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Materia Medica e Caso clinico omeopatico di Hydrogenium

Creato il 21 novembre 2018 da Informasalus @informasalus

CATEGORIE: Omeopatia - Casi Clinici
omeopatia

Piante, rocce, vegetali, esseri viventi sono composti da più di 180 sostanze chimiche diverse. Questi elementi sono i fondamenti dell'aria, degli oceani, della Terra stessa.

William Atkins, professore di Fisica e Chimica presso l'Università di Oxford, asserisce che: "Così come il nostro cervello è composto da vari elementi, anche le nostre opinioni in qualche modo hanno le caratteristiche degli elementi".

Se paragoniamo la tabella periodica con una mappa, notiamo che a nord della terraferma si trova un'area appartata, isolata: l'isola dell'IDROGENO.

L'idrogeno, elemento che ha per numero atomico uno e che è l'elemento di testa della tavola periodica, ha delle caratteristiche particolari. Costituisce il 90% della struttura dell'Universo. Nella terra l'idrogeno è difficile da trovare allo stato puro, dato che è al di fuori dalle leggi della gravitazione (questa potrebbe essere la ragione per cui si dice che il paziente Hydrogenium è sognatore e distratto). Noi abbiamo luce e calore grazie al fenomeno della fusione nucleare degli atomi di idrogeno, processo che avviene nelle stelle e nel sole. Nel sole vengono attivati 600 miliardi di chili di idrogeno in un secondo.

Sulla Terra, l'idrogeno si combina con l'acqua (sulla cui importanza vitale non è il caso di soffermarsi oltre) o si trova in combinazione negli acidi.

L'importanza principale degli elementi chimici nella struttura delle materie e degli elementi vitali è in relazione con il loro uso naturale in omeopatia. Alcuni di questi, come Ferro, Argento, Oro, Rame, Fosforo, Zinco e Silicio sono già policresti ben noti.

Si è imposto ovviamente il desiderio di fare un proving di altri elementi chimici della tavola periodica. Tra i proving più recenti è quello dell'Hydrogenium realizzato da Jeremy Sherr nel 1992.

Nel 1996 il Dottor Jan Scholten ha pubblicato la Materia Medica degli Elementi ed ha attribuito una particolare importanza all'idrogeno. Egli ritiene che il tema principale di questo elemento sia il desiderio di essere un tutto unico e non un insieme di parti. Mentalmente, ha un modo di pensare olistico.

Così come essi non perdono contatto con l'Universo, a volte hanno la sensazione di essere al di fuori del tempo o dello spazio (Cannabis Indica).

I pazienti Hydrogenium non riescono ad apprezzare tempi e distanze, fanno spesso errori in queste valutazioni. Sembrano ingenui. Vengono considerati naif, distratti e idealisti. Oltre a questo stato di confusione, compresa la confusione sulla loro stessa identità, in uno stato più avanzato (lo stato patologico), cominciano ad avvertire la separazione. Essi si sentono molto lontani dal mondo, estraniati dalla loro famiglia. Si sentono terribilmente soli e abbandonati. In casi estremi possono diventare psicotici. Sia il gruppo di Jeremy Sherr che Jan Scholten pensano che lo stato esistenziale più importante per il paziente Hydrogenium sia quello della genesi, del concepimento (come la creazione dell'Universo, che è iniziata con l'idrogeno).

A causa della routine, del conservatorismo e dell'abitudinarietà, quando ho letto Jan Scholten, ho prestato attenzione solo agli elementi che conoscevo già, perché sono quelli che possiamo trovare nelle farmacie. Ma sembra che il nostro compito sia quello di scoprire nuove aperture per le cure già note e di ampliare in modo continuo il complesso delle nostre conoscenze con nuove cure in modo da essere pronti ad aiutare e a capire i nostri pazienti. In altre parole, come ha detto il Dottor Kunzli, l'omeopatia non dovrebbe conoscere routine, pigrizia o idee preconcette.

Il Caso

Quattro anni fa un uomo di trent'anni, di costituzione grassoccia, apparentemente sano, venne per una consultazione. È scapolo e attualmente disoccupato , essendo recentemente tornato in patria, dopo essere stato in Belgio per tre anni (un anno legalmente e due anni illegalmente). Con parole imbarazzate ed esitanti, mi ha chiesto un rimedio omeopatico per la timidezza, il timore delle relazioni sociali, compreso quelle matrimoniali, il blocco della capacità di comunicare fino al mutismo.

Egli veniva da una famiglia contadina della zona di Buzau (un'area povera). Ha quattro fratelli ed afferma di non andare d'accordo con i suoi genitori e i suoi fratelli.

Il paziente mi ha detto: "Perfino andare all'ufficio postale per comprare una busta è un problema per me". L'ultimo periodo del suo soggiorno in Belgio è stato contraddistinto dalla paura di essere scoperto e cacciato dal paese dalla polizia, dall'incertezza e dalla solitudine. Quando scende nei dettagli, è molto scrupoloso. Sebbene sia timido, analizza il proprio stato psichico con una grande capacità di comprenderne le cause e le manifestazioni. Parla con voce alta e sonora. Mentre parla ho notato che sporge la punta della lingua nella pausa tra una parola e l'altra. Ha paura della morte.

