Massimiliano Rosolino a Torino per “Acquamica Nuoto Anch’io Arena”

Creato il 12 febbraio 2015 da Sportduepuntozero

Il tocco della piastra davanti a tutti, la salita sul muretto e poi sul blocco di partenza, con le braccia al cielo per raccogliere gli applausi del Sydney International Aquatic Centre; il “suo” pubblico, vista la nazionalità australiana della mamma. Sono trascorsi quasi 15 anni dall’oro olimpico di Massimiliano Rosolino nei 200 misti. Un’impresa che fa venire i brividi ancora oggi; per la prestazione (record olimpico di allora) e per l’adrenalina che il campione azzurro riuscì a trasmettere, con la sua rimonta nella frazione a rana, con l’allungo nell’ultima vasca e con l’incontenibile esultanza finale. Oggi Massimiliano Rosolino nuota per divertimento, dopo 60 medaglie internazionali ha da tempo ha abbandonato le competizioni, ma il modo di fare, l’allegria e l’entusiasmo sono gli stessi di 15 anni fa. Ne hanno avuto conferma i bambini della seconda C dell’Istituto Comprensivo Palmieri – Scuola Primaria Alfieri di Torino, a cui il nuotatore napoletano ha consegnato in mattinata il primo kit del progetto “Acquamica Nuoto Anch’io Arena“. Sviluppata da Arena Italia in collaborazione con la FIN e con Kinder+Sport, l’iniziativa si rivolge alle prime due classi della scuola elementare e ha come principale obiettivo la promozione della pratica sportiva. Ha coinvolto 1000 classi di 240 istituti, per un totale di circa 25mila bambini. A partire dalla consegna del kit (cuffie da nuoto e materiale educativo), i piccoli studenti dovranno realizzare un elaborato, che verrà premiato a maggio con una bella giornata di festa in piscina.

“Mi fa molto piacere poter dare un messaggio di sport, per tutti ma soprattutto per i bambini” ha dichiarato Massimiliano Rosolino, “per questo ringrazio i partner e le istituzioni pubbliche che ci hanno supportato. Stiamo lavorando ad altre iniziative, hanno un potenziale enorme”. “Quando avevo sei-sette anni andavo in piscina per la scuola nuoto e avevo già capito che era l’unica cosa che mi interessava davvero” racconta il nuotatore azzurro, “spero che anche questi ragazzi possano trovare la loro strada, seguendo il loro istinto come ho fatto io e confrontandosi con i loro coetanei”.

E soprattutto volando con la fantasia. Come Massimiliano, che a 10 anni “decise” che sarebbe andato alle Olimpiadi. “Non ero neppure esordiente, bravino ma senza essere un fenomeno” ricorda, “il mio sogno però era quello, ci ho creduto e 8 anni dopo (ad Atlanta nel 1996) l’ho raggiunto. Per questo dico sempre che indipendentemente da quello che sarà il risultato finale bisogna provarci”.

“I piccoli hanno tanta curiosità e diversi mi conoscevano nonostante la giovanissima età” conclude Massimiliano Rosolino ripensando al diario di uno dei bambini incontrati, contenente tanti sport e una sua foto con tanto di didascalia, “noi dobbiamo motivarli e incuriosirli ancora di più, per esempio parlando di sport o mostrando loro alcuni video. Anche questa è cultura; e se uno di questi ragazzini stasera guarderà un filmato di nuoto per me sarà una bella vittoria”.


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