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Luglio, Diego Valeri

Creato il 01 luglio 2019 da Atlantidelibri

DIEGO VALERI

LUGLIO

Rosse vampe leggere
si schiomano tra nuvole nere
per il profondo turchino.
Su l’immoto silenzio supino
della campagna, spossata
dall’urlio delle pazze cicale,
frana improvviso il temporale,
rotola rotola, precipita giù.
Lunga ondata di venti lontani;
da presso, un’altra, più forte.
Un grandinare di fogliette morte
su le mie mani…
Un’altra e un’altra: tutta una cascata
fragorosa s’abbatte
sopra la mia casetta di verdura:
la mortella si storce e si dibatte
nella stretta della paura,
l’edere ai tronchi si stringon tremando.
A un tratto, tutto s’oscura rombando
intorno a me: la pianura
s’abbassa, affonda giù giù.Uno scoppio secco;
ed ecco
tutto il cielo s’annera di spavento.
Cade il vento.
Le cicale non cantano più.

Le cicale hanno smesso di cantare;
ma cantan tutti i galli del paese
e le campane delle quattro chiese.
Chiaman la piova, e già la piova è qui.

La bella piova d’argento vestita
già copre del suo strascico frangiato
la valle azzurra e il borgo ottenebrato,
e or sale al colle giunge fino a me.

La dolce piova dalle mille dita,
ecco, è sul mio rifugio: il cuor l’ascolta
toccar cento tastiere in una volta
e mille voci armonizzare in sé.

L’ascolta ogni altra cosa. Il tuono è spento;
tacciono le campane; il gallo tace.
Dopo la guerra, che profonda pace,
che soavi parole di bontà!
E adesso, ecco, ella move alla pianura
col suo passo frusciante di regina.
Ogni fronda l’invita e le s’inchina;
la terra piange di felicità.

Un lampo turchino,
un palpito d’oro,
fresco riso divino –
e le cicale riprendono il coro.

(da Poesie, 1962)

tratto da https://cantosirene.blogspot.com/2011/07/nuove-poesie-per-luglio.html


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