I suoi genitori non sono mai andati molto d'accordo ed egli ha paura di assomigliare a loro. Nonostante la sua timidezza, quando inizia a parlare imposta una lunga teoria su ogni argomento di cui discute.

Mentre lo ascoltavo avevo la sensazione permanente di "qualcosa che manca". Ero quasi incapace di repertorizzare per lui, soprattutto perché non mostrava nessun sintomo fisico, e tra quelli generici, nessuno era rilevante. Non riuscivo ad afferrare il caso. Mi sentivo confusa.

Nelle due prime consultazioni ho tentato con Sulphur e poi con Lachesis, senza alcun risultato. Comunque egli continuò a venire per fare la sua auto-analisi, parlava di se stesso e del suo mondo con grande compiacimento. Dopo qualche mese di insuccesso terapeutico, perse la speranza che si potesse fare qualche cosa per lui. Un giorno arrivò inaspettatamente nello studio per consegnarmi una lettera che aveva scritto quando aveva iniziato a pensare al suicidio. Era molto depresso.

Vorrei citare la sua lettera nella sua interezza, senza cambiare nessuna delle parole del paziente, perché suggerisce in modo completo ed esemplificativo il rimedio di cui ha bisogno. E' una Materia Medica viva e vera che va al di là di qualsiasi proving.

"Definirei la mia malattia come una crisi di personalità o una moltiplicazione delle personalità a secondo delle circostanze. (Confusione di identità).

Da un lato la solitudine per me è un rifugio dove in qualche modo posso trovare pace, ma è come il fuoco: mi riscalda ma allo stesso tempo mi brucia.

E se i sintomi di cui parlo non sono compatibili con questa cura? E se sono ereditari? Ho trovato molte somiglianze fisiche, psichiche e perfino gestuali con mia madre. E se sono incurabile? Spesso mi domando quanto lontano possa arrivare la mano del codice genetico. Fino a che punto devo portare il peso di questo fardello, involontariamente ereditato da loro? (L'ossessione della genesi)

Il pensiero dell'inutilità della vita, del suicidio mi viene alla mente decine di volte ogni giorno. Io non mi sento vivere. Io esisto solamente.

Mi manca l'orientamento nel tempo e nello spazio. Non riesco a concentrarmi. Questa è l'origine del mio stato d'animo sognante (ndt: distaccato dalla realtà). Fisicamente io sono in un certo luogo, con la mente sono da qualche altra parte, nel vuoto.

Non so che cosa stia accadendo intorno a me, anche se leggo o sto guardando la televisione, non posso includere me stesso, non ho una visione generale di quello che mi circonda. Guardo la TV, compro un quotidiano per leggerlo, mi sposto con il tram da un estremo all'altro di Bucarest, ma non ricordo assolutamente nulla. Faccio tutto questo al fine di riempire quel vuoto chiamato tempo. Io sono perennemente assente da ciò che accade, ho un'assenza mentale, senza essere presente da qualche altra parte, sono una parte della nullità, del vuoto, dell'assenza.

L'orientamento temporale è assente, per me non c'è nessuna differenza tra ieri e domani, ogni cosa giace su uno sfondo bianco. Come per il presente, io non lo vivo, non lo riempio o non ne sono consapevole.

Ho la sensazione di non essere in grado di amare od odiare, sono proiettato in uno zero assoluto, una sorta di morte vivente. Vivo in una tensione che è difficile da immaginare. Non sono capace di mostrare all'esterno le mie emozioni e le mie sensazioni. Il pianto non prorompe, il riso è forzato.

Mi sento confuso ed incapace di sintetizzare. Non ho la sensazione di vivere. Vedo la vita come una fetta di formaggio con i buchi ed ho la sensazione di avere la tendenza a riempire i buchi invece di pensare al formaggio.

La timidezza mi segue come un'ombra. Non riesco a guardare negli occhi una persona durante una conversazione e per strada fuggo gli sguardi di tutti.

Non possiedo una scala interna di valori, utilizzo i valori e le opinioni della gente intorno a me. Il parere dell'ultimo venuto è quello buono.

Ho la sensazione di incontrare per la prima volta ogni persona che ho già incontrato prima, in fondo. Ricomincio sempre dall'inizio. Il tempo per me è una vacuità in cui galleggio senza alcuna direzione.

Io penso di soffrire di un complesso di inferiorità, mi sento più piccolo degli altri, ancora meno importante, sento che non sono per nulla importante (delusion diminished, smaller)

La verità è che mi sento estraniato sia da loro che dagli altri, sia dagli estranei che dalla mia famiglia (Delusion estranged - family; Delusion separated - from world).

