter Lorre che fa il Peter Lorre che tutti vorremmo vedere sempre; la parte è minimale, ma come sempre lascia un'impronta sulla pellicola e si mette in lizza per diventare un istant classic o un archetipo per il genere.

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