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Malang e il Monte Bromo (Giava)

Creato il 29 novembre 2018 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

Per effettuare l'escursione, la maggior parte dei viaggiatori occidentali raggiunge la cittadina di Il mezzo migliore per spostarsi tra L'ostello Probolinggo, sulla costa settentrionale dell'isola, che non ha assolutamente nulla di interessante ma ospita dozzine di agenzie che organizzano la visita (in molti però prendono dei pacchetti tutto incluso già nelle agenzie di Yogyakarta) ed è inoltre la migliore base di partenza per chi voglia fare tutto in completa autonomia. Un'alternativa più che valida però, secondo me anzi preferibile, è quella di partire da Malang, una grossa città situata negli altipiani centrali di Giava proprio accanto al massiccio montuoso che comprende il Malang e Surabaya è il treno, che è comodo ed effettua diverse corse al giorno, tanto più che le stazioni ferroviarie di entrambe le città sono molto centrali mentre i corrispondenti terminal dei bus sono lontanissimi dal centro e i mezzi sono vecchi, lentissimi e pieni fino a scoppiare. Per dormire ci sono molte soluzioni anche di buon livello, ma se siete qui solo per l'escursione al Kampong Tourist è una struttura molto economica ma anche pulita e molto graziosa, costituita da alcuni bungalow in legno situati sulla terrazza del ben più elegante Hotel Helios insieme a un piacevole bar. Oltre alla posizione centrale e al bel panorama che si gode dalla terrazza, un vantaggio è anche la presenza al piano terra dell'agenzia Helios Transport, affiliata all'hotel, che si è rivelata seria e affidabile a fronte di una spesa più che abbordabile in quanto organizza le jeep accorpando i singoli gruppetti (e questo per un viaggiatore solitario è un bel vantaggio). Bromo e non contate di fermarvi qualche giorno in più (cosa che la città e i suoi piacevolissimi e interessanti dintorni in effetti meriterebbero pure) considerate che i tour partono a mezzanotte e non potrete usare il letto che per qualche ora, per cui un alloggio più semplice ed economico potrebbe non essere una cattiva idea. Bromo, molto più piacevole e interessante della sua controparte costiera.

Anche se di attrazioni di primaria importanza non ve ne sono, passeggiando per l'abitato non è insolito imbattersi in qualche palazzo o magione di epoca coloniale (la città era un importante centro della produzione di caffè e le belle proprietà appartenute a ricchi mercanti non mancano) o in un angolo pittoresco come nel delizioso piccolo quartiere attorno alla moschea Il centro vero e proprio della vita cittadina si trova però qualche centinaio di metri più a sud, attorno alla piazza
Malang è una città molto gradevole, sia per il clima più mite rispetto alla costa. dato che si trova a oltre 500 metri di quota, che per l'ambientazione.
Al Huda o tra le casette che corrono lungo i binari della ferrovia. La piazza circolare Alun Alun Tugu è un po' l'ombelico cittadino ed è anche impreziosita dal complesso coloniale del Alun Alun Malang, dove a breve distanza tra loro sorgono la Masjid Agung Jami, la moschea principale del centro, e due chiese. A sud della piazza, affiancati l'uno all'altro ed entrambi meritevoli di una passeggiata, si trovano invece il quartiere arabo e quello cinese col suo iconico e colorato tempio, mentre circa mezzo chilometro a est della piazza, su entrambe le sponde del fiume si allarga il Kampung Warna Warni Jodipan, uno dei più scenografici tra i villaggi dalle casette verniciate coi colori dell'arcobaleno presenti in varie città e promossi dal governo per riqualificare delle aree un tempo degradate. Balai Kota, che ospita degli uffici comunali, e da altri palazzi storici. Il quartiere subito a sud-ovest della piazza riempie una piccola ansa del fiume che attraversa la città ed è caratterizzato dalla presenza del Pasar Bunga, il mercato dei fiori e degli uccelli.
Per quello che riguarda il cibo infine, la città non offre molte alternative: la maggiore concentrazioni di ristoranti e tavole calde comunque si trova lungo Jl. Trunojoyo , la via che costeggia la stazione ferroviaria, tra le quali vale la pena segnalare il , un graziosissimo ristorantino specializzato in noodles di ogni tipo.

