Matt Damon: attore di successo e padre amorevole

Creato il 19 marzo 2012 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Matt Damon è uno degli attori più virtuosi, poliedrici e pagati del panorama internazionale: ha già lavorato con i principali registi del cinema moderno (tra gli altri, Martin Scorsese, Clint Eastwood, Francis Ford Coppola) passando con disinvoltura dalla commedia brillante (la trilogia di Ocean’s Eleven) ai film d’azione (ha interpretato il protagonista nella saga di Jason Bourne), dalle pellicole belliche (è stato il soldato Ryan dell’omonimo film di Spielberg) fino al western moderno (Geronimo, Il Grinta).
Con l’amico Ben Affleck, nel 1988 ha anche vinto l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale del film Will Hunting – Genio ribelle di Gus Van Sant.
Nato in una famiglia agiata (padre banchiere e madre professoressa di pedagogia), nonostante il divorzio dei genitori quando era piccolo, Matt ha sempre creduto nell’amore e nei valori della famiglia. Nel dicembre del 2005 ha sposato l’argentina Luciana Barroso, diventando il patrigno di Alexia, che la Barroso aveva avuto da una precedente relazione. I due hanno poi avuto tre figlie, Isabella, nata nel 2006, Gia Zavala Damon, nata il 20 agosto 2008 e Stella Zavala Damon, nata il 20 ottobre 2010.

In una bellissima intervista rilasciata di recente a Vanity Fair, Matt Damon si racconta, parlando della sua professione e della sua vita privata. Inizia così: «Ero un bambino della classe media, una fortuna se si pensa alla povertà dei Paesi del terzo mondo. Come genitore, secondo me, la questione è: come faccio a far capire ai miei figli la fortuna che hanno avuto nel crescere in questa vita fatta di agi? Tanta altra gente nel mondo non ha la metà di quello che hanno loro. E’ un dilemma che ho. Vorrei che comprendessero che i beni materiali rendono la quotidianità più semplice ma non sono tutto».
L’attore continua con una riflessione che riguarda i metodi educativi: «Io e mia moglie abbiamo 4 figlie: di un anno, di tre, di cinque, e di 13. Uno dei motivi per cui abitiamo a New York City è perché è una città fatta di tante storie diverse, e senza dover spiegare nulla alle nostre bambine loro possono, semplicemente camminando per la strada, venire in contatto con persone che hanno vite totalmente diverse, che parlano lingue diverse, e che vengono da ambienti socio-culturali opposti al nostro. Imparano per osmosi. Mi piacerebbe portarle anche all’estero perché conoscano altre culture. Come mia madre ha fatto quando ero piccolo». A chi gli chiede se il ruolo di attore sia conciliabile con le responsabilità di padre, lui risponde con semplicità e dolcezza infinita: «In famiglia abbiamo una regola: non possiamo stare lontani più di 2 settimane. E per ora la stiamo rispettando. Per esempio quando sono a Vancouver per un film il venerdì sera, dopo il set, prendo un aereo per New York e sto fino a domenica sera con le mie bimbe e con mia moglie. E’ faticoso, ma mi piace che le mie figlie sappiano che il loro papà c’è sempre per loro».

di Angela Laurino


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