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Mariani e le giuste scelte: intervista a Maria Masella

Creato il 09 gennaio 2020 da Fedetronconi

Torna nelle librerie il Commissario Antonio Mariani creato dalla splendida penna di Maria Masella (Mariani e le giuste scelte, Fratelli Frilli Editori).

Mariani e le giuste scelte: intervista a Maria Masella

L’ennesima alluvione autunnale ha sconvolto la città lasciando vittime e danni. Sotto un arco della massicciata a pochi metri dallo scoglio dei Mille, viene ritrovato un corpo mutilato dai gabbiani. Per il commissario Antonio Mariani sarà difficile stabilire l’identità della vittima che non ha documenti e non corrisponde a persona di cui sia stata denunciata la scomparsa. L’autopsia stabilisce che si tratta di un uomo impegnato nel transito per cambiare sesso, ma neppure questa informazione permette di stabilirne l’identità. Non sono giorni facili per Mariani: da poco ho concluso l’indagine a quattro mani con Crema, un collega torinese, ma soprattutto da un anno non ha notizie dell’ispettore Iachino. Sì, sa che il suo incidente era una messa in scena per permettergli di portare a termine un incarico pericoloso, ma il non sapere gli logora i nervi. Antonio si sente strano, oppresso dalla sensazione che qualcosa stia per accadere, forse troppe persone del suo passato stanno ritornando e lo rendono consapevole del tempo che passa. Ma forse tutto dipende dalla continua pioggia.

Abbiamo raggiunto la scrittrice per approfondire i temi del suo nuovo noir.

Ci descriveresti il commissario Mariani? Com’ è nato?

Quando è nato, in Morte a domicilio, aveva già i suoi anni, diciamo che era fra i trenta e i trentacinque. Già commissario a Genova. Con una moglie con cui parlava a stento. Con una figlia, Manu, di circa tre anni, molto amata. Volevo un io narrante uomo, per tenere le distanze (ho fallito). Volevo una persona normale, non un super eroe. Con un senso profondo del giusto e dello sbagliato, ma capace di comprensione perché anche lui aveva commesso errori. Ha messo carne (descrizione fisica e caratteriale) storia dopo storia. Dopo sei romanzi ho scritto il prequel, Primo, e gli ho dato un passato descrivendo il suo arrivo a Genova e l’incontro con la futura moglie. Anno dopo anno è invecchiato, ma è ancora alto, piuttosto agile e buon nuotatore. E con entusiasmo fa all’amore con la moglie.

Genova è uno dei protagonisti del romanzo: quanto sei legata alla città? Pregi e difetti?

Sono molto legata a Genova. Quando penso a una storia, di qualsiasi genere, la prima ambientazione che mi viene in mente è questa città, ma non il banale centro storico. Uso spesso le delegazioni, ognuna ha un’anima. La descrizione è sempre frutto di conoscenza approfondita del quartiere. Pregi e difetti? Ci vivo e mi è difficile vederli. Stretta fra mare e colline, è città per (e di) gente testarda e non facile alla resa. Insieme ospitale e chiusa. Se volete vita facile, non fa per voi. Non abbiamo strade dritte e piane. Quelli che ho appena elencati sono pregi e sono difetti.

Un altro elemento che torna nel romanzo è la pioggia: ovviamente è funzionale alla trama, ma come mai hai scelto di inserirlo con continuità nel romanzo?

Quando due genovesi si incontrano parlano del tempo, non è fenomeno recente per le nostre alluvioni. Siamo gente che ha vissuto di un porto. Con alcuni venti la navigazione è buona, con altri no. Anche oggi c’è mareggiata. Per vento e pioggia, niente voli. Autostrade e ferrovie? Meglio tacere. È naturale che la situazione meteo sia importante nelle storie ambientate a Genova. La pioggia è il più appariscente fenomeno meteo. E l’ho scelta e curata come un personaggio che entra in scena a più riprese. La storia si svolge nell’autunno del 2014, le informazioni meteo sono precise, ora per ora. Posso dire di averle usate come ordito su cui ho costruito la trama. La pioggia cancella indizi? Sì, ma ne costruisce altri.

Le alluvioni sono un problema serio in Liguria: pensi che venga preso sottogamba a livello nazionale?

Sì.

Mariani e le giuste scelte: intervista a Maria Masella

Un altro tema è il passato che torna prepotentemente senza dare scampo: è una costante della vita che ciò che lasciamo in sospeso prima poi bussi di nuovo?

