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Lo scopo del gioco

Creato il 20 settembre 2018 da Antonio De Rose @antonio_derose

Gli oppositori della metrotranvia Cosenza-Rende-Unical, che sospirano di sollievo alla notizia del probabile blocco dei lavori, proprio non li capisco. Dicono "inutile, dannosa, antieconomica, obsoleta". Ma si rendono conto, questi Soloni, delle ricadute di un'infrastruttura all'avanguardia per l'area urbana cosentina? Un collegamento veloce e sostenibile tra il capoluogo bruzio e la cittadella universitaria di Arcavacata, magari sul vecchio rilevato delle Ferrovie della Calabria. Così gli studenti che provengono dal Savuto non cambierebbero neanche treno. Sarebbe un disastro. Quaranta minuti sono troppi? Sono pochi! Lo scopo del gioco, infatti, non è colmare il divario infrastrutturale con le aree più avanzate d'Italia e d'Europa; è, al contrario, spendere i soldi dell'agenda europea senza uscire dall'obiettivo dei fondi destinati alle aree economicamente depresse. Non è semplice: occorre grande perizia; ci vogliono, appunto, progetti anti-economici. Denigrare il ceto politico della nostra bellissima regione, solo questo sanno fare. È grazie a politici e amministratori illuminati se stiamo peggio dei polacchi e abbiamo più o meno lo stesso tenore di vita di bulgari, croati, greci e ungheresi. Ma, sono sicuro, sbaraglieremo questa concorrenza. Tanto 'sti babbei crescono quattro volte più rapidamente di noi. Quando i paesi dell'Est diventeranno contribuenti netti dell'Unione, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) si chiamerà direttamente Fondo europeo di sviluppo calabrese (FESC). Allora, forse, sarà chiaro a tutti a che gioco giochiamo.

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