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Longiano – Fondazione Tito Balestra

Creato il 30 novembre 2016 da Ferdori

castelloLa scala è ripida e in pietra antica e il corrimano posto sulla destra aiuta a mantenere l’equilibrio.

Una porta a vetri apre la visuale verso un fantastico panorama: la riviera romagnola con al centro l’obelisco del grattacielo di Cesenatico; più oltre il mare azzurro, che in questa giornata fredda, ma tersa, si confonde con il cielo.

Il vento freddo non consente di ammirare il tutto molto a lungo e allora si rientra e ci si arrampica per la stretta scala a chiocciola che porta alla sala 7, nel sottotetto della rocca.

La sala forse più particolare: nessuna finestra, travi a vista, colori marroni, teche e pareti interamente riservate a soli due artisti.

Poi si ridiscende e subito arriva la voce del soprano e degli strumenti musicali.

Un accompagnamento dal vivo a questa visita museale.

veduta

Nel cuore della Romagna più profonda esiste una perla: si tratta di Longiano, piccolo paese con grande tradizioni artistiche e letterarie.

Al centro spicca un borgo medioevale che, grazie anche al Castello Malatestiano, non ha nulla da invidiare ad altri luoghi più conosciuti.

La Fondazione “Tito Balestra” ha sede in quel Castello e ne ha fatto un museo di tutto rispetto gestito dal signor Flaminio, nipote del poeta.

Ed è il signor Flaminio in persona che ci accompagna nella visita alla mostra che vede nomi come Picasso, Mirò, Matisse e Calder, quali artisti più importanti.

Si tratta di libri d’artista, progetti privati e illustrazioni per riviste del settore; non vere e proprie opere classiche, ma interessanti realizzazioni fuori dalla norma, forse anche più uniche per un pubblico appassionato.

Il museo nasce grazie alla collezione privata di Tito, che il signor Flaminio chiama per nome, ed ai suoi oltre 2500 pezzi, gran parte dei quali ottenuti grazie alle amicizie e buone relazioni con altri artisti.

A riprova di ciò spicca una lettera manoscritta di Giorgio Morandi nella quale il pittore bolognese ringrazia l’amico Tito per avergli fatto conoscere le poesie di Antonio (Tonino) Guerra, dilungandosi nella citazione delle poesie più apprezzate.

Una moltitudine di sale piene di dipinti, acqueforti, litografie, incisioni, fotografie e libri che creano un’atmosfera surreale facendo dimenticare, per qualche decina di minuti, cosa ci sia fuori.

La musica che arriva dalla sala prove, fortunatamente in funzione durante la nostra visita, è solo un di più che mette ogni cosa al proprio posto.

La mostra è visitabile fino al 31 gennaio 2017.

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