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Luca (Barbareschi) e Sara (Tommasi). I due volti delle aspirazioni deluse

Creato il 09 febbraio 2011 da Massimoconsorti @massimoconsorti
Luca (Barbareschi) e Sara (Tommasi). I due volti delle aspirazioni deluseIndecisi se affrontare ancora una volta l’argomento preferito dagli italiani, e cioè “‘u pilu”, o approfondire le ragioni del flop di Luca Barbareschi-Il trasformista su Rai3, abbiamo deciso che potevamo affrontarli entrambi perché alla fine sempre di troiate siamo costretti a parlare. A chi non lo sapesse, o lo avesse scoperto solo ora, diciamo che “il fantastico mondo di Silvio” è finito sotto la lente d’ingrandimento di un’altra Procura della Repubblica, quella di Napoli. L’indagine riguarda la laureata con 110 e lode alla Bocconi, Sara Tommasi che, grazie alle intercettazioni fatte sul suo telefonino, ha permesso ai magistrati di scoprire un’altra parte del mondo che sembra ruotare intorno alla figura carismatica del presidente del consiglio. Le intercettazioni di Sara tirano però in ballo altri personaggi finora entrati solo di striscio nell’inchiesta dei pm milanesi, li potremmo definire di secondo piano anche se i loro nomi sono conosciuti al grande pubblico, soprattutto quello televisivo. Sara parla dei suoi “amici” Fabrizio Del Noce, Massimo Giletti, Fabrizio Corona, Ronaldinho e Quagliarella, Marina Berlusconi, Gigi D’Alessio e la sorella di Belen Rodriguez oltre, naturalmente, al caro, vecchio, romantico Silvio al quale, in verità, ne dice di tutti i colori partendo però da un “amore mio” che stride ferocemente e semplicemente con la stessa parola “amore”. L'identico amore che deve aver provato nei confronti del fratello sciocchino del Nano² quando in un sms del 6 gennaio gli scrive: “Se io mi devo kurare, tu piantala con cocaina, cani e mignotte! E festini sexy non me ne sbatte un cazzo. Stronzo”! Pentita, amareggiata, sconvolta da tanta violenza verbale, Sara il 9 gennaio scrive un altro messaggio a Paolo nel quale, sottomessa, gli dice: "Ti voglio rivedere, dimmi dove tu dove e quando". Paolo, che è un signore che tromba solo per emulare il fratello intelligente, le risponde: "Se vuoi ci vediamo nel pomeriggio alle 18 al Giornale, via Negri zona piazza Affari ok". Capito dove Paolino da appuntamento a Sara? Nella sede del Giornale, e di più non aggiungiamo terrorizzati dal “metodo Boffo”. Ma l’aspetto più interessante legato alla signorina Tommasi è quello che emerge in una intervista rilasciata al Fatto nella quale l’aspirante soubrette, che era stata scelta per la carriera politica, parla della sua visione del mondo rimpiangendo la non candidatura alle ultime europee: “Come una scema – ha dichiarato infatti Sara Tommasi – mi sono incaponita sullo spettacolo. Se ci penso mi viene da spararmi...Ora ringrazio i potenti perché ho capito che era meglio candidarmi. E lancio un appello: che mi diano una seconda possibilità. Avevo fatto pure il corso nel quale ha insegnato Renato Brunetta”. Di Paolo Berlusconi dice: “Ma se mi corteggia cosa devo fare? Accetto la sua corte e spero mi voglia sposare e dirlo pubblicamente. Accetto volentieri. Essendo un uomo potente meglio che niente”. Di Silvio invece dice: “Ama le donne dello spettacolo...Gli piace stare al centro dell’attenzione. Finché l’Italia premia questo potere io che posso farci? Se questi sono i valori che prevalgono, io cosa devo fare? O mi adeguo o vado in America”. A noi è venuto il dubbio fortissimo che la Bocconi non sia più la stessa di qualche anno fa. L’altra troiata di cui vogliamo parlare è “Il trasformista”, film di e con Luca Barbareschi andato in onda lunedì scorso su Rai3. Lo facciamo oggi perché ieri sono usciti i dati auditel che, per l’ex finiano di ferro, sono stati la conferma della sua propensione a collezionare “Caporetto” artistiche. Uno dei più brutti film della storia del cinema italiano ha fatto riscontrare l’ascolto più basso nella storia della terza rete Rai che, fresca del 30 per cento rimediato con Vieni via con me, si è vista totalizzare un 2,96 che ha costretto Paolo Ruffini a ricorrere ai sali antisvenimento. 858mila spettatori (fra i quali noi - freschi reduci da quel “gioiello” di film che è “Il discorso del Re” - che amiamo giudicare solo dopo aver visto) hanno seguito l’imbarazzante lavoro di Luca Barbareschi il quale, non si comprende bene perché, continua a scrivere “attore” sulla sua carta d’identità. Il collezionista di flop (“Giorni da leone”, “Nebbie e delitti” e il “Barbareschi Sciock” su La7), ne ha così iscritto un altro nella sua personal-list dei fallimenti rendendo chiara la ragione per la quale ha avuto quel famigerato incontro ad Arcore con Berlusconi. Solo Silvio, infatti, può metterlo nelle condizioni di produrre un altro lavoro “a perdere” per la Rai perché a Mediaset, considerati gli ascolti delle sue fiction e delle sue trasmissioni, semplicemente lo aborriscono. D’altronde nel 2006, su Rai1, “Giorni da leone” totalizzò il 12,16 per cento di share contro la media del 20 delle altre fiction mentre, due anni dopo, nel 2008, la sua serie “Nebbie e segreti” venne addirittura soppressa. Capita la ragione per la quale Luca si è dato alla politica, resta inspiegabile quella di voler perseverare in un mestiere che non sa fare, non gli si addice, non gli si confà. E poi ditemi che le storie raccontate oggi non sono uguali!

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