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Ma chi è Kafka?

Creato il 19 ottobre 2018 da Scurapina

Decido finalmente che è ora di passare alla fibra (sempre ammesso che sia una buona idea), telefono al mio gestore telefonico ( di cui taccio il nome per carità di patria) e stipulo un contratto che andrà poi formalizzato con l’invio di documenti cartacei con un fax (un fax? Nell’epoca della pec e dell’identità digitale devo inviare un fax o, al limite, una raccomandata).

Attraverso una procedura fichissima fisso l’appuntamento con il tecnico on line, ricevo il messaggio di conferma e mi predispongo ad una serena quanto fiduciosa attesa.

E qui entra in gioco Kafka.

Mentre sono fuori di casa, in un luogo dove sono obbligata a tenere il telefono silenzioso, ricevo una telefonata alla quale logicamente non rispondo, tento inutilmente di ricontattare il numero (a me del tutto ignoto del resto) e poi mi metto il cuore in pace: una telefonata persa come tante, richiamerà.

E invece no.

Arriva l’ora dell’appuntamento con il tecnico, che non si presenta, contatto l’assistenza clienti e mi comunicano che siccome non avevo risposto alla chiamata il tecnico non si è presentato perché non era sicuro di trovarmi in casa e poi mi fissano un nuovo appuntamento per lunedì.

Questa sera mi telefona l’assistenza clienti (un altro ufficio) che mi spiega che quelli che avevo contattato ieri non potevano fissarmi un appuntamento e ne fissano uno nuovo per martedì.

Mi intimano anche di rispondere alla telefonata preventiva del tecnico.

Butto giù la cornetta stremata e mi chiedo chi sia il nipotino di Kafka che ha studiato queste procedure demenziali.

O probabilmente la demente sono io che mi illudo che chiedere una linea telefonica e una connessione veloce (sottolineo a pagamento) sia una cosa normale.


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