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Luino, presentato alla cittadinanza il monumento restaurato di Garibaldi. Ecco la storia della statua

Creato il 19 novembre 2015 da Stivalepensante @StivalePensante

Questa mattina, 19 novembre, alle ore 10.30, il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, ha presentato ufficialmente alla cittadinanza il monumento restaurato di Giuseppe Garibaldi. Si tratta del monumento che la città di Luino aveva eretto all’”Eroe dei due Mondi” ed inaugurato nel lontano novembre 1867, con Garibaldi ancora vivente.

Luino, presentato alla cittadinanza il monumento restaurato di Garibaldi. Presenti alla cerimonia di presentazione del monumento restaurato, autorità militari e civili ed anche una folta presenza di alunni delle scuole della città. Per l’istituto Comprensivo “B Luini”, accompagnati dalle maestre e dai docenti, vi erano alcune classi delle elementari delle Motte, le classi quarte e quinte elementari di Luino e di Creva, e, con la bandiera dell’Istituto, anche la classe seconda B ed alcuni rappresentanti delle classi della terza Media. Presenti anche le dirigenti degli istituti della città: Raffaela Menditto, Maria Luisa Patrizi e Lorena Cesarin. Insieme al sindaco è intervenuto, per un breve intervento storico-culturale, lo storico-locale Federico Crimi.

La storia della statua di Giuseppe Garibaldi redatta dalle Scuole Medie dell’Istituto Comprensivo “B. Luini” nel 2007. Nel 2007, in occasione del duecentesimo della nascita di Giuseppe Garibaldi, i ragazzi delle Scuole Medie di Luino, seguiti dal professor Giovanni Petrotta, hanno effettuato alcuni studi in cui si parla del Risorgimento nel nostro territorio, del monumento e di altre curiosità storiche. Tra questi la storia della statua intitolata all’”Eroe dei due Mondi”.

Nel giugno del 1863 il noto scultore romantico Alessandro Puttinati, autore della famosa e discussa statua del Masaniello, oggi esposta a Brera, scriveva una lettera alla Giunta Comunale dicendo di essere disponibile a scolpire, gratuitamente, una statua “colossale” al generale Garibaldi, in memoria della prima vittoria italica conseguita in luogo. “La statua – diceva Puttinati – sarà dell’altezza di 6 braccia milanesi (circa tre metri) in pietra di Viggiù”.

L’allora Giunta comunale accettò la proposta e nominò una Commissione con a capo il dottor Achille Longhi, composta anche dal nobile Giulio Cesare Strigelli e da Giuseppe Lucchini. La Commissione si mise in opera per raccogliere le 2.000 lire occorrenti per i lavori. Inviò comunicati a tutti i Comuni limitrofi, alle Società esistenti, chiedendo un contributo non minore di cento lire. I nomi dei contribuenti sarebbero stati scritti sul basamento. Il comune di Luino stanziò 1.000 lire, mentre quello di Brezzo 100. Per diversi anni la Commissione mandò delle circolari per chiedere contributi ad altri comuni ed enti, ma l’iniziativa ebbe scarso successo. Ricevettero solo qualche modesto contributo.

Nel 1866 un’ulteriore circolare si rivolgeva ai volontari che si apprestavano a seguire Garibaldi durante la Terza guerra d’indipendenza (Bezzecca). In essa c’era scritto che chi contribuiva anche con un’azione di 10 centesimi, aveva il diritto d’iscrizione alla base del monumento”. Nessuno rispose, tranne il maggiore Castellini che inviò 10 lire. Intanto i costi erano lievitati. Dalle 2000 lire del 1863 si passò alle 3.600 del 1867.

Nel 1867 la commissione di dimetteva, chiedendo al Comune di colmare la rimante spesa occorrente. Intanto lo scultore Pettinati completava la statua di Garibaldi, sbozzata da Santino Gandolla “con la spada impugnata in atto di cacciar lo straniero”, non in pietra di Viggiù, ma dalle cave di pietra di Brenno Useria, offerta gratuitamente dai fratelli Cavezzari. Il piedistallo venne progettato dai fratelli Adami e costruito da Pietro Monti.

Terminata l’opera sul davanti c’era su una lapide marmorea ove c’era scritto:

“Fra gli innumerevoli monumenti
È questo il primo in Italia
Che la riconoscenza pubblica
Ha innalzato
All’eroe popolare”

Come in più parti scritto il monumento non venne inaugurato il 15 agosto, ma alla fine di novembre del 1867. Il 15 agosto 1885, al posto dell’iscrizione, venne un medaglione di bronzo in rilievo che rievoca lo scontro. Opera del noto scultore milanese Enrico Bazzaro, artista della Scapigliatura milanese. Nel bronzo si vedono alcuni cavalieri (Garibaldi, l’ ex schiavo Aguyar, sua guardia del corpo, il colonnello Medici ed altri), dei feriti per terra e dei nemici in fuga.


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