Marcello Chiaraluce Band all' UnderKing di Alba

Creato il 24 dicembre 2011 da Athos Enrile @AthosEnrile1

Non avevo nessun apparente buon motivo per un viaggio Savona-Alba in un giovedì prenatalizio. Scuole finite, cene a go go  e difficoltà nel convincere i miei cari che anche stasera “dovevo” dedicare un po’ di spazio alla musica. Che famiglia comprensiva la mia! La Piazza Cristo Re non ha quasi più bisogno di un navigatore, tante sono le volte che mi hanno visto in zona, nella sala Ordet. Ma nell’occasione la location è la UnderKing, di dimensioni ridotte rispetto al locale adiacente, ma accogliente e con una buona acustica. Da qui, pochi giorni fa è passato un mostro sacro della chitarra, il mio amico Tolo Marton, che ha potuto contare sulla presenza di una… ventina di persone! Questo è un fatto tragico, il mitico Tolo, premiato dal Al Hendrix (padre di Jimi) come vincitore  del  “Jimi Hendrix Guitar Festival” di Seattle, unico chitarrista europeo che può vantare un simile traguardo, con scarso pubblico. Non sto divagando, questa citazione a Tolo mi consente un aggancio al concerto del 22 dicembre, perché era di scena una band il cui leader è un giovane e grande chitarrista, Marcello Chiaraluce (Marcello Chiaraluce Band), che al ruolo di “Guitar Hero” ha dedicato un brano del primo album, suonato nell’occasione. Per chi volesse conoscere i dettagli relativi al gruppo, rimando al sito ufficiale:

