Ciao Luca, ciao Indro.
Allora complimenti ancora per il vostro nuovo libro, ma parlateci un po’ di voi, come vi siete conosciuti?
Indro: Innanzitutto grazie ancora dei complimenti! E’ una domanda che in molti ci fanno dal momento che io sono di Varese e Luca di Torino. Ci siamo conosciuti qualche anno fa in Liguria nel mese di agosto, poiché entrambi andiamo al mare nella stessa località e frequentiamo anche il medesimo stabilimento balneare. Da lì è una nata una profonda amicizia durata con il tempo: siamo spesso in contatto, ci vediamo ogni estate e quando possibile anche un paio di volte durante l’anno.
Abbiamo già scritto nell’altro articolo come e perché vi è venuta l’idea di creare il libro, soprattutto la paura di vedervi rubare uno dei vostri racconti, è mai accaduto ciò?
È capitato fortunatamente solo in un paio di circostanze, ma non si è trattato di un vero e proprio “rubare” il racconto. Abbiamo notato che alcune pagine e siti riportavano parola per parola quanto scritto da noi, citando comunque la fonte o quantomeno gli autori in fondo all’articolo. Diciamo che abbiamo voluto prevenire veri e propri “furti” del materiale trasformando tutto il nostro lavoro in un libro che ne certificasse l’originalità.
Simpatizzate oppure tifate proprio una squadra in particolare in UK?
L: Rimango parecchio affascinato dal Liverpool e dalla magica atmosfera di Anfield, anche se confesso che la prima squadra inglese cui mi avvicinai fu l’Everton. Pure il West Ham ha un posticino particolare nel mio cuore grazie alle gesta della ICF che suscitarono il mio interesse verso questo club.
I: Ritenersi tifosi di squadre così lontane è difficile, diciamo che mi definisco un forte simpatizzante del Manchester United pur apprezzando tutti i club ricchi di storia e tradizione (ebbene sì, anche il Liverpool di conseguenza). Non mi dispiacciono nemmeno il Newcastle per via della reverenza nei confronti di Shearer, il West Ham per i colori claret and blue e l’Arsenal che mi stregò ai tempi di Henry.
E cosa vi ha spinto a essere supporter di questa squadra? (domanda possibilmente da collegare alla precedentemente)
L: Fu mio padre a trasmettermi questo amore a distanza, quando iniziò a raccontarmi delle sue trasferte compiute Oltremanica per seguire la Juventus nelle coppe internazionali. Fu proprio in una di queste circostanze che una sera, di ritorno da una partita di Champions League, conobbe un gruppo di tifosi del Liverpool con i quali nacque una solida amicizia tuttora presente.
I: Nel mio caso invece furono le prime partite di Premier League trasmesse regolarmente da Sky Sport che mi portarono a seguire con molta attenzione il Manchester United. Fui in particolare rapito dal soprannome così romantico di Old Trafford, dalle gesta di Sir Alex Ferguson ma soprattutto dalle giocate spettacolari dei vari Van Nistelrooy, Scholes e Beckham
Viaggiate spesso assieme?
L’unico viaggio effettuato assieme risale allo scorso febbraio, quando andammo a Liverpool. Il libro, come scritto nella sinossi, è infatti un viaggio immaginario che unisce agli elementi ed ai dati reali quel pizzico di fantasia necessaria in ogni racconto.
Che parte del Regno Unito preferite di più calcisticamente parlando?
L: Dico Newcastle perché sono attratto dalla piazza, dalla città e dalla cultura del popolo geordie, infaticabile dodicesimo uomo sempre al seguito dei Magpies.
I: Ho un fascino particolare per le squadre del Nord, seguite da tifoserie molto numerose e affezionate come Newcastle, Sunderland e Middlesbrough anche se nutro un debole per tutti i derby di Londra.
Parlateci della “trasferta” che vi ricordate con più piacere (citando magari il rapporto che avete avuto con altri tifosi inglesi)
A nome di entrambi, diciamo l’unica che abbiamo fatto al momento, quando andammo a Liverpool lo scorso mese di febbraio perché Indro necessitava di documentazioni e testimonianze sul posto per la tesi di laurea triennale sul disastro di Hillsborough. Abbiamo anche avuto la fortuna di assistere a Liverpool-Manchester City dalla Kop e tra i tanti aneddoti di questa esperienza ricordiamo quello accaduto Manchester, una volta atterrato il volo in arrivo da Orio al Serio. Ci rechiamo allo sportello per cambiare gli euro in sterline e l’impiegato, notando il nostro accento italiano, inizia a chiederci: “Dove andate di bello ragazzi?”. Noi rispondiamo dicendo di essere diretti a Liverpool e lui controbatte affermando che “quella è una brutta città, con una pessima squadra e la gente cattiva”. Non abbiamo potuto che sorridere e terminare con un tipico “have a good day” britannico questo siparietto.
Per quanto riguarda il rapporto con i tifosi inglesi, possiamo dirti che ci hanno trattato benissimo. Tutti gentili e disponibili, quando eravamo nella Kop non hanno esitato a rispondere alle nostre domande ed a chiederci loro stessi qualcosa sul nostro modo di fare calcio.
E invece adesso parlateci della trasferta che vi ricordate con MENO piacere, o meglio, quella che magari vi ha deluso un po’ di più rispetto alle altre
Abbiamo avuto la fortuna e la possibilità di effettuare finora solo una trasferta assieme a Liverpool, ma abbiamo in programma nei prossimi mesi un viaggio a Londra per cercare di vedere il West Ham in una delle sue ultime apparizioni al Boleyn Ground.