Loren The Amazon Princess – Recensione

Da Videogiochi @ZGiochi
Recensione del 19/03/2014

PC TESTATO SU
PC

Genere: Gioco di Ruolo

Sviluppatore: Winter Wolves

Produttore: Winter Wolves

Distributore: Steam

Lingua: Inglese

Giocatori: 1

Data di uscita: 15/01/2014

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Deadpool sarebbe fiero di giocare a questo gioco Snervante

Narrativa godibile... ... Ma insufficiente a sopperire i classici cliché del genere

Scenari disegnati in pieno stile fantasy Piattezza (interpretativa) di molti personaggi

Amazzoni. Un popolo, un gruppo di donne guerriere ed ora il fulcro su cui i ragazzi di Winter Wolves hanno deciso di far gravitare il loro prodotto: Loren The Amazon Princess. Un fantasy RPG che incrocia meccaniche classiche, che ricordano in modo non troppo vago i precursori del genere, ad un’avventura grafica dai retroscena dark e piccanti. Avete capito bene, del resto gli sviluppatori non hanno fatto mistero di questo aspetto nel loro ultimo gioco. Loren The Amazon Princess è un titolo che vuole puntare al pubblico maschile senza farsi troppi problemi nel dichiararlo: elfi oscuri che potrebbero comodamente lavorare come modelli per qualche rivista americana, umane traboccanti di sensualità, elfi dei boschi con addosso una manciata di minuscole foglie verdi, guerrieri indomiti e corazzati dalla vita in su. Insomma, un fantasy come tanti, ma con qualcosa “in più” sotto il punto di vista visivo. Andiamo a scoprire cosa si cela dietro alla striminzita armatura a maglie che protegge la principessa delle Amazzoni…!

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Quando parliamo di Amazzoni è necessario partire dal principio. Queste guerriere erano killer spietate che nelle leggende, più o meno veritiere, erano solite aggirarsi di città in città in cerca di un compenso adatto che potesse permettere loro di dimostrare la propria forza ed agilità come cacciatrici e guerriere. Sì, lo sappiamo che state tutti pensando a Xena. difatti nell’immaginario di ognuno di noi non riusciamo a vedere queste spietate guerriere come delle donne piene di cicatrici, magari mutilate per via di qualche scontro finito male, o peggio, brutte ma toste. Tutti immaginano modelle di in armatura, armate di chakram. Ebbene è proprio scommettendo su questo tipo di fantasia che gli sviluppatori di Winter Wolves hanno concepito Loren The Amazon Princess, avventura che ci metterà nei panni di una sexy guerriera Amazzone.

La nostra avventura troverà origine nel più scontato dei modi: noi, Loren, saremo la classica donna acida e piena di sé che crede troppo nelle proprie capacità, pensando di riuscire a sconfiggere un esercito senza l’aiuto di nessuno. Questa scorza, apparentemente dura, trova comunque la sua fine quando per forza di cose ci troveremo ad affrontare un pericolo più grande di noi e saremo costretti ad unirci ad un gruppo di nobili guerriere. Lì cominceremo a scoprire il lato nobile di Loren, un lato che ci porterà ad avere più problemi di quanti ne potremmo affrontare. L’avventura è scandita da un ritmo serrato, alternerà fasi di battaglia alle più tranquille chiacchierate tra compagni e comparse che incontreremo. Ed è proprio in questa cadenza dannatamente regolare che il prodotto trova il suo più grande difetto, non è effettivamente possibile esplorare o avere la possibilità di interagire a piacimento con i nostri compagni se non per conoscerli meglio, di fatto per tutto il tempo che passeremo nelle terre selvagge del regno Amazzone saremo guidati in modo da avere l’impressione di avere un effettivo controllo sui personaggi, che però ci priva di qualsiasi altro tipo di divertimento. Tutto questo potrebbe esser quasi giustificato dalla mancanza di fondi sufficienti ad inserire nuove meccaniche e retroscena nella trama. Per fornirvi un esempio pratico, durante il gioco, più precisamente durante le fasi di interlocuzione tra i protagonisti, ci verrà spesso fornita la possibilità di poter scegliere una risposta “A” piuttosto che una risposta “B”, una cosa ottima, se non fosse che rigiocando il titolo una volta terminato, e dando risposte completamente differenti a quelle date precedentemente, il risultato resti il medesimo. Più chiaramente, su dieci possibili svolte differenti soltanto tre sono risultate effettivamente importanti e hanno cambiato il finale della storia. Questa dissonanza con tutta l’avventura, trova una fine durante una conversazione mirata a conoscere meglio le origini di determinati personaggi, saremo difatti in grado di aumentare il nostro interesse nei loro confronti, ovvero, simulando delle conversazioni dai risvolti ambigui ci verrà concesso di instaurare amicizie e love story con numerosi personaggi, più o meno importanti; non sperate di vedere qualche scena hot, ma sicuramente riuscirete a spendere più ore coltivando l’interesse di qualche compagno piuttosto che a terminare la storia.