http://www.marcellochiaraluce.com/

Sul palco molte facce conosciute: oltre a Marcello e a Kenny Valle, rispettivamente il chitarrista e il tastierista che ho maggiormente visto in fase live in tutta la mia vita, essendo parte integrante della Beggar’s Farm, e quindi dell’intero “circuito Taulino”, ho buona conoscenza di Mauro Mugiati-polistrumentista apprezzato assieme ad Andrea Vercesi- e ho da poco visto il batterista Luca Grosso, di scena con la Beggar’s a Genova, il 9 dicembre. Novità per me sono stati il bassista Daniele Piglione e i due vocalist, Serena Torti e Davide Spalla. Due i motivi che mi hanno spinto verso una fredda trasferta infrasettimanale, un po’ di voglia di atmosfera nataliza- e il programma dava indicazioni in tal senso- e la voglia di vedere Chiaraluce in una veste nuova- magari è la sua abituale-, di cui spesso avevo sentito parlare, ma non avevo esperienza diretta. La prima volta che vidi Marcello era il 2006, alla Convention dei Jethro Tull di Novi Ligure, ed è rimasta per me indelebile l’immagine del suo “trovarsi a proprio agio” e della sua fedeltà di riproduzione dei suoni, nel corso dell’esecuzione di Aqualung, e al suo fianco c’era un certo Ian Anderson che probabilmente si sarà domandato chi fosse mai quello sconosciuto così bravo da poter duettare con lui senza dimostrare emozione. Questo è quello che la mia mente ha elaborato nell’occasione e va quindi preso come feeling del momento. Da quel giorno in poi ho visto la Beggars’ decine di volte, e in tutte le occasioni c’erano Chiaraluce e Valle, per citare i protagonisti dell’ UnderKing, affianco a mostri sacri del rock internazionale di tutti i tempi. Ciò che si dice nell’ambiente è che la Beggars’ Farm sia una sorta di gruppo perfetto per chiunque… Vairetti, Leone, Jackson, Lanzetti arrivano, attaccano la spina e la magia si compie, come accadeva ai tempi di PFM e Battisti. Bene, ma oltre ad essere tutti talentuosi, meravigliosi artisti, capaci di realizzare i sogni degli altri, come si comportano se si muovono da soli, senza alcuna presenza esterna di richiamo? Ed ecco che le prime risposte arrivano nel concerto del 22… in fondo le occasioni occorre andarsele a cercare! Il concerto a cui ho assistito è stato un mix avente una ben precisa finalità musicale/temporale, e cioè festeggiare il Natale in musica. La scaletta ha quindi avuto intermezzi adatti solo all’occasione, ma sicuramente godibili. Sto parlando dell’usuale  portato on stage, da Lennon a Mariah Carey, passando per la tradizione più pura e per uno scherzoso gioco di squadra che credo sia una peculiarità della band, in qualsiasi occasione,  e che tende ad un’opera di sdrammatizzazione. La sensazione è che questi giovani possano proporre in maniera assai soddisfacente tutto ciò che esiste in ambito rock e non solo: dai Dire Straits ai Led Zeppelin, dai The Knack ai Deep Purple, dai Queen ai Stevie Wonder. C’è anche  spazio per un medley di prog italico, che evidenzia  un’emozionante terna Osanna-Orme-PFM. Tutto quanto appena scritto riporta ancora una volta ad ottimi musicisti, capaci di intrattenere e soddisfare ogni tipo di folla, ma la sorpresa è arrivata dalle creazioni personali. Non sono molti in brani tratti dagli album della band, a memoria quattro, ma mi sono bastati per capire molto del sound del gruppo e delle potenzialità di Marcello Chiaraluce dal punto di vista della composizione personale. Liriche in lingua inglese, come si conviene ad una rock band, e riff basati sull’elettrica di Marcello che duetta con la splendida voce di Serena Torti. Sezione ritmica incisiva e precisa,  e vincente gioco di tastiere tra Valle e Mugiati, quest’ultimo ottimo anche alla chitarra e alla voce. Sono composizioni che colpiscono i presenti, fatto non certo scontato- accade anche con le star- quando si parla di novità assolute. Segnalo anche la presenza di Davide Spalla come  cantante aggiunto (non ho idea di quale sia il  suo normale ruolo) che ha dimostrato doti canore fuori dal comune, tra falsetti e improbabili (per altri) note alla Freddy Mercury. A fine post riporto  una sua piccola biografia, non essendo rilevabile dal sito ufficiale, dove al contrario trovano spazio quelle degli altri musicisti. Tutto questo ben di Dio è stato organizzato ancora una volta da l’associazione Jethro’s Friends ed ha avuto risvolti benefici, come sempre accade quando c’è di mezzo l’amico Felice Prunotto, a cui è dedicata la “tulliana” Wind Up. Una bella serata, tante belle sorprese e qualche nuova conoscenza, come i gestori dell’UnderKing, giovani che si danno molto da fare per portare la buona musica al cospetto della gente. E io, che amo la buona musica, farò la mia piccola parte per segnalare a tutti i miei contatti che ad Alba (CN),  in Piazza Cristo Re, nella sala UnderKing, si propongono eventi di grande qualità.

Bio Davide SpallaInizia a studiare canto all'età di 18 anni presso Bruna Vietri dell'accademia musicale di Alassio. Nel 2004 partecipa al musical Grease e Jesus Christ Superstar, la cui serata viene ripresa dalle telecamere di  Lucignolo.
Nel 2005 entra a far parte degli Anamnesy (una band cover hard rock anni 70-80) .La band partecipa a Sanremo OFF nel febbraio 2006.
Nello stesso anno diventa il singer dei savonesi Karnak Band che propongono un tributo ai Dream Theater.     Nel 2009 entra nei THE NEXT TUESDAY band con cui partecipa tuttora.
Nel frattempo continua lo studio della voce in ambito lirico, rock e jazz.   Frequenta i corsi di canto di Piero Leporale (60-70) e Sandra Fantino, con cui apprende la tecnica VOICECRAFT,  e Michele Luppi, con cui tuttora collabora attivamente ed insegna canto con il suo metodo.
Nel 2010 prende parte alla stesura di un brano di Steve Foglia (allievo di Roberto Gualdi e Christian Meyer) nel disco "Revenge", con il quale figura il virtuoso frontman statunitense Mike Vescera ( ex Malmsteen, Loudness).

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