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Manuale del perfetto orologiaio – 20

Creato il 29 ottobre 2017 da Albix

Manuale del perfetto orologiaio – 20Giuditta trascorse tutto il tempo del viaggio in quella carrozza col cuore in tumulto. Con Marino De Regis che aveva il capo reclinato sul suo grembo, ancora stordito, sicuramente provato  dalle prolungate torture a lui inflitte.  Sentiva all’interno del suo vestito la pergamena col salvacondotto e questo le dava coraggio.

Superarono senza ostacoli l’ingresso nella fortezza e l’uscita sul lato opposto, oltre il fossato, attraverso il ponte levatoio. La notte senza luna, forse inghiottita dalla spessa nebbia, li favorì.

Una volta preso il  lungo sentiero sterrato che attraverso boschi e campi coltivati,  li avrebbe condotti a destinazione, si girava in continuazione col terrore di udire, più che di vedere, nel silenzio della notte fonda, degli sgherri mandati dall’Hidalgo al loro inseguimento. E si calmò soltanto quando da lontano percepì la sagoma del pontile di Goro Ferrarese dove suo fratello li attendeva già pronto a salpare.

La barca, che doveva rientrare piena di sale da Chioggia,  corse veloce verso il delta del fiume Po.

Una brezza leggera la sospinse in mare aperto, dove le vele della barca si gonfiarono gagliarde del vento dell’Adriatico.

Quando suo fratello, alcune ore dopo, mentre già il sole cercava di farsi strada tra le foschie mattutine, gli mostrò la sagoma di Chioggia in lontananza, finalmente si rilassò.

Lì l’attendeva una nuova vita, a fianco di Pietro Marino De Regis. E sentiva nel profondo del suo animo che quella nuova vita sarebbe stata ricca di emozionanti vicende, come l’affezionato lettore potrà leggere, se vuole,  nella seconda parte del romanzo.

Fine Parte Prima. continua…


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