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Long Playing Neville Brothers

Creato il 24 luglio 2019 da Zambo
Long Playing Neville Brothers

I fratelli Neville, autentici monumenti musicali di New Orleans, hanno passato l’esistenza fra occasionali successi (come la melodica Tell Like It Is di Aaron nel 1966), e le molte notti nei club, decenti e indecenti, della città. Sbarcarono il lunario anche come spacciatori, ladri d’auto, forse protettori, attività per cui dovettero prestare attenzione a tenersi a debita distanza dai poliziotti, bianchi, che come maniere non ci andavano delicati. I Neville erano figli d’arte: uno zio che si faceva chiamare Big Chief Jolly era molto noto perché durante il Mardi Gras si abbigliava da indiano per suonare con un gruppo noto come The Wild Tchoupitoulas. Dei quattro fratelli, Charles Neville, sassofonista jazz, scontò tre anni nell’inferno del carcere di Angola, in Louisiana, dopo essere stato incastrato dalla polizia per due spinelli, e lasciò la città per trasferirsi ad Harlem. Aaron Neville, apprezzato per la voce angelica e ricordato per il successo nazionale di Tell Like It Is, girò l’America in lungo ed in largo fino a che il pubblico lo riscoprì per un nuovo successo in duetto con Linda Rondstadt. Fra i suoi dischi si trova di tutto, dal mieloso al capolavoro, compreso un My True Story prodotto da Keith Richards. Negli anni sessanta Art Neville mise assieme la migliore band dei tempi moderni della città, i Meters, che nei club se la giocavano con il gruppo di Allen Toussaint. Toussaint è il più famoso produttore di New Orleans e un autore di successo lui stesso, fra cui A Certain Girl eseguita anche dagli Yardbirds e da Warren Zevon, Night People, cantata da Robert Palmer, Pain In My Heart, sul secondo album degli Stones, Hello My Lover, eseguita da Willy DeVille. Toussaint riuscì a capitalizzare il proprio successo producendo i propri dischi per etichette di proprietà, di cui i Meters facevano da house band. Il legame con i fratelli Neville fu così forte che in alcune occasioni Toussaint si presentava come Naomi Neville. I Meters erano costituiti da Art Neville, cantante solista e tastierista, Leo Nocentelli alla chitarra, George Porter Jr. al basso e Joseph “Zigaboo” Modeliste alla batteria. Registrarono il primo disco nel 1969, ma nonostante fossero una delle influenze maggiori della scena funky, non conobbero mai il successo nazionale dei gruppi di stanza a Los Angeles, New York o Philadelphia. Furono vicini a separarsi quando Art impose al gruppo il fratellino Cyril (di undici anni più giovane) alle percussioni. Art lasciò il gruppo, ma venne richiamato quando la nuova casa discografica, la californiana Reprise, subordinò la firma di un contratto alla sua presenza. Dischi come Rejuvenation del 1974 e Fire on the Bayou del ’75 non sono niente di meno che capolavori segreti della musica soul della città. Alla fine Art e Cyril lasciarono i Meters nel 1976 per mettere assieme la band di famiglia, i Neville Brothers (ma anni dopo Art li avrebbe ricostituiti come Funky Meters). I fratelli erano completati da Charles, il jazzista, al sax, e Aaron, la voce angelica. I Rolling Stones li vollero come spalla in un tour mondiale, e Bette Midler fece pressione sulla A&M perché offrisse loro un contratto discografico. Yellow Moon del 1989 fu il loro grande disco. Luna gialla, luna giallaperché mi sbirci dalla finestra?Sai qualche cosa che io non so?Hai visto la mia bambinacamminare lungo i binari della ferrovia?Puoi dirmi se tornerà mai indietro?È nelle braccia di un altro o sta cercando di tornare a casa?Sai se le manco o se sta bene?Oh luna gialla, hai visto della donna creola?Se non mi rispondi non sei amica mia

Prodotto da un giovane nome rampante della città, Daniel Lanois (con la collaborazione di Brian Eno), il disco riusciva a creare un concentrato di magia e vudù di New Orleans in afosi brani crepuscolari, luna piena e loup garou. La crescente sensibilità verso temi sociali e politici sviluppata da Charles e Cyril, risultava nella Ballad of Hollis Brown di Bob Dylan ed in Sister Rosa, dedicato a Rosa Park, una figura chiave nella lotta al razzismo, la ragazza coraggiosa che nel ’55 in Alabama aveva rifiutato di cedere il posto sull’autobus ad un bianco, come era obbligatorio. Negli anni duemila Cyril, che si era guadagnato la fama di poeta in rock, avrebbe fondato il supergruppo dei Royal Southern Brotherhood assieme al chitarrista Devon Allman, figlio di Gregg e nipote di zio Duane. 
Long Playing Neville Brothers

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