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Madagascar / Il Rapporto della Banca Mondiale fa il punto sulla situazione interna dell'isola-continente

Creato il 08 novembre 2012 da Marianna06

 

Foto_popolazione_madagascar

 

Secondo l’ultimo “rapporto” della Banca Mondiale, il prestigioso organismo finanziario internazionale con sede a New York, la crisi politico-istituzionale del Madagascar ha causato perdite economiche per almeno 6,3 miliardi di dollari.

E tutto questo a partire dalla destituzione dell’ex-presidente Marc Ravalomanana nel marzo del 2009.

Oggi la destabilizzazione è totale e golpe preventivati e non riusciti si susseguono.

E’ scritto testualmente nel documento quanto segue :”L’economia è ferma, la crescita globale dell’isola è stagnante da almeno tre anni mentre la maggioranza dei Paesi africani, al contrario,in questi tre anni ha registrato tassi che variano tra il 5 e il 7 per cento. Inoltre, in Madagascar, la crescita demografica si è protratta a un ritmo elevato, facendo crollare il reddito pro capite allo stato di livello,addirittura, del 2003”.

E continuando il Rapporto sottolinea che il prezzo più alto della crisi è ovviamente pagato dai meno abbienti e dai poveri dell’isola.

Infatti queste persone non hanno potuto fare altro che indebitarsi e, quindi, impoverirsi in modo decisamente allarmante.

Le conseguenze della crisi che ,sempre il Rapporto, definisce più o meno severe sul breve, medio e lungo termine, sono già riscontrabili, ad esempio, nel deterioramento progressivo delle infrastrutture rispetto a quello che era il loro stato anni addietro e nella difficoltà di adattamento a tutto quanto arriva dall’esterno e, cioè, dalla crisi economica mondiale in generale ai mutamenti climatici, che insidiano la modesta economia agricolo-pastorale dei diversi territori dell’isola.

La stessa voce “commercio”, compreso il piccolo commercio informale dei mercatini,  è parecchio in crisi, perché il flusso turistico dall’estero è, come prevedibilissimo, notevolmente ridotto.

 

   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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