Magazine Diario personale

Mangiare, la prossima emergenza.

Creato il 27 marzo 2020 da Cristiana

Parallelamente ai carri militari con le casse da morto e alla paura della morte i primi nuclei famigliari cominciano ad andare in difficoltà.

Sono gli invisibili di cui ha parlato - ahinoi giustamente - Peppe Provenzano, i lavoratori in nero.

A molti, magari persone oneste quel riferimento ha fatto storcere il naso. Siamo pur sempre il paese del si sa ma non si dice.

Quanti di noi possono parlare della propria colf senza nascondersi? O della badante dei propri genitori? Non tutti considerando quanta poca gente si è sollevata vedendo che il provvedimento del governo, per esempio, non le ha considerate. Sarebbe bastato differenziare tra i residenti (Badanti full time) e i non residenti. Faccio un esempio, visto che posso permettermi di farlo.

La signora che viene da noi 1 volta alla settimana per 3 ore, questo mese è stata pagata e le saranno conteggiati i contributi anche se non è venuta. Questo avverrà anche il mese prossimo. Ovviamente questo è lasciato al buon cuore dei datori di lavoro e come potete immaginare è una STRONZATA. Quanti lo faranno o lo stanno facendo? Io potrei costringerla a venire a lavorare e lei non ha nessuna tutela contro di me e per se stessa.

La signora che vive con mia madre è ovviamente al suo posto e quindi non ha bisogno di alcun supporto a parte le mie raccomandazioni per la sua salute e quella di mamma.

Conosco persone anche in regola che stanno continuando a muoversi, spesso da un comune all'altro, perché ovviamente abitano nei comuni limitrofi dove la vita costa meno, mettendo a rischio la loro vita e quella delle persone che assistono. Vogliamo ragionare su come gestire questa emergenza?

Come ha giustamente rilevato dalle agenzie anche Francesco Nicodemo oggi chi ha perso il lavoro nero un mese fa all'inizio della crisi con una bella stretta di mano (eh) e arrivederci e grazie oggi è già in difficoltà. Idem per le piccolissime Partite Iva che lavorano già sul filo del rasoio.

La crisi il mese prossimo riguarderà un ampio pezzo di paese perché la CIG non manterrà il potere di acquisto delle famiglie, ma calmiera tutto tra 850€ e 950€ più assegni famigliari.

Credo che la prossima emergenza, se non ne usciamo entro 30/40 giorni (e comunque alcuni nuclei andranno in difficoltà comunque non avendo liquidità da parte) sarà "calmierare" i prezzi dei prodotti alimentari considerati necessari, garantirne un equa distribuzione e un equo prezzo.

So che può sembrare folle e un po' socialista parlarne adesso, ma a febbraio ci sembrava folle chiuderci in casa.

Magari meglio che qualcuno cominci a pensarci per evitare che la gente cominci ad uscire per procurarsi il cibo e non facendo la fila al supermercato: serve un piano di emergenza anche per sostenere le famiglie in difficoltà. Un piano strutturato che tranquillizzi gli animi. Qui si che servirebbe una conferenza stampa.


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