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Maccagno con Pino e Veddasca, “Una proposta per il Museo Parisi-Valle”

Creato il 11 aprile 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

Cultura e turismo sono due parole chiave per la comunità di Maccagno con Pino e Veddasca e più nello specifico, considerando le differenti declinazioni dei termini, con le rispettive strategie per tradurre i due concetti in proposte concrete, per la campagna elettorale attualmente in corso in vista delle prossime amministrative.

Compaiono sotto varie forme in tanti dei servizi che il comune offre, ma se si volesse identificare una struttura che tramite la cultura riesca poi a veicolare anche un'offerta turistica di qualità, sarebbe inevitabile il richiamo al Museo Parisi-Valle, tema infatti di una lettera che un cittadino ha inoltrato alla nostra redazione.

Il senso della missiva, firmata da un archeologo del territorio, Fabio Cocomazzi, è quello di fornire alcuni spunti ai candidati amministratori, per far sì che quello del Parisi-Valle rimanga a tutti gli effetti un punto su cui investire, con idee e risorse, una volta terminata la corsa per il voto. Già a fine gennaio, in occasione dell'evento tenutosi all'Auditorium del paese, durante il quale l'attuale sindaco Fabio Passera aveva annunciato la sua ricandidatura, la futura gestione del museo era stata citata tra le questioni di interesse per il primo cittadino, che a quasi due mesi di distanza da quella serata, ha da poco terminato la presentazione della lista "Impegno Civico", squadra ora al completo e pronta a contendersi le preferenze dei maccagnesi con "Idea Comune", la seconda lista civica candidata alle amministrative e guidata dall'avvocato Davide Compagnoni, che ha da principio indicato turismo e cultura come due priorità.

Fabio Passera, sempre in riferimento all'incontro in stile convention dell'Auditorium, aveva riservato parole di ottimismo e soddisfazione per i numeri recentemente raggiunti dal Parisi Valle, sottolineando inoltre l'importanza di stabilire nuove forme di collaborazione tra enti ed amministratori locali, rendendo così pubblica l'ambizione di trasformare la sede del museo in un patrimonio comune per l'intero territorio.

Nel messaggio che riportiamo di seguito, il focus sul Parisi Valle è molto più tecnico, e l'autore puntualizza prima sullo status reale della struttura, per poi passare al tipo di approccio tenuto dai responsabili negli ultimi anni, e soffermarsi infine su un elemento centrale per la svolta già auspicata dal primo cittadino, che porterebbe ad una evoluzione sia a livello qualitativo e di offerta per il pubblico, che in termini di finanziamenti. Ecco dunque il testo integrale della lettera.

Rispettabile redazione, chiedo ospitalità per alcune riflessioni che come cittadino mi sento di porre all'attenzione dei candidati, e futuri amministratori della 'res publica' del territorio, e delle persone di Maccagno con Pino e Veddasca.

Mi permetto di iniziare con l'argomentazione a me più vicina per professione legata al mondo dei Beni Culturali, in cui opero a vario titolo da oltre un decennio - per coloro che se lo chiedono sono un archeologo freelance, un collaboratore universitario esterno ma pur sempre con una laurea in Scienze dei Beni Culturali, oltre a quella in Archeologia -. Nello specifico vorrei entrare nel merito dell'organizzazione del Civico Museo Parisi-Valle.

Innanzitutto buona parte dei maccagnesi non sa che il nostro museo tale non è, in quanto non possiede il necessario riconoscimento regionale (neanche quale più semplice 'raccolta museale') e quindi, come dissi in uno degli ultimi consigli direttivi dell'associazione che una quindicina di anni fa lo gestiva, nonché durante un'assemblea dei soci della Pro Loco, attuale amministratore della struttura e del personale, sarebbe ora di portare al dovuto livello il nostro museo. Rendendo merito alla qualità delle esposizioni temporanee e permanenti prodotte in questi anni.

Un museo dovrebbe svolgere precise funzioni per definirsi tale, ovvero la conservazione e l'esposizione di oggetti e collezioni, la ricerca e la comunicazione ad essi pertinente, in modo da integrarsi e completarsi reciprocamente. L'aspetto scientifico non è certo mancato in tutti questi anni ma l'approccio è stato discontinuo e altalenante.

