Maggio; l'editoriale.

Creato il 01 maggio 2010 da Manuel


Tornano le strade bianche (foto in alto; N. Da Rold, foto sotto; archivio) con la Toscana e Plan de Corones, ma soprattutto torna lo spettacolo più bello del Giro d’Italia; l’Italia del Giro.
PER LA 93^ VOLTA, TORNA IN MEZZO A NOI LA CAROVANA DEL GIRO. UNA CREATURA CHE COME NESSUN’ALTRA E’ UN’INVOLONTARIO E SCONFINATO SPECCHIO DELLA NOSTRA STORIA. PARTICOLARITA’ DI QUESTA EDIZIONE, UNA GIORNATA DI STRADE BIANCHE.
COM’ERA AI TEMPI DI UN CICLISMO PANE E SALAME, E NON SOLTANTO COME MODO DI DIRE.
1° MAGGIO; MANCANO 7 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA
(E 62 PER QUELLO FEMMINILE)
Gino Bartali sta scollinando su un Gran Premio della Montagna. A quel tempo si chiama Traguardo della Montagna. Oggi è, semplicemente, il “GPM”; mentre Gino transita non ci sono transenne, nemmeno in prossimità della linea bianca che segna la fine della faticosa salita. La gente, tanta, è talmente vicina che Gino potrebbe metter loro una mano un tasca. Su una casa che fiancheggia quel traguardo provvisorio, ci sono almeno una quindicina di persone. Ma non su di un terrazzo o nel giardino; si sono sistemati in piedi sul tetto. Stacco.
Marco Pantani è inseguito dal progresso del 21° secolo; telecamere, motociclette, automobili, macchine fotografiche. Il ciclista si alza sui pedali dopo aver “calato un dente”. Lo fa per scavare ancora distacco da chi, dietro, lo insegue. Da chi lo rincorre su quel trespolo d’alluminio e carbonio, che inizia e finisce con una ruota. La strada è di vecchio asfalto. Nella vallata a fianco la neve s’intravede a chiazze, negli anfratti dove il sole fatica a posarsi. Stacco.
La giornata è incorniciata da un cielo azzurro-primavera perfetto. Una signora dai capelli color neve batte le mani a dei giovani e colorati giovanotti che le passano davanti pedalando ventre a terra. L’erba a bordo strada è verde e già alta. La donna è seduta su una sedia sul ciglio della strada. Davanti ha un tavolo con qualche bottiglia di vino, del pane, del formaggio. Stacco.
Alfredo Binda è fermo a bordo strada con una ruota forata. Nonostante sia uno degli assi del ciclismo mondiale è solo, senza persone attorno. Ha tolto la ruota per sostituire il tubolare bucato e si appresta a ripartire. Ma prima di rimettere la ruota, chiuderla e risalire in sella, il pneumatico della bici va sistemato per bene. Tiene le gambe divaricate per usarne i piedi come appoggio per la ruota, si china su di essa e morde il tubolare per accomodarlo perfettamente nella sede del cerchio. Stacco.
Un gregario sta pedalando dopo essersi fermato a una fontana. Ma non l’ha fatto solo per se stesso. La maglietta è mezza trasparente da tanta acqua si è gettato addosso per rinfrescarsi. È dovuto ripartire in fretta. Pedala con una sola mano a stringere il manubrio. Il suo movimento è scomposto nel mulinare le gambe. La mano sinistra guida la bicicletta, la destra sostiene un secchio pieno d’acqua. Stacco.
Juan Manuel Santiesteban è un ciclista della KAS, ed è steso di schiena in mezzo alla strada. Le strade che sullo sfondo regalano l’Etna come spettacolo della natura, quel giorno regalano l’immagine della morte. Il ragazzo è sull’asfalto, esanime. La testa è piegata verso la spalla sinistra. Dalla nuca esce una scia di sangue che ha già camminato per più di due metri sull’asfalto. Stacco.
Il gruppo deve transitare poco sotto la vetta del Monte Grappa, la montagna Sacra alla Patria. Ci sono un gruppo di persone che lo hanno salito in bicicletta, e da alcune ore stanno aspettando. Hanno parlato di ciclismo, ciclisti, fatiche, pedalate fatte, e di quelle da fare. Stanno bevendo un bicchier di vino, scattano qualche foto per ricordo. Stacco.
Il Giro d’Italia 2010 sta dunque riempiendo le borracce della passione. Dopo le allarmanti, ma non nuove, notizie che riguardano il cancro del doping arrivate poco prima delle classiche del nord, la carovana si rimette in marcia. Facilmente gli appassionati non mancheranno di parlare di questa cosa tra di loro. Le “vittoriose sconfitte” – come le battezzammo l’anno scorso – che coinvolgono il ciclismo continuano, e se all’inizio dello scorso anno scrivevamo della necessità di punizioni equilibrate (basta con i due pesi e due misure!), altrettanto importanti sono i tempi per le decisioni. Con tutte le persone che, a quanto si è letto, dovrebbero essere coinvolte, c’è la possibilità che mentre Davide Cassani parlerà della classifica generale del Giro, Francesco Pancani stilerà l’elenco di quelli che in giornata sono stati da tal giudice. Prepariamoci a un Giro corso sulle strade, e discusso negli uffici della procura mantovana. Sarà questo un Giro tra i più brutti, per lo spirito che aleggerà nell’aria? L’unica cosa certa è che i primi a non meritarcelo saremmo proprio noi appassionati.
Dissolvenza.

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