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Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

Creato il 02 ottobre 2019 da Morgatta @morgatta

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

Scosse verso un moda più sostenibile non sono una novità dei giorni nostri, nonostante in questo momento i media siano decisamente più attenti al tema (e quindi se ne sente parlare di più). Il primo movimento arriva negli anni 70, in quel periodo storico di rivoluzione e ribellione a 360 gradi, dove i famigerati “figli dei fiori” avevano da ridire un po’ su tutto, compresa la moda. Lo stile di vita alternativo andava a colpire anche l’abbigliamento, che doveva essere naturale, ecologico e prediligeva l’etnico ed il fatto a mano. Il risultato in alcuni casi ci poteva stare, in generale il mix dava sempre quel senso di sciatteria.

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Da Moda all’anti-moda, estremi come sempre
😉
Bisogna aspettare gli anni 90 per avere una seconda mandata di designer che riconciliassero il movimento con il mercato e la produzione su larga scala. Si inizia a parlare di cultura del progetto, di sostenibilità dei processi industriali e delle filiere di produzione trasparenti. Pioniere di tutto ciò sono state, ma tu guarda un po’, tre donne (tutte e tre britanniche tra l’altro). Se vi dico Lynda Grose, Katharine Hamnett e Safia Minney vi dicono qualcosa?

Lynda Grose – La pioniera dell’innovazione responsabile

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

Lynda è una fashion designer, consulente e docente al California College of the Arts, ma soprattutto è stata una delle pioniere del sustainable fashion design. E’ lei l’ideatrice della prima Ecocollection di Esprit, nel lontano 1994; un progetto di ricerca e sviluppo durato 5 anni che ha dato vita alla prima collezione di abbigliamento ecologicamente responsabile sviluppato da una grande azienda. Insieme al co-fondatore del marchio, Esprit Doug Tompkin, Lynda ha cominciato ad analizzare l’impatto ambientale della produzione, dalla crescita della fibre al tessuto, dalla tintura alla finitura dei capi. Per la sua ecocollection ha usato cotone biologico e coloranti non tossici. Ma non solo. Ha cominciato anche a lavorare con cooperative artigiane estere per realizzare maglieria fatta a mano ed accessori ricavati dalle noci di Tagua; convinta del fatto che aiutare a sviluppare comunità locali e trattare i lavoratori in maniera equa fosse una parte importante per contribuire allo sviluppo di un progetto sostenibile. Ha praticamente gettato le basi dei principi che si stanno rincorrendo al giorno d’oggi. La Ecocollection riscosse ai tempi un buon interesse dai media, ma i consumatori non erano ancora pronti. Il progetto finì, il lavoro di Lynda ha proseguito (è stata consulente per il marchio Patagonia) e prosegue ancora oggi: è la fondatrice del Sustainable Cotton Project, impegnato per una filiera del cotone trasparente e senza l’uso di pesticidi, del Centre For Sustainable Design, è la co-autrice insieme a Kate Fletcher del libro “Fashion and Sustainability: Design for Change“, oltre ad aver collaborato a moltissime altre pubblicazioni. Il suo lavoro, iniziato quasi 30 anni fa, non si ferma. 

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

KATHARINE HAMNETT – LA RIVoluzione A FORMA DI t-shirt

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

Io Katharine me la ricordo dalle t-shirt che aveva mia sorella (voi?). Ero piccola, eppure qualcosa mi è rimasto impresso di questa donna totalmente anticonformista. Katharine è una designer di moda britannica diplomata alla Saint Martins di Londra che nel 1979 ha fondato il marchio che porta il suo stesso nome. Il suo attivismo politico e la sua etica del lavoro sono uscite fuori a caratteri grandi sulle sue famosissime t-shirt, portatrici di messaggi di rottura sempre al passo con i tempi e con le vicende internazionali. Le sue magliette, apparse nel 1984, sono sempre state un modo per trasmettere il suo messaggio: “Se vuoi portare il messaggio là fuori, dovresti stamparlo in lettere giganti su una maglietta“. Sulla sua prima maglietta appare la scritta “SCEGLI LA VITA”, un commento contro la guerra, la morte e la distruzione, ispirato ad una mostra buddista.  George Michael nel video di “Wake mi Up before you go go” sfoggia un bel “CHOOSE LIFE”, mentre Roger Taylor dei Queen ha indossato “WORLDWIDE NUCLEAR BAN NOW”. Naomi è stata vista con la scritta “USE A CONDOM” e in generale le sue t-shirt sono state gradite un po’ da tutti a quei tempi…ma non solo! Dietro alle t-shirt c’è sempre stato un certo attivismo politico, etico ed ecologico, anche per quanto riguarda le sue produzioni. Dopo aver appreso dell’avvelenamento da pesticidi nelle regioni produttrici di cotone e della scarsa tutela della manodopera in gran parte dell’industria tessile, Katharine iniziò a fare pressioni per importanti cambiamenti nel modo in cui l’industria operava. Delusa dai risultati interruppe la maggior parte dei suoi accordi di licenza e dal 2005 ha rilanciato la sua collezione seguendo linee guida etiche più rigorose. Il Manifesto di Sostenibilità si trova sul suo sito. Le sue t-shirt continuano a spargere messaggi messaggi a GRANDI LETTERE in giro per il mondo!!!

🙂

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

safia minney – people tree ed il business etico

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

Safia Minney è un’imprenditrice che ha fatto dell’etica e della sostenibilità la sua bandiera fin dai tempi dei tempi. Ha iniziato la sua carriera lavorando nel marketing e nella comunicazione dell’editoria, impressionata da come il potere della divulgazione potesse essere utilizzato a fin di bene. Ma è un viaggio in Asia di 3 mesi che solletica il suo interesse verso le tematiche ambientali ed etiche. Quando nel 1990 si trasferisce a Tokyo avvia un gruppo volontario di campagne ambientaliste chiamato Global Village , incentrato su tutti gli aspetti della vita sostenibile. Da lì a People Tree il passo è stato breve: era il 1991 quando Safia e il team di Global Village hanno iniziato a progettare e vendere prodotti del commercio equo e solidale nei festival in tutto il Giappone. Poi sono arrivate le prime richieste dai rivenditori, poi un negozio nel quartiere fashion di Tokyo fino a far diventare People Tree un membro dell’organizzazione Mondiale del commercio equo solidale. Agli inizi del 2000, dopo soli 9 anni, c’erano già 17 persone a coordinare la progettazione del prodotto, il commercio equo e lo sviluppo sostenibile della catena di approvvigionamento, le vendite e il marketing, gli eventi e le campagne. Safia ha lasciato come CEO l’azienda nel 2015 per dedicarsi ad altri progetti, ma il suo impegno nella divulgazione e formazione rimane vivo e attivo. Ha scritto 9 libri, tra i quali “Slave to Fashion” (del quale consiglio vivamente la lettura per quanto riguarda etica del lavoro e nuove schiavitù), “SLOW FASHION – AESTHETICS MEETS ETHICS” e “NAKED FASHION”. Sul suo sito si leggeBusiness with Ethics“…e in un momento come questo l’etica nel lavoro è più che mai necessaria!

Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!
Lynda, Katharine e Safia: le tre pioniere degli anni 90!

Tre grandi donne che portano avanti grandi progetti legati all’etica e alla sostenibilità…da più di 30 anni! Voi le conoscevate?


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