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Mamma, sei comandina

Da Kevitafarelamamma @KVFarelamamma
Ha iniziato a dirmi così, già qualche tempo fa. Io sono ormai la "mamma comandina/capina o meglio ancora maestrina".
Normale che una figlia, a un certo punto, dica così a una madre. Ma già a 5 anni?
Mamma, sei comandina

Bimbuzza è stata sempre ubbidiente e accomodante, non ci ha dato mai problemi, nemmeno in "quei famosi 2 anni" che tutti definiscono "terribili": noi non ce ne siamo nemmeno accorti. Si è sempre lasciata guidare, convincere senza insistere troppo, ci ha sempre agevolati, quindi, nella gestione familiare.

Adesso però io sono una comandina. Che poi, diciamocelo, per cosa? Solo perché dico "dai, alzati, vai a lavare denti e mani, sistema la stanza, è ora di cena, molla il cellulare perché è scaduto il tempo a tua disposizione, basta TV per oggi, mettiti il pigiama, oggi niente Nutella..."
Cose normali, credo. 

Mi rendo conto che in una giornata in cui il tempo per "noi" è molto poco (3 ore?), può essere normale che lei viva male queste piccole "imposizioni". La mamma comandina torna da lavoro e vorrebbe tanto avere più tempo per giocare con lei, stare sul tappeto della sua stanza con le bambole, disegnare o anche guardare insieme un DVD. La mamma maestrina vorrebbe portarla fuori per un giretto, al bar o in biblioteca e non solo a fare la spesa. Se i tempi fossero più dilatati, forse non noterebbe che, dopo neanche un'ora dal mio rientro a casa, io dica: "Dai, vai a lavare le mani che si cena e poi si mette il pigiama".

Ma non è solo questo. Forse.

Ultimamente ce l'ha proprio con me e se glielo faccio notare mi risponde: "Ti sta bene"! Sembra voglia costantemente sfidarmi e colpirmi, facendo e dicendo tutto il contrario di quello che vorrei. L'altra sera, per esempio (giusto per farvi capire in concreto), mi ha appositamente detto che Siracusa non le piace e neppure la danza. CIOÈ le due cose che mi caratterizzano di più e alle quali io tengo enormemente. E lei LO SA bene.
Inoltre non fa che dire NO. Ma non doveva dirlo a due anni!??!!
Senza parole.
Poi mi fermo a guardarla e lei: "Non mi guardare. Mamma, smettila!"

Allo stesso tempo, e quindi voi direte "ma allora!??", nelle ultime settimane è affetta da mammite acuta all'ennesima potenza. Si sveglia la mattina e se non mi sente o vede, piange cercandomi (?); quando non ci sono (e voglio dire, lo sa benissimo che sono al lavoro), non fa che chiedere quando torno; la notte ormai viene sempre nel nostro letto e tiene i piedini conficcati nella mia schiena (non sia mai che io mi alzi!!!).

Starà vivendo un momento di forti contrasti interiori, penso. Un po' mi dispiace essere vista da lei così, come "quella che le dice di fare o non fare qualcosa", anche se devo ammettere che alla fine, spesso e volentieri, la accontento sempre. Diciamocelo: ho solo lei. L'unica luce che devo guardare e di cui mi devo preoccupare. Mi sembra comunque giusto e doveroso mettere dei freni e rispettare delle regole base. Tanto...lo sappiamo che, qualunque educazione cerchiamo di seguire, sbagliamo lo stesso.

L'altra mattina, al suo ennesimo "No" per lavarsi e vestirsi, le ho detto: "Ci devi aiutare! Anche per noi è pesante alzarci presto, prendere il treno e andare a lavorare tutto il giorno! Ma tu, facendo così, non ci aiuti e anzi ci metti in difficoltà, ci fai fare tardi e ci fai innervosire". 

Ero dolcissima, mentre le parlavo.
Lei se ne è fregata e ha continuato a trattarmi male. Allora l'ho tirata su a peso morto e l'ho portata in bagno.
Ho sbagliato? 

Una sera, a cena, le abbiamo quindi parlato, dopo un'altra giornata in cui non si è comportata bene nemmeno con i nonni e, per restare coerente con il suo atteggiamento arrabbiato e incontentabile, ha disprezzato le meravigliose scarpe che le avevo comprato per la primavera. Mio marito è stato bravissimo, le ha parlato con tutta la calma possibile, cercando di farla ragionare (non vi sto a raccontare i particolari). Volevamo soprattutto capire. Lei non ha saputo spiegare il suo stato d'animo se non con un "Babbo, perdonami, non lo farò più". Tutto questo tra le lacrime.

Credo stia attraversando una fase di crescita, l'ennesima e sicuramente nemmeno l'ultima. Una cosa però la so e già la prevedo: diventerà sempre più difficile e inafferrabile, tanto che questi piccoli screzi e capricci mi mancheranno pure!

Abbiamo inoltre imparato che è importantissimo ascoltare e captare i piccoli segnali che ci lancia nostra figlia e avere la prontezza di affrontarli con il dialogo e la comprensione. Qualche domanda ovviamente ce la siamo posta anche noi: spesso diamo per scontato tante cose. Lei è ancora una bambina e quello che a noi sembra una stupidaggine per lei non lo è. 

Auguri a noi...non siamo ancora nemmeno alle porte della pubertà!

Vivy

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Con questo post partecipo al tema #educhiamo di #Stormoms

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