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Magniverne (2018)

Creato il 12 settembre 2019 da Nickparisi
MAGNIVERNE (2018)Dalla Sinossi Ufficiale: " Magniverne è un paesino sperduto fra le montagne di un Piemonte cupo dove i bambini giocano nei prati accanto a incubi che attendono nelle profondità dei fiumi e si nascondono nel ventre buio delle foreste. Magniverne è un luogo di predestinati, di memorie, di sdoppiamenti. Magniverne e i suoi confini che sono luoghi del passaggio verso l'età adulta, il suo cuore di fiaba fantasiosa e terribile, i suoi esorcismi e le sue avventure. Magniverne è il versante gelido, in ombra della provincia italiana: le case stregate non si contano e i luoghi innominabili sono invasi dai rovi, e ogni pietra nasconde una storia dimenticata."
In passato ho parlato spesso di Maurizio Cometto sul blog (QUI e QUI), il motivo è presto detto, lo scrittore piemontese appartiene a quel ristretto novero di autori, all'interno del genere perturbante dell'attuale panorama italiano, dotati di una loro personale poetica e di un proprio riconoscibilissimo stile narrativo. Si tratta spesso di una linea poetica affabulatoria che preferisce sottintendere i particolari, creare empatia verso i personaggi che delinea, magari anche verso quelli meno positivi, tesa a descrivere l'incontro verso un mondo "altro" ma comunque parallelo e vicino al nostro. Si, Cometto scrive storie fantastiche, ma che sono a loro modo anche la versione moderna delle fiabe che raccontavano le nostre nonne Ricordatevi questo particolare, ci torneremo al momento giusto.
Ed in un certo senso le storie scritte dall'autore cuneese sono tutte fiabe moderne.
Magari fiabe dark ma pur sempre di storie con una delicata struttura fiabesca si tratta.
La stessa linea si ritrova anche in Magniverne, l'ultima fatica di Maurizio Cometto.
Magniverne, uscito sul finire dell'anno scorso per i tipi dell'Associazione Culturale Il Foglio, include sei racconti (due già apparsi in altre pubblicazioni, altri quattro totalmente inediti)  che condividono anche la stessa ambientazione fittizia.
MAGNIVERNE (2018)Magniverne è infatti un immaginario paese della provincia piemontese creato dallo scrittore come ambientazione privilegiata di molte sue storie. Si tratta di una cittadina persa nel tempo, che mantiene i suoi legami con un ormai morente mondo contadino (altra costante delle opere comettiane,questa). lo scrittore sceglie di fornire poche e centellinate informazioni riguardo alla sua creazione, la più importante è che l'aggregato urbano di Magniverne viene lambito da un altrettanto inesistente corso d'acqua, il Labironte che spesso e volentieri avrà un ruolo attivo nelle vicende narrate.
Un luogo che conserva segreti, nasconde ricordi e sensi di colpa per un passato non sempre piacevole, mantiene orgogliosamente l'anima della provincia.
Anzi delle provincie italiane.
Nelle trame comettiane la provincia, il piccolo paese rappresentano in fondo il simbolo della continuità e dei legami tra passato e futuro.
Il simbolo probabilmente universale.
Proviamo a sostituire il nome di Magniverne con quello dei tanti paesini realmente esistenti sul territorio dello stivale che abbiamo conosciuto nella nostra vita o dove magari noi o qualcuno della nostra famiglia ha risieduto e comunque avremo la sensazione di riconoscerlo.
Riconoscere il luogo ma anche i suoi abitanti.
Ed è questa sensazione di appartenenza che rende comunque preziose le sei storie raccolte in Magniverne.
In passato ho avuto modo di definire buzzattiana la narrativa di Cometto  ed  anche in questo caso si può confermare le precedenti impressioni.
C'è una paura sempre descritta, anzi rappresentata in maniera in maniera da diventare il simbolo stesso dell' orrore nelle storie scritte da Maurizio Cometto.
Ed è la paura di crescere.
Paura intesa anche nel senso di trasformarsi, di cambiare in maniera talmente definitiva e permanente da non riconoscersi più. Di diventare un alieno o un mostro davanti ai nostri stessi occhi.
Non solo paura di perdere l'innocenza infantile, di non poter più gioire delle semplici cose davanti alle quali gioivamo fino al giorno prima.
Ma anche la paura che quel cambiamento ci faccia perdere le radici col mondo e con la natura che ci ha formato. 
Ed è una natura misteriosa quella presente in Magniverne, una natura fatta di creature incantate ma non incantevoli, a volte provenienti dal folklore a volte provenienti da distorsioni della natura, a volte ancora frutto delle menti dei vari personaggi
Un fil rouge discreto ma continuo racconto dopo racconto.
Così come discreta, narrata con voce apparentemente sommessa ma ferma risulta essere la narrazione, scelta questa che lascia molto spazio all'immedesimazione del lettore che comprende, sia a livello conscio che a livello inconscio, l'universalità di questa narrazione.
Perché se c'è una cosa che accomuna davvero tutte ma proprio tutte le persone è che quel momento, quel rito di passaggio lo hanno attraversato davvero tutti, a volte con desiderosa aspettativa, a volte con nascosto timore.
Più spesso con una combinazione di entrambe le sensazioni.
Può trattarsi della nonna che rievoca vicende del passato col nipote di Magniverne Sommersa, (ricordate il particolare con cui ho iniziato il post?). Può trattarsi del manager ultra competitivo protagonista di Un Ragazzo Solitario. Oppure può trattarsi di primi amori e di persone e cose che non sono quello che sembrano del racconto Il Costruttore di Biciclette ma questo è il senso nascosto e rivestito di toni fantastici ed orrorifici di tutte e sei le storie contenute nell'antologia per un volume impreziosito anche da una evocativa copertina realizzata dal bravo Giulio Rincione.
Una lettura decisamente consigliata.
Titolo: MAGNIVERNE
Autore: MAURIZIO COMETTO.
Editore:  IL FOGLIO
Anno Pub: 2018
Pagine: 310 p., Brossura
Prezzo: 16,00 EURO
EAN: 9788876067532

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