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Lycra&Costumi: andando verso l’estate usando la testa!

Creato il 27 maggio 2020 da Morgatta @morgatta

Lycra&Costumi: andando verso l’estate usando la testa!

Liberi tutti, via libera verso il mare. Tirare fuori i costumi dall’armadio dà sempre quel pizzico di emozione, anche se spesso il bikini preferito della stagione passata quando vede la luce sembra un mezzo zombie, provato dall’estate precedente e che manifesta segni di invecchiamento precoce! Ingiallimenti, elastici ammosciati o cotti dal sole, tessuto rovinato e anche piccoli buchi. Improvvisamente non è più il preferito ma diventa un rifiuto, pronto ad essere sostituito da quello nuovo. Prima di correre all’acquisto è opportuno fare un paio di riflessioni…

Lycra&Costumi: andando verso l’estate usando la testa!

il problema della lycra

Andiamo con ordine. Molti dei costumi in commercio sono realizzati in lycra. La lycra (conosciuta anche come elastan) è un materiale sintetico elastico prodotto a partire dai derivati del petrolio e simili, il cui problema principale è essenzialmente uno: non è biodegradabile né riciclabile. Questa fibra tessile elastica ha la capacità di allungarsi senza rompere il tessuto, ritornando facilmente alla forma originale. La performance della Lycra, così come altre fibre sintetiche elastiche, la rende insostituibile, perché le prestazioni di confort e vestibilità non possono essere in alcun modo replicate da altri materiali naturali. Un leggings di cotone non sarà mai aderente al corpo come uno che contiene una percentuale di lycra. Per questo motivo, per dare elasticità e morbidezza anche ai tessuti fermi, le fibre naturali vengono mescolate con fibre elastiche. La prima fibra tessile sintetica al mondo è stato il nylon nel 1938. Tutte le fibre sintetiche sono accomunate dagli stessi problemi: sono prodotte partendo da materiali fossili che sono sempre meno disponibili (e per estrarre i quali sono necessarie grandi quantità di energia), consumano un sacco di acqua, si utilizzano un sacco di sostanze chimiche e a fine vita smaltirle è un casino! A complicare le cose il problema delle micro-plastiche (delle quali avevo parlato da queste parti), ovvero il rilascio di micro-particelle ad ogni lavaggio che vanno a finire direttamente in mare (e nelle pance dei pesci). E fin qui ci siamo…

sintetico eco-sostenibile

Lo so che letta così sembra un ossimoro (o una bestemmia), ma cerchiamo di capire. Le nuove tecnologie ci aiutano e parte del problema diventa parte della soluzione. E’ questo il caso di tessuti sintetici sostenibili ottenuti al 100% da materiali plastici riciclati come reti da pesca, bottiglie di plastica, tappeti dismessi, scarti industriali. In questo modo una parte del problema, ovvero quella dell’utilizzo del petrolio e simili, è abbattuta; anche un’altra parte, ovvero lo smaltimento dei rifiuti come bottiglie, reti, ecc. diventa l’inizio di un nuovo processo di trasformazione che porterà ad un nuovo materiale completamente riciclato. Il filo di Nylon rigenerato ECONYL® è un esempio nostrano, ottenuto trasformando la parte superiore di tappeti di Nylon e moquette, le reti da pesca e altri prodotti di scarto fatti di Nylon che, giunti a fine vita, non vengono smaltiti in discarica, ma recuperatirigenerati e trasformati da Aquafil in filo ECONYL®, che viene successivamente utilizzato per la produzione di tessuti ecosostenibili, altamente tecnici in grado di garantire le stesse performance dei tessuti standard. Le fibre sintetiche riciclate certificate a basso impatto ambientale sono sicuramente ecologiche nella fase di produzione ed anche etiche (non viene sfruttata manodopera a basso costo). Però le micro-plastiche le rilasciano pure loro…

non solo lycra

Ovviamente i costumi sintetici vanno per la maggiore: vuoi per la vestibilità, vuoi per la comodità, vuoi perché ormai sono entrati nell’uso comune ed è difficile farne a meno. E’ opportuno sapere che esistono anche costumi da bagno realizzati con altri materiali e con altre tecniche: esistono costumi realizzati all’uncinetto con filati di cotone, altri di lino smacchinati con le macchine da maglieria o altri semplicemente in tessuto fermo al quale vengono vengono aggiunti degli elastici (eh sì, la componente elastica comunque c’è)!

Lycra&Costumi: andando verso l’estate usando la testa!

Lycra&Costumi: andando verso l’estate usando la testa!

manutenzione

Alla luce di tutto ciò appare all’orizzonte una soluzione possibile: perché far durare i costumi solo una stagione (che poi una stagione vuol dire circa 3 mesi con un utilizzo non certo giornaliero)? Perché non trattarli come si deve e volergli bene per più di un’estate? In generale i tessuti si deteriorano, quelli dei costumi ancora di più: stateci voi a ore sotto al sole, esposti al cloro, al salmastro e sfregati su sedie a sdraio o rocce…o rotolati nella sabbia! Ne subiscono diverse, poverini! Per allungargli la vita è opportuno prendere delle precauzioni:

LAVALO! Dopo aver indossato il costume da bagno sarebbe bene lavarlo con acqua e sapone neutro o con un detergente per capi delicati. Sale e cloro fanno proliferare batteri e funghi…li volete? Meglio non lavarlo con acqua calda, perché si deteriora più velocemente e c’è il rischio che possa restringersi (poi ci vengono le paranoie dei chili di troppo). Meglio non lascialo in ammollo perché potrebbe scolorire e meglio non strizzarlo forte forte come fosse il cencio da dare a terra: basta una strizzatina lieve per poi metterlo ad asciugare…ma non sotto la luce diretta del sole, preferibile all’ombra (anche il sole scolorisce)! Inutile ribadire che i costumi NON SI STIRANO (io poi non stirerei nulla, che nella vita c’è di meglio da fare)!

😉

DON’T DO! Rotolarsi sugli scogli sì, ma solo se lui è bono e ne vale la pena! La protezione solare va messa sempre, ma se evitiamo di ungere il costume come fosse una padella allestita per fare una frittata secondo me è meglio. Essere affezionati ad un costume è bello, ma possiamo anche averne un paio in più per cambiarli e non sovraccaricarne solo uno per tutta la stagione!

CONSERVAZIONE! Prima di mandare il costume in letargo è bene un’ultima lavata, facendo l’ultimo risciacquo aggiungendo all’acqua poco aceto bianco di vino e lasciando l’indumento in immersione per pochi minuti ( l’aceto è un ammorbidente naturale, ravviva i colori, preserva gli elastici ed igienizza ). Per essere sicuri che sia completamente asciutto, una bella passata con il phon (a debita distanza) prima di ripiegarlo a modino e senza forzare gli elastici e riporlo in scatole, cassetti o dove volete voi. L’importante è non metterlo in buste di plastica: impedisce la circolazione dell’aria e favorisce la comparsa di cattivo odore nel guardaroba e sugli indumenti. Muffe e licheni non li vogliamo. Meglio contenitore di stoffa e meglio ancora metterli via singolarmente, senza fare ammucchiate inutili. Se poi nel cassetto ci infiliamo anche un sacchetto di gel di silice  per eliminare l’umidità il più possibile, l’estate successiva il costumino ci ringrazierà sfoggiando tutta la sua bellezza!

😉

Lycra&Costumi: andando verso l’estate usando la testa!

Meno, meglio e più a lungo! A voi quanto vi durano i costumi? Prossima settimana suggerisco qualche marchio di costumi fatti con testa, cuore e stile!


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