Non ho nessuna risposta al significato della vita, in realtà non so che cosa voglio, sono eternamente infelice."

Leggendo questa lettera, sulla base delle parole suggestive del paziente (nebulosità, caos, vuoto, assenza, zero assoluto) l'ossessione dell'ereditarietà, la confusione di identità, l'estraniamento dalla famiglia e la separazione dal mondo di quest'uomo che è incapace di socializzare, ho prescritto HYDROGENIUM.

Senza questa lettera che ha preso il posto della Materia Medica del rimedio, non penso che sarei facilmente arrivata a pensare all'idrogeno. Sono stata del tutto sorpresa nel trovare che nel Synthesis Repertory è presente in 1397 rubriche e che in 244 è un rimedio unico. Mentalmente, è un rimedio presente in 268 rubriche importanti, tra le quali sono degne di nota le seguenti:

- Absent - minded
- Absorbed
- Anticipation - before examination
- Anxiety - from anticipation, with fear
- Anger - hydrogen bomb
- Aversion to everything
- Concentration difficult (10 symptoms)
- Confusion (7symptoms)

In delusions:

- delusion diminished
- repudiated from society
- separated from the world
- estranged
- forsaken feeling
- philosophical
- sensitive
- spaced out feeling
- theorizing
- timidity
- time (too short or passing too slow)

Parlai al mio paziente del rimedio e chiesi ai suoi amici belgi di mandarglielo. Egli prese due dosi di Hydrogenium 40CH per due giorni consecutivi.

Ritornò dopo cinque giorni, felice di dirmi che per la prima volta nella sua vita si sentiva presente nel tempo e nello spazio.

"È il primo giorno in cui riesco a stabilire un programma fino dal mattino. Sono in grado di parlare con quelli che mi circondano ed ho perfino fatto dei piani a lunga scadenza per il mio futuro. Voglio recuperare il tempo che ho perso. Mi terrò in contatto".

Due mesi più tardi ricevetti una cartolina da Maastricht firmata da "il suo paziente Hydrogenium".

Il paziente Hydrogenium volò via, non "eternamente infelice", ma deciso a cominciare una nuova vita.

Dopo due anni il mio paziente "volante" mi scrisse dal Belgio lamentando una spossatezza dovuta a eccessi fisici e sessuali. "Il trattamento che mi ha prescritto, mi ha spinto fuori dal mio terribile stato di inerzia per emergere vittorioso da questa lotta e iniziare di nuovo la battaglia che noi chiamiamo vita. La difficile posizione finanziaria è stata una grande sfida per la mia vita: qualsiasi cosa io intraprendessi per guadagnare non solo risultava un fallimento ma incrementava le mie perdite.

Questo mi ha motivato a tentare qualche cosa veramente lontano. Pensando a me stesso, mi sono reso conto che sono un Don Chisciotte. Sono andato in cerca di ogni mulino a vento sulla mia strada e se non ce n'erano, li ho inventati.

La ringrazio per avermi dato il rimedio Hydrogenium. L'ho trovato in Belgio alla diluizione di 200CH e dopo due dosi mi ha di nuovo riequilibrato."

Dall'esperienza di questo caso ho tratto le seguenti conclusioni:

- l'importanza del vocabolario del paziente, che può suggerire anche il tipo di rimedio richiesto, la classe, la famiglia di cui è parte;
- l'importanza di percepire il caso evitando il pericolo di somministrare al paziente un rimedio adatto già noto (Sulphur, Lachesis) è correlata anche a questo;
- l'importanza di non cambiare il linguaggio del paziente "per tradurlo in rubriche che ci sono familiari"
- l'importanza di arricchire la nostra conoscenza della Materia Medica, sia in verticale (rimedi che ci sono già familiari) che orizzontale (conoscenza di nuovi tipi di proving, nuovi rimedi);

Pensando alla situazione del mio paziente, totalmente sbilanciato in uno stato psicotico, appena a un passo dal tentato suicidio, mi sono resa conto una volta di più di quanto sia meravigliosa l'omeopatia quando prescriviamo il rimedio adatto. Rimedio giusto significa cura. Non dimentico che dietro "il giusto rimedio" c'è il lavoro affidabile dei nostri grandi maestri, quelli vecchi e quelli nuovi. Quelli che lavorano per una migliore comprensione dei nostri rimedi e che cercano non senza fatica nuovi "giusti rimedi" per i nostri pazienti. E che sono abbastanza generosi da condividere e diffondere le loro conoscenze.

Grazie a voi Jeremy Sherr e Jan Scholten.

Note: L'articolo è tratto da una traduzione dagli Atti del 56° Congresso LMHI di Sibiu - Romania

Bibliografia:

1. Vermeulen, Frans. Materia Medica Sinottica. Volume 2. Salus Infirmorum, 2007.
2. Scholten, Jan. Omeopatia e gli Elementi della Tavola Periodica. Salus Infirmorum, 2007.
3. Synthesis Repertory
4. Archibel, Radar 6.0


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