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MATTEO RENZI e matteo salvini, a Porta a Porta, martedì 15 ottobre 2019

Creato il 17 ottobre 2019 da Paolo Ferrario @PFerrario

vai al VIDEO di Porta Porta del 15 ottobre 2019:

Mattei
di Luca D'Ammando
Ieri sera dalle 22.50, dopo la diretta di Liechtenstein-Italia, è andato in onda su Raiuno Porta a Porta con il confronto tra Matteo Salvini e Matteo Renzi. La trasmissione era stata registrata alle 18 nello studio 1 di via Teulada a Roma.

Regole d'ingaggio: 90 minuti di confronto, nessuna claque, nessun cronometro, per la prima mezz'ora i due rispondono solo alle domande di Bruno Vespa, quindi intervengono il direttore della Stampa Maurizio Molinari e quello di Qn Michele Brambilla.

I due leader politici si presentano in abito blu e camicia bianca. Salvini ha una cravatta blu a pallini bianchi delle Fiamme Oro, Renzi se n'è annodata una grigio scuro. Salvini ha la spilletta di Alberto da Giussano. Vespa in grigio con cravatta azzurra.

Per l'occasione lo studio di Porta a Porta è stato modificato. Niente poltrone, c'è un unico lungo tavolo a ferro di cavallo, con Vespa al centro, Salvini alla sua destra e Renzi alla sua sinistra.

Sullo schermo, le foto di Salvini e Renzi camuffati da schermidori.

Vespa presenta prima Salvini e poi Renzi, "in ordine di rappresentanza in Parlamento, come da tradizione di Porta a Porta ".

"Era dal 3 aprile del 2009, con Prodi e Berlusconi, che non si faceva un confronto, vi ringrazio" dice Vespa.

Vespa ricorda l'ultima volta che i due si sono sfidati in tv, nel marzo 2009, a Omnibus su La7, la mattina presto, durante la campagna elettorale per le Europee. "Eccovi, due ragazzini", dice mentre compare l'immagine di allora. "Una cosa è certa, almeno esteticamente siamo migliorati, anche perché peggiorare era impossibile", scherza Renzi.

Partono due brevi video che riassumono vita e carriera di Salvini e Renzi.

Quando Vespa ricorda ai due che si erano già incrociati alla Ruota della fortuna di Mike Bongiorno, Renzi prende la palla al balzo: "Io su quel premio in tv pagai le tasse. Lei non so: magari Berlusconi le riservò un trattamento di favore", dice replicando alle preoccupazioni di Salvini sulla volontà del governo di tassare anche i premi dei concorsi in tv.

Renzi dà subito del tu a Salvini, poi si corregge e passa al lei.

È Salvini il primo ad andare all'attacco: "Renzi, in maniera geniale, s'è inventato un governo sotto il fungo per evitare queste elezioni. Vediamo quanto andranno avanti. Ma io sono contento di essere qui stasera perché ho un'idea di Italia diversa da quella della sinistra".

Pronta le replica di Renzi: "Il colpo di sole del Papeete fa rosicare Salvini ancora adesso, non è mai accaduta una crisi in questo modo, in una dinamica abbastanza stravagante. Quando si vota lo si decide con la Costituzione, non con un menù a Milano Marittima. Salvini ha fatto una cosa che non aveva né capo né coda" (non inquadrato, si sente Salvini sospirare).

Salvini prova a buttarla sull'ironia: "Ho capito che è reato andare in vacanza a Milano Marittina con il figlio, probabilmente la sinistra è abituata a caviale, champagne e Montecarlo, io sono più sempliciotto. Io e Renzi siamo diversi. Non m'interessa litigare con lui. Lui s'inventa un governo dalla sera alla mattina. Dice "Bruno stai sereno". E poi traaac. Fa un governo. Con me, invece, Bruno può star sereno".

Salvini ripete come un mantra "Macron e la Merkel".

Renzi ricorda a Salvini che, da ministro dell'Interno, ha partecipato solamente a un Consiglio europeo su sette.
Poi stuzzica: "Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d'amianto. Allora fai il presidente della Pro loco...". L'altro replica con il suo sorriso strafottente: "Io adoro i comuni, le sagre. È vero, ma o gli italiani sono cretini, visto che mangio come un bufalo, non vado alle riunioni europee, oppure qualcosa di buono si è fatto, se tu hai il 4% e io il 33. Renzi è un genio incompreso, ha fatto tutto e gli italiani non se ne sono accorti, ha portato pure la pace nel mondo". Renzi interviene: "Ribadisco che quando un avversario politico, non parlo di un nemico, fa una cosa buona, io non lo prendo in giro come fa lui parlando di geni incompresi".

