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Maker Faire Roma: i progetti delle scuole

Creato il 21 ottobre 2019 da Francesco Sellari @FraSellari

 Al Maker faire di Roma cinquanta progetti di scuole italiane che possono anche diventare brevetti. E per Roma arriva il robot spazzino

Maker Faire Roma: i progetti delle scuole

Articolo pubblicato su Corriere.it il 30 settembre 2019. Guarda il Video su Corriere.it

La scuola pubblica italiana è anche un laboratorio di innovazione. E’ bastato fare un giro alla Maker Faire, organizzata dalla Camera di Commercio alla Fiera di Roma, per rendersene conto. Fanno ben sperare l’entusiasmo e la competenza che gli studenti e le studentesse trasmettono nel raccontare i loro progetti o nel descrivere i prototipi realizzati con la supervisione di docenti ugualmente appassionati e creativi. Anche quest’anno quello che è il più grande appuntamento europeo dedicato alla innovazione tecnologia e agli artigiani digitali ha dato grande spazio alle scuole italiane: 50 i progetti delle scuole superiori italiane di secondo grado, selezionati sui 200 che hanno risposto al bando. Partecipano anche 5 scuole europee e tre progetti extra UE (da Turchia, Canada e Libano). I progetti sono i più vari. Si spazia da realizzazioni che hanno una finalità prevalentemente didattica a prototipi già brevettabili.

 La vite di Leonardo

Il fattore comune è l’ingegno dei ragazzi. Qualche idea? la VE dell’Itis Paleocapa di Bergamo ha voluto a suo modo omaggiare un maker ante litteram: Leonardo. E così hanno pensato di realizzare e testare un modello automatizzato della vite aerea, un progetto con il quale il genio di Vinci immaginava una sorta di rotore per elicottero. L’intuizione era valida e gli alunni hanno dimostrato che effettivamente applicando un motore adeguato, la vite aerea riesce a sollevarsi dal suolo. Restando in ambito di applicazioni didattiche, va menzionato il Bee Labsat progettato all’Istituto Tecnologico «Ercolino Scalfaro» di Catanzaro, un piccolo satellite realizzato con dispositivi elettronici provenienti da vecchi computer e telefoni. Poi c’è l’attenzione alle tematiche ambientali. La IV A del dipartimento di chimica dell’Istituto Tecnico Omar di Novara ha sviluppato un processo per trattare le ceneri derivanti dalla combustione di alcuni scarti della lavorazione del riso e trasformarle in un materiale in grado di trattenere la C02. Mentre a Caltanissetta, all’Itet Rapisarda – Da Vinci hanno costruito un Air Buster, uno strumento mobile per la misurazione della qualità dell’aria, da installare su treni e mezzi del trasporto pubblico. E grazie ad un’applicazione per smartphone e dispositivi mobili, si può avere in tempo reale una mappatura della qualità dell’aria su tutto il territorio nazionale, anche nelle aree normalmente non monitorate.

Il copri-seggiolino intelligente

Ma c’è spazio anche per prototipi che hanno grandi potenzialità di sviluppo industriale. Come l’Intelligent Baby Pillow dell’Istituto tecnico Da Vinci di Viterbo, un copriseggiolino smart che serve a scongiurare il pericolo di lasciare i bambini in automobile. L’innovazione sta nel fatto che il sistema prevede l’inserimento di una sim nel dispositivo collegato al cuscino. In questo modo chiama in sequenza una serie di numeri di telefono inseriti grazie ad un’app specifica e eventualmente fornisce le coordinate gps. E se non c’è copertura di rete? Si attiva un allarme sonoro che può essere sentito anche al di fuori dell’abitacolo. Arriva dagli studenti dell’Iis Montalcini di Argenta, in provincia di Ferrara, l’esoscheletro terapeutico, a scopo riabilitativo, per la mano. In due versioni: una azionata da cinque mini joystick, ciascuno per ogni dito, manovrabili dallo stesso paziente con la mano non infortunata; l’altra comandata a distanza da un guanto, in modo da essere guidati nella riabilitazione dai movimenti sapienti di un fisioterapista. E chissà che alla fine non arrivi da qui la soluzione per far fronte all’incuria e alla sporcizia delle strade delle nostre città. All’Itis Fermi di Roma hanno costruito un robot spazzino. Trashbot si chiama. Dotato di quattro ruote motrici, un braccio meccanico e un cassone per la raccolta dei rifiuti, è in grado di raccogliere e suddividere i materiali, e può spostarsi autonomamente anche durante la notte. Magari un giorno lo vedremo esplorare le vie della Capitale per renderle un po’ più pulite.

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