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Mani pubbliche sull’aeroporto

Creato il 26 maggio 2016 da Gadilu

Dello Sbarba Kompatscher

In questi giorni gli altoatesini stanno trovando nella loro cassetta postale un depliant, pubblicato dal Consiglio provinciale, riguardante il referendum consultivo sull’aeroporto del 12 giugno. Iniziativa apprezzabile, visto che espone in modo sintetico la prospettiva del “sì” e del “no”. Rimangono tuttavia forse in ombra gli scenari futuri collocati sul duplice crinale della decisione da prendere.

A tal proposito è opportuno che i cittadini non si fermino soltanto ad osservare distrattamente le due copertine: la prima – quella affermativa – ci mostra un padre felice e un figlio, altrettanto felice, che tiene in mano un minuscolo velivolo (curiosamente sembra un modello da guerra); la seconda – negativa – rappresenta quattro bambini con la faccia disgustata, le mani sulle orecchie, mentre sopra le loro teste, sfrecciando a pochi metri dal suolo, incombe un colosso alato. Per capire l’alternativa occorre entrare nel merito degli argomenti, soppesarli attentamente, e provare soprattutto a riflettere su uno dei punti essenziali, costituito a mio avviso dalla domanda: cosa accadrà se il fronte dei contrari riuscirà ad imporsi?

In un dibattito pubblico promosso a Bolzano dalla Cisl, il governatore Arno Kompatscher e il consigliere provinciale dei Verdi Riccardo Dello Sbarba hanno tratteggiato approcci divergenti, ancorché sospesi (è il caso di dirlo, parlando di aerei) su un dubbio molto rilevante. Il primo ha infatti minacciato che l’abrogazione della legge, con il conseguente ritiro del finanziamento pubblico per lo scalo locale, non può a priori escludere che l’Enac si risolva a cedere l’aeroporto a dei privati, ponendo con ciò a rischio la tenuta della funzione di controllo esercitata sinora dalla Provincia; il secondo ha invece fatto intendere che ciò non costituirebbe un problema, perché il mancato ampliamento della struttura, oltre a circoscrivere l’appetito degli eventuali privati, ne promuoverebbe un utilizzo ridotto, meno impattante per l’ambiente e la salute dei cittadini della conca. Inoltre, sempre secondo Dello Sbarba, ciò non implica in nessun modo che la Provincia rinunci alle sue prerogative di controllo.

Entrambi d’accordo, dunque, sul fatto che debba essere la mano pubblica a proteggerci dagli artigli di quella privata. Ma ciò potrà avvenire grazie a un aeroporto maggiormente funzionante o con uno che funzioni il meno possibile? Chi andrà a votare, in fondo, scommetterà anche su una di queste due ipotesi.

Corriere dell’Alto Adige, 26 maggio 2016


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