Sorrentino ha saputo cogliere con rara potenza espressiva lo spirito del tempo che aleggia sull’intera civiltà occidentale postmoderna, arenatasi in una grave crisi di identità sociale, culturale, politica. Lo ha fatto raccontando la disperata inutilità della Roma attuale ma arricchendo il testo filmico di uno sguardo alto, visionario, che lo rende drammaticamente universale. Se esiste una via di salvezza, essa consiste in un percorso di ritorno alle nostre radici per ricostruirne il senso, in modo da produrre un cambiamento e una realtà nuova nella quale riconoscerci.