Lo spettro dell’omicidio su Marco Pantani

Creato il 03 agosto 2014 da Simo785

A cura di Bruce Wayne

Omicidio. Per di più volontario.

Sono queste due parole – “omicidio volontario” – quelle che tornano ad accendere, in questi giorni, l’affaire-Pantani. Con la Procura di Rimini che riapre l’inchiesta e l’Italia sportiva che, mentre si augura che Nibali non la esponga all’ennesima delusione, resta col fiato sospeso. E con la madre del Pirata che da tempo diceva di essere certa che suo figlio era stato ucciso, e che adesso potrebbe veder confermate per via giudiziaria le sue parole.

Cosa pensare?

Molto probabilmente la cosa più sensata, in situazioni simili, è non pensare. Perché pensare, da parte nostra, significa avviare un processo d’indagine privo di documentazione, procedere per suggestioni aggrappandoci alle parole dei giornali ed in un certo senso inseguire quel pacifico sollievo che si prova – che da sempre avremmo voluto provare – nello “scagionare” definitivamente Pantani anche dal punto di vista giudiziario.

Quel che sappiamo per certo è che noi, Pantani, lo abbiamo scagionato nei nostri cuori per via delle emozioni che ha saputo regalarci. Adesso occorrerà far sì – per dirla con un’espressione abbastanza abusata, di questi tempi – che la giustizia faccia il suo corso.


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