- Addizionale regionale Irpef. Questa operazione consentirà un maggior gettito per le Regioni, pari a 2,2 miliardi di euro. Contemporaneamente, alle Regioni verranno tagliati 2,2 miliardi di trasferimenti al Fondo sanitario nazionale. Pertanto, per i Governatori, il saldo sarà pari a zero.
- Imu. Con l'introduzione dell'Imu i Comuni incasseranno 21,4 miliardi di euro. Da questo importo verranno sottratti 10,8 miliardi di euro di imposte comunali sostituite dall'Imu (ovvero, Ici sulle seconde e terze case, Irpef e addizionali redditi immobili non locati). Ai Comuni rimarranno 10,6 miliardi di euro. Di questi, 9 miliardi di euro dovranno essere devoluti all'Erario (tutto il gettito Imu non riconducibile alla prima casa). Cosicchè, nelle casse dei primi cittadini rimarranno solo 1,6 miliardi di euro che a loro volta saranno compensati da una corrispondente riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio. Risultato finale: anche per i Comuni il saldo sarà pari a zero.
Si comprende così la levata di scudi di quei sindaci che dicono 'no' alla nuova tassa, ribattezzata per l'occasione "Imposta Statale Unica", in base alla quale ogni Comune non riceverebbe un euro in più di quanto incassato con la vecchia Ici. Il risultato è ciò che è stato definito un "trasferimento improprio di responsabilità fiscale". In particolare, per l'anno in corso, l'applicazione dell'Imu sulla prima casa e per l'aumento delle addizionali regionali Irpef graveranno in modo determinante sui bilanci delle famiglie. Sempre la Cgia calcola che su ciascun nucleo peserà un carico fiscale locale aggiuntivo medio pari a 575 euro, che alzerà la quota totale sino a toccare un valore medio di 1.390 euro. Praticamente uno stipendio!