Le fasi di combattimento sono il fattore predominante di tutta l’esperienza. Si svolgono su una griglia di combattimento dove ogni turno comporterà una scelta strategica; lo scopo è ovviamente quello di arrivare alla vittoria ed in aiuto di queste fasi troveremo rinforzo negli equipaggiamenti, anch’essi dannatamente preimpostati e che ci costringeranno a compiere determinate azioni per essere comprati, vinti o equipaggiati. Le fasi di compravendita sono tra le più noiose in assoluto, verremo indirizzati presso un commerciante che ci fornirà di volta in volta gli oggetti più utili, ma è qui che si cela la fregatura: ogni oggetto è destinato ad un unico personaggio e proprio per questo particolare spesso saremo accompagnati da personaggi equipaggiati con oggetti ormai superati, mentre senza accorgercene avremo speso soldi per aumentare forza e difesa di compagni che in quel momento non potremo portare con noi. Questa pecca è giusto iniziale, una volta che avremo preso consapevolezza di questo tipo di difficoltà riusciremo bene o male a risparmiare qualche moneta; i nemici sono costantemente più numerosi o forti di noi e, seppur sarà più difficile morire che terminare l’avventura nelle quattro ore scarse di gioco che ci attendono, per alcuni potrebbe essere frustrante dover spendere la maggior parte delle monente in medikit e pozioni della forza, piuttosto che aumentare l’armatura o l’abilità in combattimento. In ogni caso, non avrete molta difficoltà a battere anche il più epico dei boss, le ragazze tutte curve saranno sempre le favorite in ogni singolo scontro.

Passiamo ora ad una descrizione più tecnica di Loren The Amazon Princess, prodotto che, come detto sopra, non eccelle sotto il punto di vista esplorativo e questo influisce anche sui fattori visivi del titolo. Per lo più ci troveremo ad affrontare scontri caratterizzati da una griglia con vari tipi di comandi gestibili dal puntatore: in questo frangente non vi saranno particolari effetti visivi degni di nota, se non quelli utili a comprendere quanto si è cliccato. Stesso limite nei dialoghi e nel gameplay al di fuori del combattimento: una serie di finestre si apriranno una volta che lo scontro sarà concluso e da lì potremo leggere ed ascoltare tutti i dialoghi disponibili. In queste fasi, particolareggiate da un parlato e da sottotitoli degni di nota grazie a testi di facile comprensione e generalmente ben romanzati, avremo la possibilità di gustarci anche tutt’una serie di bozzetti ottimizzati al massimo, con disegni in grado di immergerci nell’atmosfera che il videogioco tende a spezzare con frequenza. Sarà anche in queste occasioni che potremo godere appieno delle qualità fisiche dei PG giocanti e dei compagni incontrati, riuscendo finalmente a dare un giusto volto (e non solo) ai nostri interlocutori. Da evidenziare anche l’audio del prodotto, con musiche sempre azzeccate, anche se le situazioni non saranno poi così varie ed in generale le voci e gli effetti sono ben realizzati e mai fuori contesto.

IN CONCLUSIONE
Ci siamo dilungati fin troppo per descrivere Loren the Amazon Princess, questo prodotto non si rivelerà più di quello che sembra, anzi, forse potrebbe stupirvi se partirete con aspettative adeguate al titolo. Non possiamo dire di esserne rimasti delusi, ma sicuramente fare quel qualcosa in più avrebbe giovato all'intera esperienza; attenersi a determinati cliché non determina il successo di un gioco, ma forse questa politica di sviluppo è stata adottata proprio perché si è alla ricerca del miglioramento, nel limite del possibile. A questo punto speriamo in un "prosperoso" futuro per le Amazzoni, augurandoci che gli sviluppatori si concentrino più sull'anima del videogame piuttosto che sulle apparenze. ZVOTO 6
Voto dei lettori7
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