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Lode al camminare: viaggiare a piedi ci salverà la vita

Creato il 11 ottobre 2013 da Nonsoloturisti @viaggiatori

Trekking, hiking, escursionismo, passeggiate… in una parola: camminare.

In viaggio sono molteplici le attività che consentono di mettere in uso quelle due protuberanze che ci spuntano dal bacino. Camminare ci consente di misurare lo spazio intorno a noi, ci rende consapevoli dell’immensità che ci circonda e che ancora resta da scoprire, ci consente di assaggiare nuovi mondi a piccoli bocconi, prendendoci tutto il tempo necessario per assorbire le caratteristiche della nostra destinazione.

San Gimignano – Toscana, Italy

Se ciò non fosse sufficiente ad attivare il nostro apparato motorio, ci ha pensato la World Heart Federation a fornire un’ulteriore buona ragione per metterci in cammino. In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, tenutasi lo scorso 29 settembre, la federazione in difesa del nostro muscolo più importante ha condotto un’indagine in Brasile, Cina, India, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America. L’oggetto dell’analisi era proprio il tempo dedicato dagli individui a camminare, perché questa semplice attività è anche la forma di prevenzione più immediata per scongiurare i disturbi di natura cardiocircolatoria.

I risultati ottenuti non sono dei più confortanti. Circa un terzo degli adulti di Regno Unito e Stati Uniti non sa per quanto tempo cammina quotidianamente. Oltre la metà degli intervistati in tutti e sei i Paesi coinvolti dedica a questo esercizio meno di 30 minuti al giorno.

“È necessario sollecitare le persone ad agire per la salute del proprio cuore e a raggiungere la soglia raccomandata di almeno trenta minuti di moderato esercizio fisico” – ha spiegato in una nota Kathryn Taubert della World Heart Federation – “una quota che include camminare di buon passo almeno cinque giorni alla settimana. In questo modo molte morti premature potrebbero essere prevenute.”

Johanna Ralston, direttrice della World Heart Federation, ha inoltre affermato che l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione è quello di incoraggiare gli abitanti del pianeta a camminare collettivamente per almeno otto milioni di chilometri entro la fine dell’anno. Circa 200 volte il giro della terra sull’Equatore. Purtroppo non sono riuscito a capire a che punto fossimo arrivati fino ad ora.

Camminare non è solo un esercizio fondamentale per la salute fisica. È anche un esercizio per la mente. Camminando troviamo il tempo per riflettere, concentrarci su ciò che vediamo, ristabilire il nostro equilibrio interiore e – nel mio caso – passare in rassegna i dialoghi di apprendimento della lingua araba registrati sul mio lettore portatile. Inoltre si tratta del mezzo di locomozione più economico ed ecologico sul mercato!

La camminata che non dimenticherò mai riguarda la mia traversata del continente africano. Dopo aver trascorso una settimana con una tribù San ai margini del Kalahari, io e il mio fedele amico Mpunian dovevamo raggiungere Ghanzi. Di mezzi pubblici neanche a parlarne. “Troveremo un passaggio per strada”, suggerì il mio compagno. Dopo quattro ore sotto il sole, zaino in spalle, non era ancora passato nemmeno un triciclo. Il furgone che ci ha caricati poco prima che io svenissi mi ha probabilmente salvato – se non dalla morte per disidratazione – almeno dall’umiliazione di essere caricato in spalle dal possente Mpunian.

Furgone - Botswana

Non saprei dire quanto questa mia prodezza abbia contribuito a raggiungere il conto voluto dalla dottoressa Ralston, ma non occorre certo rischiare la vita in Africa per dare il vostro contributo. Più di recente sono stato coinvolto in un bell’esercizio pedonale in Toscana, lungo il tratto della Via Francigena che attraversa la provincia di Siena. Questo percorso di pellegrinaggio unisce sin dall’XI secolo Canterbury con Roma, passando per la Francia e l’Italia settentrionale, ed è ancora oggi un traversata affascinante che sfiora la storia e i paesaggi di aree dalla bellezza straordinaria.

Siena - Toscana, Italy

Camminare non solo può salvarci la vita, ma ne migliora anche la qualità, in viaggio come nei momenti di ordinaria follia. Ma è soprattutto un meritato momento di quiete, in cui il ritmo frenetico che ci circonda rallenta per consentirci di cogliere il senso delle cose e del nostro percorso. Personalmente, ho sempre pensato che le persone farebbero molte meno sciocchezze se camminassero di più.

Meditate, gente. Meditate e camminate…


Flavio Alagia

Flavio Alagia

Dopo una laurea in giornalismo a Verona, mi sono messo lo zaino sulle spalle e non mi sono più fermato. Sei mesi a Londra, un anno in India, e poi il Brasile, il Sudafrica… non c’è un posto al mondo dove non andrei, e non credo sia poco dal momento che odio volare. L’aereo? Fatemi portare un paracadute e poi ne riparliamo.

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