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Marchirolo, sei anni di carcere per il tentato omicidio della moglie

Creato il 12 luglio 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

Sei anni di carcere per sei coltellate inflitte alla moglie con l'intento di ucciderla, dopo che il marito scoprì le prove del suo tradimento. E' questa la pena inflitta in primo grado dal gup di Varese, Anna Giorgetti, all'uomo di 43 anni, residente a Marchirolo, che la notte del 15 febbraio scorso, aggredì con una lama di diciannove centimetri la consorte.

L'episodio avvenne in camera da letto, dove in seguito alle urla, si precipitò il figlio quattordicenne della coppia, intervenuto tempestivamente, ferito a sua volta ma in grado di placare la furia dell'uomo, il quale allontanatosi dall'abitazione, dove il figlio e la moglie erano in attesa dei soccorsi, si recò presso la vicina caserma dei carabinieri per confessare il gesto.

Per l'uomo, già in carcere da cinque mesi e processato con rito abbreviato, è stata accolta nella sua interezza la richiesta avanzata dall'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Valeria Anna Zini. Come riporta oggi il quotidiano La Prealpina, a incidere sull'entità della condanna è stata quindi anche la presenza accertata dei futili motivi (la gelosia) all'origine dell'aggressione.

Critico su questo punto il legale dell'uomo a processo, Corrado Viazzo, che sempre tramite La Prealpina ha sottolineato inoltre gli esiti di una perizia di parte che avrebbe consentito, nell'ottica della difesa, di derubricare il reato in lesioni. Questo sulla base dell'entità delle ferite - ha spiegato il legale - "profonde al massimo tre centimetri", il che escluderebbe la volontà dell'uomo di uccidere. Per queste ragioni la difesa ha già annunciato il ricorso in appello.


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