Il riconoscimento regionale dei musei e delle raccolte museali (SML) viene concesso dopo l'accertamento della presenza di requisiti minimi e di specifici standard qualitativi. L'obiettivo del riconoscimento è potenziare progressivamente le attività di conservazione, ricerca, valorizzazione e promozione che gli istituti museali svolgono, nonché migliorare la loro capacità di offerta e di visibilità al pubblico ( qui l'elenco completo dei musei riconosciuti, ndr).

Stando al bollettino ufficiale di Regione Lombardia (BURL, DGR - 8509, n. 49 del 5 dicembre 2008), alcuni requisiti sono già in atto o raggiungibili senza aggravi di spesa o eccessivi affaticamenti, come ad esempio il carattere permanente della collezione, la proprietà della sede, l'atto istitutivo del Museo e il suo regolamento. Sulle figure del personale invece la struttura è decisamente carente, sebbene alcune figure potrebbero essere trovate facilmente e senza eccessivi aggravi di spesa.

Per quanto concerne la figura del direttore, questi deve avere una spiccata qualifica amministrativa, e con una gestione come quella attuale sarebbe riscontrabile nel presidente della Pro Loco (quindi a costo zero, essendo il sodalizio gestore della struttura). Responsabile tecnico della sicurezza e addetti alla custodia sono gli operatori attualmente a contratto, qui però vorrei porre un appunto, come già sottolineato da altri in merito alla paga che viene loro liquidata (bilancio della Pro Loco) per un orario part time, che analoghi colleghi in altre strutture percepiscono con contratti full time. Una pianificazione in tal senso potrebbe garantire il raggiungimento del parametro minimo di apertura della struttura (5 giorni settimanali per un totale di 25 ore almeno). Modifica che porterebbe ad una maggiore divulgazione della ricerca scientifica prodotta dal museo, nonché alla possibilità di offrire una gamma oraria più ampia per lo svolgimento delle dovute attività educative. Quest'ultime oggi offerte dalle sporadiche iniziative didattiche di varie associazioni, ma prive della necessaria figura del responsabile dei servizi educativi, che dovrebbe essere scelta anche per titoli di studio e che, mi permetto di suggerire, ben si può trovare tra i molti professionisti che offrono tali servizi e che con un'apposita convenzione potrebbero anche questi entrare a costo zero, rientrando economicamente con le attività educative da loro stesso proposte.

Infine la figura dei conservatori, figura che non dovrebbe mancare in nessun museo, in quanto la conoscenza delle modalità di conservazione, tutela e studio dei materiali depositati o esposti, non può competere a chiunque come credo debba essere per ogni professione. Qui, è giusto dirlo, un costo in più per la gestione economica ci sarebbe ma diverse sono le vie e non tutte dispendiose. Da considerare è anche il fatto che non è semplice trovare un conservatore con i titoli per la cura sia di reperti archeologici ce d'arte moderna.

A cosa servirebbe dunque ottenere tale riconoscimento? In primis alla possibilità di aprire una porta a finanziamenti europei (che potrebbero coprire gli aggravi di spesa), ma anche al poter ottenere depositi che oggi non sono accessibili per la mancanza di figure sopra citate. Solo per restare nel mio campo specialistico, penso ai reperti archeologici e numinastici di Musignano, Pino, Maccagno Inferiore, Veddasca, oggi nei magazzini di altri musei o della Soprintendenza. Rifiutati in passato proprio per la mancanza di un conservatore. E' anche cosa nota che dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, durante la vicenda del recupero della chitarrina di Picasso, fu espresso un parere di prelievo del deposito archeologico della collezione Pariri Valle, che solo grazie all'allora funzionario SBAL e alla presenza di chi scrive nella disponibilità dell'attività museale, anche se a titolo volontario non riconosciuto, il Sopritendente decise per il mantenimento del deposito.

Da ultimo vorrei sottolineare anche l'opportunità che la struttura potrebbe offrire ai giovani, tramite il Servizio Civile, consentendo loro lo spazio per una esperienza lavorativa. Confido di aver dato utili spunti di riflessione ai candidati e futuri amministratori, e ringrazio la redazione per la disponibilità offerta.


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