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Lo scrittore: Internet vs Realtà

Creato il 18 febbraio 2019 da Mcnab75
riflessioni Lo scrittore: Internet vs Realtà

C'è un modo piuttosto comune di esprimersi online, da parte degli scrittori più o meno noti. Oddio, anche da quelli ignoti, a dire il vero.
Memori della massima " Comportati sempre come se fossi un figo, perché la gente ti tratterà come un vincente" (ed è una massima vera, che trovate su quasi tutti i manuali motivazionali), gli scrittori si atteggiano come star.
Partecipano a fiere dove - dicono - li attendono folle adoranti di fan.
Escono belli freschi da lunghe sessioni di scrittura, tanto da farsi dei selfie come se fossero modelli di Armani.
Hanno sempre tutti i loro libri in ristampa, o esauriti.
Creano dei "casi letterari".
Ma sarà davvero così?
Magari per qualcuno. Per pochi, a dire il vero. In un paese che si vanta del suo disamore per la lettura è difficile credere che un autore di narrativa faccia una vita come quella degli scrittori immaginati nei film americani.
La verità è che la vita media del medio scrittore italiano non è proprio uno spasso. Per esempio...

Lo scrittore nella realtà

  1. A uno scrittore capita spesso di organizzare dei reading, o degli incontri coi lettori in fiera, e di trovarsi da solo. Se va bene attira qualche persona interessata al buffet gratuito, più che a parlare di libri. Gli incontri e le fiere servono indubbiamente a piazzare qualche copia, ma non immaginateli esattamente come dei bagni di folla. E bisogna considerare le spese per organizzare eventi simili (non sempre le copre la casa editrice).
  2. Scrivere è doloroso, ma non per i demoni interiori. Fa male per la postura, per i mal di testa, per le lunghe ore trascorse in una posizione scomoda, a litigare con le parole. Si rischia di arrivare a sera con occhiaie, dolori vari, con la schiena curva e vagamente spaesati. E spesso non si può rimandare a quando staremo meglio, a quando avremo più voglia, perché si sono scadenze da rispettare. Sì, ci sono anche gli autori indie, come il sottoscritto.
  3. I libri, più che andare esauriti, vanno al macero. La vita media dei libri si è abbassata drasticamente. Nelle librerie vengono sostituiti dalle nuove uscite nel giro di poche settimane, a meno che siano dei bestseller. Ma anche la vita di quest'ultimi si è accorciata. Sono dati, non chiacchiere, e se ne parla già da anni. Quindi un libro, se non vende subito, fa andare in perdita il suo autore.
  4. I "casi letterari" arrivano quasi sempre dagli Stati Uniti. Ogni tanto da UK, Francia, e dalla Scandinavia, per quel che concerne i gialli. Per quanto starnazzino gli uffici stampa di alcuni editori nostrani, è raro che qualcosa del genere abbia origine in Italia. Qui di solito si cavalcano i trend esteri, e spesso lo si fa anche con troppe settimane di ritardo. Quindi i titoloni sugli autori nostrani che si inventano generi e tematiche sono spesso esagerati. Per non dire inventati.
Lo scrittore: Internet vs Realtà

Ma perché regalare queste perle di antipatia?
Perché le favole sono belle, ma non rendono onore al vero lavoro dello scrittore. Che è un lavoro di fatica, una parte del quale contempla il fare a pugni con un potenziale pubblico sempre più ristretto (e sempre più disinteressato).
Perché spesso un autore fatica a tirare fuori una parvenza di uno stipendio, altro che lussi e record di vendite. Far passare un messaggio simile spinge sempre più gente a chiedere loro collaborazioni gratuite - "tanto tu già guadagni con le vendite".
Non è finita: se davvero si fa credere ai lettori che quasi ogni libro diventi un bestseller, questi saranno sempre meno invogliati a fare del passaparola spontaneo, a lasciare dei feedback che generano vere vendite.

Insomma, per farla breve: una doccia di realtà fa più bene di un sacco di pie illusioni.
E comunque scrivere si conferma un'attività eccezionale, al netto di tutte le difficoltà che è giusto ribadire, almeno di tanto in tanto.

Lo scrittore: Internet vs Realtà

Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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