Avendo scelto di costruire un personaggio che invecchia, sento periodicamente la necessità di fargli incontrare persone del suo passato. È quello che dà il senso del tempo che passa, ma soprattutto fornisce a lui stesso e ai lettori le indicazioni di quanto e come lui sia cambiato.

La tua produzione è vastissima e hai anche scritto dei romanzi a quattro mani (ad esempio con Rocco Ballacchino – sempre per Frilli): come ti trovi, che ti tipo di esperienza è?

Quando il collega Ballacchino mi ha proposto di scrivere un romanzo insieme, aveva già l’idea di un serial killer, un ex doppiatore, ossessionato dalle voci. Ho accettato, in realtà pensavo che avrebbe cambiato idea… Ma poi ha cominciato a farmi leggere quello che scriveva. Quando lui ha concluso, ho scritto la parte Mariani (prima ero impegnata), chiedendogli qualche piccola modifica. Che tipo di esperienza? Nonostante Rocco sia un ottimo scrittore e una persona molto disponibile, io sono poco adatta a lavorare a quattro mani. Perché riesce a farlo chi è capace di stendere un piano di lavoro, decidere gli sviluppi, mentre io procedo alla cieca.

Ci sono dei libri della tua produzione a cui sei maggiormente legata?

Tutti i romanzi di mano destra, cioè i Mariani e i Maritano.

Stai già lavorando ad un nuovo progetto?

Sì. Ma sono in periodo romance.

Sei una lettrice? Riesci a leggere nel tempo libero? Se sì cosa?

Certo che leggo! Sono quella che riesce a leggere anche a scrocco, in bus. Sono così abile che riesco anche se leggono da tablet. Le parole scritte mi fanno impazzire. Scrivo per due ore al giorno, sono pensionata, quindi ho tempo per leggere. Leggo qualsiasi cosa con alcuni vincoli: se scrivo gialli, non posso leggere gialli. E non mi piacciono i fantasy con draghi, streghe e malefici. Ho qualche difficoltà con horror e storie troppo zuccherose.

Maria Masella è nata a Genova. Ha partecipato varie volte al Mystfest di Cattolica ed è stata premiata in due edizioni (1987 e 1988). Ha pubblicato una raccolta di racconti – Non son chi fui – con Solfanelli e un’altra – Trappole – con la Clessidra. Sempre con la Clessidra è uscito nel 1999 il romanzo  poliziesco Per sapere la verità. La Giuria del XXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” (edizione 2001) ha segnalato un suo racconto La parabola dei ciechi, inserito successivamente nell’antologia Liguria in giallo e nero (Fratelli Frilli Editori, 2006). Ha scritto articoli e racconti sulla rivista “Marea”. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Morte a domicilio (2002), Il dubbio (2004), La segreta causa (2005), Il cartomante di via Venti (2005), Giorni contati (2006), Mariani. Il caso cuorenero (2006), Io so. L’enigma di Mariani (2007), Primo (2008), Ultima chiamata per Mariani (2009), Mariani e il caso irrisolto (2010), Recita per Mariani (2011), Per sapere la verità (2012), Celtique (2012, terzo classificato al Premio Azzeccagarbugli 2013), Mariani allo specchio (2013), Mariani e le mezze verità (2014), Mariani e le porte chiuse (2015), Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani (2016), Mariani e il peso della colpa (2016), Mariani e la cagna (2017), Mariani e le parole taciute (2018), Nessun ricordo muore (2017) Vittime e delitti (2018) e Le porte della notte (2019) questi ultimi tre con protagonista la coppia Teresa Maritano e Marco Ardini. All’inizio del 2019 ha scritto con Rocco Ballacchino “MATEMATICHE CERTEZZE” ottenendo il consenso dei lettori per l’originale trovata di dar vita a un’indagine portata avanti dai due commissari di polizia Mariani e Crema. Per Corbaccio ha pubblicato Belle sceme! (2009). Per Rizzoli, nella collana youfeel, sono usciti Il cliente (2014), La preda (2014) e Il tesoro del melograno (2016). Morte a domicilio e Il dubbio sono stati pubblicati in Germania dalla Goldmann. Nel 2015 le è stato conferito il premio “La Vie en Rose”. 2018, terza classificata alla prima edizione del Premio EWWA.

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