Nonostante l'innegabile piacevolezza della città e dei suoi dintorni, il motivo di gran lunga più importante per venire da queste parti è però l'escursione al Poiché il tour classico prevede di ammirare l'alba che piano piano illumina la grande caldera vulcanica (nel pomeriggio dovrebbero arrivare le nuvole e quindi quasi nessuna agenzia organizza per il tramonto), la partenza è fissata per mezzanotte ma, tra i giri per raccogliere i vari partecipanti nei loro hotel, la sosta in un kombini lungo la strada per gli ultimi rifornimenti e per formare la carovana di meravigliose, luccicanti e coloratissime jeep vintage necessarie per transitare lungo gli stretti e ripidi saliscendi e il lungo percorso all'interno del parco nazionale La prima sosta viene effettuata sui fianchi del monte La sofferenza e l'intirizzimento vengono però ampiamente ripagati dall'incredibile spettacolo del Sole che alzandosi va piano piano a illuminare l'enorme caldera riempita da un mare di nuvole basse al centro della quale si ergono il cratere del
Bromo.
Bromo-Tengger-Semeru, completamente diverso da quello più trafficato dei tour che arrivano da Probolinggo verso Penanjakan, il bordo della caldera, dove ci sono vari belvedere atti ad ospitare la folla di turisti in attesa dell'alba. Data l'ora e i circa 2700 metri di quota, il freddo è davvero intenso, amplificato dal dover rimanere fermi a presidiare la postazione in prima linea (altrimenti ci si ritrova davanti vari gruppi di persone e non si riesce a vedere bene, uno dei vantaggi dei tour da Malang però è che generalmente, muovendosi con tanto anticipo rispetto agli altri, si arriva sul posto per primi), per cui è consigliabile vestirsi a strati, i più esterni dei quali dovrebbero contemplare almeno una felpa e un giaccone (questi ultimi possono anche essere noleggiati in loco). Bromo, da cui spunta un pennacchio di fumo, affiancato dal cono praticamente perfetto del monte Batok, alle spalle dei quali fa capolino l'immensa mole del vulcano Semeru, che con i suoi quasi 3700 metri è la montagna più alta di tutta Giava. L'immagine che si para davanti agli occhi ha un fascino eccezionale e una straordinaria forza evocativa che le fotografie, pure stupende che siano (è veramente difficile che non lo siano in effetti), non riescono a evidenziare completamente. Cemoro Lawang, l'ultimo villaggio prima del vulcano, non si arriva a destinazione che alle 3 passate.

Qui si ha la percezione della quantità di turisti che ogni giorno visitano il sito perché i mezzi in sosta sono centinaia, tutti colorati, e se non si fissa in testa il punto dove è parcheggiata la propria jeep (o almeno la targa per riconoscerla) ritrovarla poi potrebbe risultare complicato. Dal parcheggio si può affrontare il facile percorso che porta fino alla base del Dopo un percorso abbastanza accidentato tra i canaloni scavati dalla lava, impressionanti quelli sul fianco del
Fatto giorno, la carovana di jeep scende nella caldera ancora immersa nella nebbia fino a una zona nel "mare di sabbia" (così viene chiamata la piana dove si ergono i coni vulcanici) adibita a parcheggio.
Batok e del Bromo; anche se durante la prima parte del tragitto la visibilità potrebbe essere molto ridotta, per evitare di perdersi è sufficiente seguire il flusso di persone e i cavalli che i locali usano per portare i turisti, mano a mano che si sale sul fianco del Bromo si sbuca poi dalla nebbia che, con l'avanzare del giorno, si disperde ulteriormente. Batok, l'ultima parte della salita è favorita da una scalinata ricavata nella roccia e una volta in cima si apre uno splendido paesaggio lunare. Ci si può inoltre affacciare all'interno del cratere del Bromo e osservare il lago ribollente dal quale fuoriesce con un basso ringhio la nube di vapore visibile anche dal Penanjakan. Sulla strada del ritorno si gira alle spalle dei coni vulcanici per osservare il bordo della caldera per poi percorrere le strette strade del parco nazionale immerse nella foresta, godendo dei panorami persi all'andata a causa del buio.
Il tour prevedeva infine anche una sosta alla cascata di Coban Pelangi , raggiungibile tramite uno splendido sentiero nel bosco, e un'altra in un villaggio alla base del massiccio montuoso dove sorgono le rovine del , un tempio antico, prima del rientro a , che è avvenuto verso mezzogiorno.
(6-7 agosto2018)


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