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Ma sono tutti poi così sudati i 50 milioni di Marchionne?

Creato il 09 febbraio 2012 da Laventino

Il malcontento della rete, osa mettere con fare goliardico e di forse sfida, i dovuti puntini sulle “i” dell’era Marchionne. Certo, si possono pur sempre non condividere, ma non per questo si deve procedere con una censura di tipo preventivo.

Noi non lo facciamo, e lasciamo a voi il giudizio o la valutazione di merito: divertente è divertente, che poi sia tutto veritiero è ancora da dimostrare…

Per la cronaca, da qualche giorno circola in rete una entusiamante storiella: quella di un uomo al comando che per il dogma della santa terrena chiesa cattolica, dovrebbere essere portatore di dignità al pari degli altri. Solo che lui non è uno di chiesa, ma fa parte di quella poco piacevole propagine che prende il nome di finanza: Sistema spesso malato di se stesso e “ululaticamente” lunatico del più sterminato ego-mannarismo.

E fu così che nel 2012 si potea ancora udir narrare di sataniche presenze, prodighe nel contemplare il beneamato dio denaro: sorella banconota e fratello bonifico, fecero da contraltare a sole e luna, alla faccia dell’occulto rito francescano.

Per inciso, la ricchezza e il lusso non mi fanno di certo schifo, se ovviamente ottenuti con principio di merito e correttezza assoluti: ciò che mi disgusta è invece il relativista, demenziale intreccio, con cui, fior di esseri vengono premiati dal sistema finto democratico e di onore, che essi stessi hanno forgiato e blindato a loro immagine e somiglianza.

Il NEO-SLAVISMO è una realtà consolidata da noi come altrove. La sola idea che un solo uomo possa prendere tutti per se, milioni e milioni di euro, pensando che siano frutto unico del suo sudore, è quanto di più banale possa esistere. Persino un bambino di 3 anni, cede all’idea di condividere la merendina con l’amichetto di turno: se quì non accade, è perchè il modello sviluppato da lor signori è l’inimicizia, la casta separazione tra dipendente e manager, tra forse feccia e bontà.

L’idea che deve passare in tutti i luoghi di lavoro, è che devi star zitto: il padrone ti ascolta …. ma cazzo, non ha nulla altro da fare questo? Piani industriali no? Opzioni di sviluppo e crescita no? Cosa vuole da me? Perchè mi fruga nelle mutande? E perchè poi va oltre? … entrando in casa mia, nei miei affetti, nei mie pensieri!

Un’azienda è fatta da uomini, persone, umani esseri: tutti vi lavorano, ma non ho mai capito perchè quando va male, a prenderesela nel di dietro sono sempre e solo gli operai; sempre colpevoli di tutto il male aziendale.

Ma loro, dico i MAGNAgers, non prendono i milioni, proprio per pre-vederle le crisi, per e-vitarle, per a-ffrontarle in maniera diversa dall’approccio costo fisso? Eppure, se diamo voce alla immani cazzate, che molti di loro hanno combianto, c’è da chiedersi perchè in Italia, si trova sempre una sedia a forgia del loro, a dir poco ingombrante, umano culo. E’ mai possibile che sia io l’unico idiota a porsi questo tipo di quesito?

Direi che è ben più pacificatrice l’essenza in base alla quale è da promuovere il concetto dell’io vinco tu vinci. Quì c’è ancora e solo un vincitore: Marchionne. Ancora e solo un umano perdente: lo sciocco, disorganizzato lavoratore. Anello debole della catena, ridotto a mendicante di umana dignità, essere insignificante del tutto e del nulla allo stesso tempo. Ombra e morte di se stesso, per mano delle sue stesse paure, ma anche per approccio inglorioso di uno Stato palesemente assente, di banche funzionali a valori che nulla hanno di sociale, e per finire, di fazioni sindacali così sempre più autoreferenziali da non vedere oltre il la del proprio guerreggiare con l’altrui lato B. O forse no?

Non me la prendo con Marchionne come persona, ma non lo stimo di certo come manager, fottutamente convinto come sono, che in Italia, molti dei veri manager, si sono purtroppo tolti la vita, perchè intendevano quella accezione del termine, in ragione di un impegno fatto di collaborazione e socialità.

Quegli esseri, profumano di Sconfitti Eroi, ma pur sempre Eroi ai miei banali occhi da uomo, e quando capita, anche lavoratore.

Ciononostante, nei dovuti modi, tenere un occhio di riguardo al titolo FIAT, non è da sciocchi. Per il futuro, mi auguro un modello di gestione delle relazioni, un po più alla tedesca; laddove anche i lavoratori possano metter becco su alcuni aspetti della produttività, nell’ottica ovviamete di una partecipazione anche azionaria al capitale d’azienda. In poche parole: comprarne le azioni e farne valere il peso in fase di contrattazione, non è una cosa tanto campata per aria.

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About bruno lai

Sono un appassionato di tecnologie e telecomunicazioni, con un occhio attento agli aspetti di innovazione di prodotto e di processo. Da parecchi anni intervengo nei blog, spazi web e in ultimo nelle comunità virtuali con articoli e commenti il cui obiettivo finale è quello di far crescere nelle persone un maggiore spirito critico e di analisi. Dietro ai numeri dei bilanci societari metto sempre le persone, le loro storie, le loro fatiche. Le notizie, quelle di molti TG e giornali, mi appaiono sempre più addolcite, addomesticate, caramellate. Esse rappresentano di fatto la realtà; ma è una realtà pur sempre vista con gli occhiali dell'interlocutore attento a non urtare la suscettibilità del gerarca di turno. Tanto vale, penso, perchè ancora mi posso permettere questo lusso, scrivere fuori dal coro; scrivere per quello che uno vede, in maniera da offrire ai lettori un altro paio d'occhiali. Benvenuti tra noi! Benvenuti all'Aventino!


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