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Mafia ed estorsioni, la collaborazione di commercianti ed imprenditori porta all’arresto di sette boss

Creato il 05 marzo 2015 da Stivalepensante @StivalePensante

Sette presunti appartenenti al mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno, compresi vertici e reggenti, sono stati fermati da carabinieri del comando provinciale di Palermo, nell’ambito di un inchiesta della locale Dda. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e minaccia aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

(fanpage.it)

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Imprenditori e commercianti, denunciando estorsioni, hanno portato all’arresto di sette mafiosi. L’inchiesta si è avvalsa della collaborazione di imprenditori e commercianti ammettono di essere vittime di estorsione. Gli arrestati nell’operazione, denominata “Jafar”, sono: Giuseppe Vasta, 65 anni, presunto reggente del mandamento, Filippo Bisconti, 54, reggente del clan di Belmonte, Pietro Cireco, 74 anni, reggente della cosca di Bolognetta, Giovanni Ippolito, 47 anni, Aristide Neri, 35 anni, Antonino Pirrone, 45 anni e Alessandro Ravesi, 43 anni.

Dalla violenza dei mafiosi alla “reazione” delle vittime. Avevano pianificato il pestaggio di un commerciante e il sequestro di un albergatore che non aveva ceduto alla richiesta di pizzo: azioni violente ideate dai boss del mandamento di Belmonte Mezzagno (Pa) finiti in carcere questa notte. Proprio per evitare l’escalation criminale e gli attentati la procura di Palermo ha disposto il fermo di 7 persone.

L’inchiesta è una prosecuzione dell’operazione Sisma ed ha accertato che dopo la reggenza di Franco Lo Gerfo il mandamento è passato nelle mani di Giuseppe Vasta coadiuvato da 3 colonnelli: Alessandro Ravesi, Giovanni Ippolito e Aristide Neri. I carabinieri hanno accertato 5 estorsioni a commercianti e imprenditori che, però, hanno ammesso le richieste estortive e dato un contributo rilevante alle indagini. (ANSA)


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