Luigi De Pascalis e La lepre edizioni

Creato il 25 gennaio 2012 da Martinaframmartino

Per i piccoli editori è sempre difficile farsi notare sugli scaffali di una libreria. La concorrenza è enorme, e gli spazi maggiori sono sempre occupati dagli editori più grandi. A volte arrivano clienti che chiedono libri di editori minuscoli, che non ho mai sentito nominare in precedenza. Per avere un’idea di quanto sia vasta la produzione, che ormai si è assestata sui 60.000 nuovi libri all’anno, provate a dare uno sguardo al Catalogo degli editori: http://www.ibs.it/code/9788870757033//catalogo-degli-editori.html. Il volume comprende oltre 1000 pagine, o in ogni pagina sono riportate le schede di parecchie case editrici. Quanto sono gli editori italiani? Il numero preciso non lo so, ma sono diverse migliaia.
Ovvio che per i piccoli sia difficilissimo farsi notare, anche se hanno buoni prodotti. È il caso di La lepre edizioni, casa editrice nata nel 2007 che propone libri dall’aspetto grafico molto ben curato.
Il motto dell’editore è praecurrit fatum, perché, sono parole loro, la lepre corre contro il tempo per arrivare prima del destino, cercando strumenti per immaginare il futuro che si prepara. Dichiarazione forte, come forte è l’intento d’individuare libri di ogni tempo che mettano in discussione i falsi miti alimentati dai media in una ricerca che comprende la letteratura, l’attualità, la divulgazione scientifica, la storia delle religioni, l’umorismo, la psicologia e le fiabe.
Io ho dato uno sguardo a un libro in particolare, una rivisitazione della storia di Pinocchio sotto forma di graphic novel. Si tratta di un libro per adulti, anche se tutti siamo abituati a considerare il romanzo di Carlo Collodi come un’opera per bambini. Ma la rivisitazione che ne fa Luigi De Pascalis, cogliendo gli elementi essenziali e illuminandoli in modo molto rapido eppure estremamente efficace, è adatta a lettori maturi.
Del libro ha scritto una bella recensione Letizia Mirabile su FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/fumetti/15999/pinocchio/.

De Pascalis ha pubblicato con La lepre tre romanzi, e un quarto, il fantasy Il nido della fenice, è previsto per questa primavera.

Pinocchio.
La quarta di copertina:
Graphic novel ispirata al romanzo di Carlo Collodi
La saga del burattino più famoso del pianeta continua con il Pinocchio di Luigi De Pascalis, autore che ha già pubblicato con La Lepre Edizioni i romanzi Rosso Velabro, Il labirinto dei Sarra e La pazzia di Dio. Lo scrittore abruzzese si cimenta con una graphic novel di grande impatto visivo, destinata a sorprendere piacevolmente quanto lo conoscono solo come romanziere, ma non certo chi segue da decenni la sua attività di pittore e illustratore, iniziata sin dall’infanzia e da allora praticata in parallelo alla scrittura, mantenendo uno stretto legame tra le due forme espressive.
Il nuovo Pinocchio di De Pascalis ha un sapore volutamente rétro: è simile a un album di ricordi familiari, con le sue tavole color seppia che l’autore ha acquarellato con inchiostro grasso e realizzato “all’antica”, disegnando direttamente su lastre di acetato. A fare da contrappunto alle trasparenze del seppia è la concretezza, un segno inquieto, ricco di chiaroscuri, che rendono giustizia all’allure fantastica del racconto e anche alla sua causticità.
Un Pinocchio “dualistico”, dunque, come lo è lo stesso burattino-bambino. Antico eppure assolutamente moderno, pensato per essere letto dai genitori prima ancora che dai ragazzi: così lontano, così vicino – com’era in fondo già nelle intenzioni di Collodi, che non a caso inserì nella trama dettagli palesemente anacronistici.
Come spiega De Pascalis «in una società in piena crisi di valori, l’inattualità di Pinocchio è più che mai la sua attualità: l’epos di un burattino che compie la sua metamorfosi accettando i limiti della libertà oggi ci appare talmente conservatore da diventare sovversivo».
L’altro segno particolare di questo Pinocchio – che De Pascalis ha «disegnato tutto di notte, l’ora dei sogni» – è la sua “interezza”: a ogni capitolo sono dedicate almeno tre tavole, tanto che insieme agli episodi più celebri o “scenografici” troviamo anche passaggi bellissimi ma in genere trascurati in altri lavori di fumetto.

