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Lo spaziotempo del freelance

Da Twagomagazine @lorenzomonfreg

Lo spaziotempo del freelance

Lavorare da freelance suona ancora a molti come uno stile di vita anarchico-piratesco, basato sull’insicurezza delle entrate e la mancanza di schemi quotidiani. Nulla di più lontano dalla realtà! Per sopravvivere da freelance, infatti, la creazione di un sistema (nella migliore accezione del termine) è vitale e benefica. Il fulcro della libertà del freelance consiste nella disciplina del saper gestire autonomamente il proprio spaziotempo, oltre alla sensibilità di sapere adeguare tale disciplina al flusso di lavoro e vita privata – due elementi che per i lavoratori autonomi sono ancora più intrecciati del solito.

GESTIONE DEL TEMPO

Non dovere apparire magicamente in ufficio alle 9 in punto sfidando sonno e traffico è sicuramente un sollievo, insieme al potere liberamente scandire la propria giornata. Tale libertà è purtroppo tra le trappole più insidiose della vita da freelance: senza ricadere nelle rigidità del lavoro dipendente, è fondamentale sapere ben dividere il tempo dedicato al lavoro (se c’è da lavorare) e quello dedicato a sé stessi/partner/familiari/animali domestici o simili. I self-employed ben sanno che si può passare da un periodo di attività frenetica a uno di (leggermente inquietante…) calma piatta. Tuttavia, anche i periodi apparentemente tranquilli possono essere produttivi: si può pensare a rafforzare contatti, migliorare le proprie competenze con corsi e seminari, lavorare sulla propria identità professionale o semplicemente godersi una vacanza per ricaricare le batterie in attesa del prossimo sprint. Scendendo nello specifico della routine lavorativa, poi, per chi deve lavorare principalmente davanti a uno schermo, uno dei rischi principali nella gestione delle ore attive è il rischio delle distrazioni sempre incombenti: divagare sui social network, perdersi nei siti di news, indugiare su Youtube, effettuare 27 ricerche su quello strano mal di pancia che non ci abbandona dalla sera passata… Vi sono tuttavia facili rimedi contro queste distrazioni: tra i più noti, le svariate app ed estensioni basate sulla Pomodoro Technique, che permettono di bloccare siti pericolosi come Facebook durante il tempo da consacrare al lavoro.

GESTIONE DEGLI SPAZI

Lavorare da casa è comodo, certo, ma rischia di farci perdere la distinzione tra vita lavorativa e personale, oltre a isolarci. Per chi vuole mantenere il calore del contatto umano senza l’aggravante di potenziali gelosie tra colleghi, basta trovare uno spazio di coworking non troppo difficile da raggiungere. Per chi invece apprezza silenzio e tempo per sé, potrebbe essere utile dedicare un angolo della propria casa esclusivamente al lavoro, se possibile, o ridecorare lo spazio che vi si consacra temporaneamente con elementi simbolici che riescano a metterci in modalità WORKWORKWORK. Sostituendo un vaso di fiori con una lavagna che mostri una to-do list, per esempio, o un calendario contenente tutte le scadenze imminenti. La questione spazio influisce molto sulla cura di sé durante le ore di lavoro: è essenziale che lo spazio sia comodo e confortevole senza che ciò significhi lavorare dal letto in pigiama… OK, tutti l’abbiamo fatto, ammettiamolo, ma non fa bene alla nostra postura e alla nostra professionalità. Acquistare una buona sedia o una scrivania ergonomica potrebbe costringerci ad abbandonare gli sprofondamenti su materassi e divani per non sprecare il consistente investimento.

L’efficace gestione di queste due coordinate ci permette di gestire bene la nostra vita, il nostro corpo, la nostra mente: fondamentale in un’epoca in cui il lavoro non è più qualcosa che ci viene offerto dall’esterno, ma qualcosa che dobbiamo inventare creativamente – e far funzionare metodicamente.

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