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Luci & Ombre del DDL Editoria

Creato il 19 settembre 2016 da Pedroelrey

La settimana scorsa il Senato ha approvato, con modifiche, il disegno di legge sull'editoria che contiene alcuni interventi di riforma relativamente all'"Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti".

Visto che ora il testo della legge ritorna alla Camera per l'approvazione, proviamo a fornire il nostro contributo su le cose buone che il disegno di legge prevede e su quelle che invece invitiamo a riconsiderare prima della sua approvazione definitiva.

Pro:

    Tra i criteri di erogazione dei contributi alle testate aventi diritto, così come definite, vi è anche "obbligo per l'impresa di adottare misure idonee a contrastare qualsiasi forma di pubblicità lesiva dell'immagine e del corpo della donna". Ovviamente resta da definirne con precisione i criteri e le modalità di controllo ed eventuale sanzione, ma l'enunciazione di principio è sicuramente apprezzabile;
    Anche in questo caso non vi è una specifica economica che viene rimandata a decreti attuativi da approvare entro sei mesi dall'approvazione del disegno di legge, ma non vi è dubbio sulla positività dell'"introduzione di incentivi agli investimenti in innovazione digitale dinamica e multimediale, anche attraverso la previsione di modalità volte a favorire investimenti strutturali in piattaforme digitali avanzate, comuni a più imprese editrici, autonome e indipendenti". Così come altrettanto positivo appare l'"assegnazione di finanziamenti a progetti
    innovativi presentati da imprese editrici di nuova costituzione, mediante bandi indetti annualmente";
    Finalmente, a quattro anni di distanza della legge voluta all'epoca da Peluffo, e mai applicata, si torna a parlare di "completamento in maniera condivisa e unitaria dell'informatizzazione delle strutture, al fine di connettere i punti di vendita e di costituire una nuova rete integrata capillare nel territorio", che richiediamo a gran voce da tempo immemorabile ed alla quale ho dedicato una parte consistente del mio libro sul tema. Per avere un parametro di paragone, vale la pena di evidenziare come le edicole francesi saranno presto connesse via app per indicare ai lettori il punto più vicino aperto. Speriamo sia, anche, questo a cui ci si riferisce parlando di "promozione di sinergie strategiche tra i punti di vendita, al fine di creare le condizioni per lo sviluppo di nuove formule imprenditoriali e commerciali";
    Positiva infine anche la "valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale dell'offerta e del modello imprenditoriale, anche mediante la previsione di un aumento delle relative quote di rimborso, e previsione di criteri di calcolo specifici per le testate telematiche che producano contenuti informativi originali, tenendo conto del numero dei giornalisti, dell'aggiornamento dei contenuti e del numero effettivo di utenti unici raggiunti".

Luci & Ombre del DDL Editoria

Contro:

    L'"attuazione del processo di progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali", richiesto a gran voce dalla FIEG ed in particolare da Riffeser Monti, è un clamoroso errore. Infatti non solo i dati dimostrano che a maggiori canali di vendita non corrisponda il tanto auspicato, quanto anacronistico, recupero delle vendite del prodotto cartaceo, ma crea profonde disparità tra negozi "puri" [solo edicole], negozi "misti" [quelli che svolgono la vendita di altre categorie merceologiche, in primis bar e tabacchi] e, come già avviene, con i punti vendita trattanti della grande distribuzione che hanno un numero di referenze estremamente ridotto rispetto alle edicole. Se per opportunismo politico, diciamo, deve essere confermato questo aspetto, che contestualmente si abolisca l'obbligatorietà della "parità di trattamento" mantenendola solo in occasione del primo lancio sul mercato di un quotidiano, quei pochi che è ipotizzabile prevedere. Essendo la scelta sostanzialmente tra garantire la libertà d'informazione, anche attraverso la capillare distribuzione, e la liberalizzazione sfrenata del comparto non credo possano esistere dubbi sulla scelta da compiere;
    In riferimento alla professione giornalistica si dispone che "Nessuno può assumere il titolo né esercitare la professione di giornalista, se non è iscritto nell'elenco dei professionisti ovvero in quello dei pubblicisti dell'albo istituito presso l'Ordine regionale o interregionale competente". I blog esistono da ormai 20 anni e nel tempo si sono trasformati in un format adottato da quasi tutte le testate giornalistiche che al loro interno lasciano spazio - in cambio di traffico monetizzabile - a molti che non sono giornalisti professionisti ma esperti di altre materie/discipline. Il ruolo dei giornalisti, al netto delle più o meno fisiologiche resistenze tipiche dell'essere umano, è cambiato, così come l'idea di informazione e di notizia. Non prenderne atto ed arroccarsi su posizioni medioevali è un errore, da correggere. Lo stesso dicasi per la definizione fornita di quotidiano online proposta al comma 3bis dell'articolo 3 del disegno di legge;
    In merito ai criteri di erogazione dei contributi statali si propone la "graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute, comunque non inferiore al 30 per cento delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20 per cento delle copie distribuite per la vendita per le testate nazionali, prevedendo più scaglioni cui corrispondono quote diversificate di rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta". Si ritorni invece ai criteri della legge del 16 luglio 2012, n. 103, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonche' di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicita' istituzionale, promossa dall'allora Sottosegretario Paolo Peluffo, l'unico che della materia aveva dominio e conoscenza, contrariamente ai suoi successori.

Ci si augura vivamente che i consigli siano ascoltati con attenzione. Siamo a disposizione per ogni approfondimento del caso, da sempre.

Luci & Ombre del DDL Editoria
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