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Luino tra strade e ferrovia: “Questo è stato il 2017. Come sarà l’anno che verrà?”

Creato il 23 dicembre 2017 da Stivalepensante @StivalePensante
Diego Intraina ormai da tempo è impegnato attivamente sul territorio per il tema della mobilità e dei trasporti. Oggi, a pochi giorni dalla fine dell'anno, ha voluto raccontare le sue impressioni, attraverso un'analisi di quello che è avvenuto nel 2017, chiedendosi come sarà l'anno che ci aspetta. Uno scritto, quello elaborato, che partendo da Equostop, il progetto di Terre di Lago sulla mobilità sostenibile, affronta tante questioni, soprattutto legate alla politica e alle potenziali iniziative che, soprattutto a livello locale, potrebbero migliorare la quotidianità della popolazione. Ecco il testo.

Siamo ormai a fine anno e come spesso accade si ripercorre la memoria alla ricerca dell'argomento che ha padroneggiato nei dibattiti pubblici. Per Luino risulta semplice. Non si può non aggiudicare il primo posto alla questione trasporti pubblici e privati. Per quanto riguarda i trasporti privati l'iniziativa Equostop, progetto di Terre di Lago, ha fatto da padrona essendo stata protagonista molto spesso sui giornali locali e sui social network. Altra novità invece per la parte pubblica è il progetto interreg "Smart Border" allestito dalle due amministrazioni comunali, Gambarogno e Luino, dove si sta cercando di introdurre e percorrere nuovi strumenti di gestione riguardanti la mobilità.

Chi è il padre della discussione? L'interesse che hanno provocato l'accesa discussione e spronato queste sensibilità, sono stati gli annunci di inizio lavori sulle aree ferroviarie, per un ammodernamento funzionale e tecnologico della linea e di alcuni interventi di miglioria della stazione. Ma l'interesse è stato implementato soprattutto dalle successive e accese discussioni all'insegna della contro-informazione (istituzionali e giornalistiche). Contro-informazione che ha innalzato il livello di conoscenza e consapevolezza sulla necessità di maggiore sicurezza per il previsto aumento del passaggio di treni merci carichi di sostanze pericolose non proprio salubri. Qui bisogna dare atto dell'importante intervento tecnico/sindacale dei Vigili del fuoco, quello politico degli attivisti Cinque Stelle e della Sinistra. Un impegno molto spesso concertato che ha fatto massa critica e ha provato che, quando ci si mette seriamente in relazione tutto è possibile, anche aprire improbabili mondi di osservazione e di condivisione.

Ma quali sono le cause vere che hanno acceso la discussione? La vera animosità nella discussione pubblica è aumentata quando si è potuto sapere in ritardo, e qui la politica è la vera colpevole, della decisione del Ministero e di RFI di "posticipare", in data ancora incerta e da stabilire l'individuazione e la realizzazione di quelle opere di compensazione urbanistiche e di salvaguardia della salute. Ai singoli cittadini che abitando nelle vicinanze della ferrovia, penalizzati dal previsto aumento del passaggio dei treni, gli è stato detto di pazientare! Pannelli fonoassorbenti, nuovi serramenti con tripli vetri ecc., differentemente da quanto è successo ai vicini Svizzeri anticipatamente salvaguardati dai loro rappresentanti politici (prima le compensazioni e poi le opere!), sono stati solamente promessi a data da stabilire. Per le compensazioni urbanistiche non è andata meglio. I ritardi si sono accumulati sulla prevista chiusura a breve termine dei due passaggi a livello che dovranno essere definitivamente chiusi entro il 2020, data in cui il passaggio dei treni sarà a pieno regime.

Quando la città potrà vedere realizzato il nuovo impianto urbanistico? Anche in questo caso, almeno per quanto è dato da sapere, nulla è certo sulla data di fine lavori delle opere di compensazione urbanistica. La risposta alla domanda: "In che anno finiranno e soprattutto chi dovrà pagare i lavori", non è per nulla chiara. RFI, in un incontro pubblico e nel silenzio più sconcertante, ha comunicato che solo a fine lavori si potrà decidere se e quanto verrà finanziato delle compensazioni urbanistiche e il finanziamento delle opere, da parte di RFI, succederà solamente se ci saranno (improbabili) avanzi. Ma non a tutti è noto che il sottopasso viario che permetterà il collegamento di Voldomino con il centro di Luino (area ex Visnova) è per adesso sospeso. Purtroppo è anche ignorato che il tardare di questa infrastruttura porterà con la chiusura del passaggio a livello, qualora dovessero aumentare il numero dei treni e il tempo di messa in sicurezza del cantiere fino alla fine lavori, una congestione ulteriore nella zona sensibile delle scuole e del vicino centro commerciale, oltre che una imbarazzante percezione della città tagliata in due per la negazione di un sottopasso ciclo-pedonale (sotto il passaggio a livello) che andrebbe a ricollegare la piazza Risorgimento con l'area dell'ospedale. E per ultimo la "beffa". Il destino inutile e per fortuna sospeso della imbarazzante bratellina. Infrastruttura che interesserebbe "paradossalmente" gli utenti motorizzati di Maria Ausiliatrice e tutti quegli automobilisti che per la maggiore attraversano il centro storico declassando la qualità della vita degli abitanti e dei commercianti del nucleo: strada del cinema Pellegrini, via Manzoni e Battisti; un centro storico che invece necessiterebbe di una coraggiosa e decisa volontà politica di prevalente pedonalizzazione, al fine di toglierlo dall'attuale disinteresse per riconsegnarlo, una volta per tutto, alla sua giusta valenza culturale.