Il labirinto dei Sarra.
La quarta di copertina:
Tra la Maiella e il Sangro c’è una casa molto antica.
Alessandro è un giovane discendente della famiglia che per secoli l’ha abitata: i Sarra.
Mentre gli anziani parenti sono occupati a inventariare gli arredi da dividersi o da vendere, il ragazzo esplora l’edificio, dalla biblioteca alle soffitte, fino alle cantine scavate nel cuore del colle di San Rocco. Tutto cambierà grazie all’incontro con Nereus, ultimo superstite degli dèi del mondo antico, che da due millenni veglia sulle sorti della casata.
Un viaggio iniziatico fuori del tempo, scritto in una lingua venata di dialetto, nel quale le fondamenta di una casa e le radici di una famiglia s’intrecciano tra favola e sogno.
Un estratto: http://www.lalepreedizioni.com/archivio/libri/anteprima_0047.pdf


La pazzia di Dio.
La quarta di copertina:
«La Grande Guerra e l’epidemia di spagnola hanno spazzato via la parte migliore di una generazione. La morte di milioni di uomini ha segnato la fine di un mondo, delle sue tradizioni e della sua magia, e spento quegli sguardi curiosi e quieti che custodivano il filo d’Arianna della nostra memoria. Ho scritto la saga dei Sarra per raccontare la nostra follia… e quella di Dio». Luigi De Pascalis
La vicenda di Andrea Sarra narra lo sgretolarsi del mondo magico e poetico legato alla civiltà contadina ed è ambientata in un immaginario paesino d’ Abruzzo.
Tra gli indimenticabili personaggi di questo libro ci sono un lupo mannaro che si aggira nelle notti di luna piena, il fantasma di un antenato vissuto nel Seicento elettosi custode della casa e delle sue memorie e mastr’Alfredo, il ciabattino stregato dalla musica.
E c’è Abebath, la “regina di Saba”, misteriosa bellezza di Zanzibar di cui fino alla morte papà Filippo custodirà gelosamente le fotografie tra i libri della biblioteca.
Andrea si innamorerà scoprendo “tutto sul paradiso” e frequenterà il collegio degli “scarrafoni” in una Napoli a mezza strada tra sogno e realtà, dove farà altri incontri straordinari. Poi, la Grande Guerra. Prima l’ euforia interventista, poi il sanguinoso richiamo all’essenzialità dei fatti.
Andrea tornerà a casa profondamente cambiato e tutto gli apparirà irreale, come se il mondo conosciuto da ragazzo agonizzasse.
L’ epidemia di Spagnola travolgerà poi gli abitanti del borgo. Un nuovo ordine sta per affermarsi.
Scritto in una lingua venata di dialetto che contribuisce a rendere vivi e naturali dialoghi e personaggi, il romanzo fa parte di una trilogia dedicata alla famiglia Sarra, uno straordinario affresco di un mondo destinato a sparire che ricorda Cent’ anni di solitudine di Garcìa Marquez.
Un estratto: http://www.lalepreedizioni.com/archivio/libri/anteprima_0051.pdf


Rosso velabro.
La quarta di copertina:
Roma, primavera dell’anno 363 d.C. L’Impero è al tramonto.
Treviri e la Nuova Roma di Costantino contendono all’Urbe il ruolo e il prestigio di capitale, i germani premono alle frontiere, i cristiani ambiscono all’amministrazione dello Stato mentre l’imperatore Giuliano conduce una difficile guerra contro i persiani.
Nell’arena dell’Anfiteatro Flavio l’invincibile gladiatore Armodio si lascia uccidere da un misterioso avversario. Poco dopo, in un cubiculum del teatro di Marcello viene assassinata la bella Domizia, moglie del prefetto dell’Urbe Lavinio Regolo il quale, durante una cerimonia d’iniziazione mitraica, è irrorato dal sangue sacrilego di una vittima umana anziché da quello salvifico di un toro.
La difficile indagine è affidata all’edile Caio Celso e al suo braccio destro, Alipio, che ben presto si troveranno al centro di un intrigo politico-religioso volto a sostituire l’imperatore Giuliano e creare una nuova classe dirigente filo-cristiana.
Lo scontro, sul piano fisico e metafisico, è fra dèi superni e dèi inferi, fra paganesimo e cristianesimo, tra uomini e dèi. Un giallo avvincente e sui generis, una trama che si dipana con perizia e coraggio tra poliziesco e narrativa fantastica.
Impossibile non scorgere alcune inquietanti analogie tra la Roma del IV secolo e il mondo moderno…
Un estratto: http://www.lalepreedizioni.com/archivio/libri/anteprima_0048.pdf



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