Ma non tutto viene per nuocere, nuovi pensieri sembrano percorrere le strade del buon senso. Alle discussioni molto spesso nascono delle gambe proprie e vanno a percorrere sentieri poco visibili. Nella vivacità del dibattito, si è incominciato a parlare di mobilità, di trasporti pubblici, argomenti a cui, sembrerà strano, la politica locale non ha mai dato la giusta attenzione strategica, disinteressandosi e delegandole alla Provincia e alla Regione. E questo comportamento è evidente analizzando la qualità del servizio. Oggi sembra maturo il momento della riflessione e si comincia, speriamo non solo superficialmente, ad osservare la mobilità come un argomento fondamentale e strategico, indispensabile per interfacciarsi con le potenziali risorse socio-economiche che offre la diversificazione territoriale.

La questione mobilità non può più essere dimenticata o continuamente attribuita alle sole possibilità individuali del cittadino singolo. Alla mobilità deve essere assegnato un criterio di valutazione politica che richiede occhi predisposti alla comprensione e visione del bene comune: qualità della vita, salvaguardia ambientale e soprattutto la loro riconsiderazione nella ricollocazione attenta dei costi indotti per garantire la sicurezza, l'eventuale manutenzione ed intervenire nei casi di emergenza (traffico, salute e ambiente), voci secondarie e silenti nei contenuti dei bilanci di previsione comunali. Non si vuole spendere soldi nei trasporti pubblici per poi sperperarli nel potenziamento delle strade, parcheggi e sistemi di controllo: uso della polizia municipale per far fluire il traffico nelle rotonde.

Dunque è arrivato il momento d'affrontare la questione della mobilità partendo dalla consapevolezza e dalla responsabilità di dover orientare la ricerca nell'interesse del benessere comune, percorrendo processi e sistemi di regia capaci di ottimizzare pensieri innovativi di relazione ambientale e dunque orientare l'intera e articolata domanda/offerta. Offerta che dovrà co-educare e corrispondere ad una domanda esprimente, nei suoi cambiamenti comportamentali, una profonda rivoluzione culturale. L'aiuto a farsi supportare da "sistemi tecnologici interattivi" è il chiaro esempio di cambiamento; strumenti facilmente interrogabili, capaci di interagire con lo scopo di informare e soddisfare i singoli bisogni attraverso un uso flessibile e differenziato dei differenti mezzi di trasporto pubblico e privato.

La politica come e cosa può fare? Se questa rivoluzione nasce all'insegna della comunicazione e della interazione, deve pertanto andare di pari passo con una visione politica che voglia ricercare ambiti possibili di connessione; di pensieri e investimenti coerenti tra loro: un modello efficiente di trasporto pubblico/privato in rete che sappia mettere in comunicazione tra loro e in tempo reale i diversi operatori del sistema in modo da poter risolvere eventuali difficoltà di servizio. Nulla serve avere un treno o dei pullman che servono la fascia lago e poi non avere dei sistemi di connessione (coincidenze) che si inoltrano nelle valli, oppure macchine o biciclette noleggiabili che devono essere riportate al punto di partenza per bloccare la tariffa oraria.

E a nulla servono questi sforzi di regia se poi non sono affiancati da una formazione pedagogica dell'utenza; un'utenza che possa venire invogliata, oltre che da delle politiche tariffarie concorrenziali anche da facilitazioni strumentali e flessibili. Quando si pensa a delle facilitazioni d'uso pensiamo ad un solo abbonamento per l'effettivo bisogno dell'uso quotidiano, uso che deve essere strutturato per ragioni economiche (non solo per regione o provincia) per zone. Un abbonamento che possa permettere un uso indifferenziato di diversi mezzi: adesso ho il treno (Trenord), fra un ora posso andare in bus (autolinee Varesine) e questa sera tornare in battello (NLM). Oppure d'interscambio: una tratta la farò in battello e la rimanente in bus.

Soluzione logistica strumentale già oggi applicabile attraverso applicazioni elettroniche supportabili dai cellulari. Tutto questo non è fantascienza, è quello che succede già in tutta Europa, ed è quello che sembra nei pensieri dell'Amministrazione Luinese. Ma questi pensieri devono necessariamente essere condivisi con un territorio allargato, decidendoli insieme e non singolarmente, per riuscire a metterli sotto l'albero di Natale.


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