Sul tema dei migranti Salvini sembra giocare in casa. Tira fuori un cartello con tutti i numeri degli ultimi sbarchi e dice: "Io non raccolgo i cadaveri? Pessimo gusto. Numeri: morti e dispersi nel Mediterraneo più che dimezzati, quando c'era lei siamo arrivati a 5mila morti, 800 quando c'eravamo noi". Renzi replica ironico: "Per una volta Salvini parla di numeri, è fantastico. Si è dovuto portare l'aiuto da casa, ma almeno parliamo di numeri. Il governo Conte-Salvini ha messo due miliardi sulle forze dell'ordine. I governi Renzi-Gentiloni ne hanno messi sei. Mi dice dove sta scritto? Perché così lei non fa che aumentare le paure dei cittadini. Allora, parliamo di numero e fatti: Salvini racconta cose che sono palesemente false". Salvini ribatte: "Vi sistemate la coscienza, con il multirazziale, poi arriva Richard Gere. Mi tengo l'etichetta del brutto e cattivo, ma penso di aver fatto opera cristiana".

Salvini elenca le tasse ipotizzate nelle ultime settimane (merendine, badanti, vincite, contanti, eccetera). Renzi s'innervosisce e sbatte una penna sul tavolo.

Suona il campanello ed entrano Maurizio Molinari e Michele Brambilla, che si siedono a lato dei due politici.

Vespa, sornione, stuzzica la coppia, dice che l'unica cosa che li unisce è la voglia matta di fare la festa a Giuseppe Conte. "Non è vero" dice secco Renzi. Più prolisso Salvini: "Non porto rancore. Semplicemente quando io dico "Mai col Pd" è mai col Pd. Rimprovero a Conte il fatto che per salvare la poltrona ha fatto l'accordo con chi prima attaccava. Rimprovero a Conte che è passato con nonchalance dai porti aperti ai porti chiusi, dalla flat tax sì alla flat tax no. Io ho un senso dell'onore che evidentemente per qualcun altro vale meno della poltrona". Alla parola onore, Renzi si accende e sbotta: "Uomo di parola Salvini? Lei era per la Padania e poi nazionalista, da comunista a Casapound, nel 2006 tifava Francia contro l'Italia, e immagino che oggi abbia tifato Liechtenstein e poi ha cantato "senti che puzza stanno arrivando i napoletani". Salvini, lei è una banderuola, non tiene la parola per più di un minuto. Se cambiare idea è segno di intelligenza, Salvini, lei può puntare al Nobel per la Fisica.".

Argomento sul quale i due sono d'accordo: l'incapacità della sindaca di Roma Virginia Raggi. Inizia Renzi: "Spero che la Raggi si dimetta domani mattina, se c'è una persona che ha fallito come sindaco è Virginia Raggi. Molto meglio i sindaci della Lega". Segue Salvini: "Noi saremo in piazza sabato e raccoglieremo le firme contro la Raggi".

Si passa a parlare di manovra. Salvini all'attacco: "Vogliono cancellare quota 100? Per me è stata una grande conquista sociale che ha dato a 200.000 persone la possibilità di liberarsi dalla gabbia della legge Fornero". Renzi spiega perché è contrario: "Io sarei per non confermare Quota 100, ma temo che verrà confermata. Mio zio fa il vigile urbano e vorrebbe andare prima in pensione con Quota 100. Quelli come mio zio portano via quattro miliardi nell'anno appena trascorso, venti miliardi in tre anni e io vorrei che quei soldi fossero dati in busta paga ai lavoratori, alle famiglie e non a mio zio per andare prima in pensione".

Il M5s, definito da Salvini "una dépendance del Pd".

"Salvini, questo non è Instagram" (Renzi).

All'ennesima battuta di Renzi sul Papeete, Salvini replica: "Ancora col Papeete? Andrò a Courmayeur con il volo di Stato anch'io". Immediato Renzi: "Buono con i voli di Stato che non le conviene, lo dico per lei. Io non ho indagini aperte sui voli di Stato".

Salvini passa dal lei al tu.

Renzi beve un bicchiere d'acqua, e Salvini ne approfitta. "Ma c'è acqua o altro là dentro?". "Parli di alcol a me?", ribatte Renzi che poi sibila "mojito". Salvini ancora: "Lo vedo nervosetto...".

La prima e unica pausa pubblicitaria arriva dopo settanta minuti.

Si passa a litigare sulle elezioni politiche. Salvini insiste sul fatto che dopo la crisi di governo bisognava votare. Renzi replica che non è compito di Salvini sciogliere le Camere e fissare la data del voto. Poi alza il tono: "Salvini mi prende in giro. "Ti sei fatto il partitino al 4%". Beh, ci vuole coraggio. Potevo starmene in panciolle e fare il grande manovratore dentro il Pd. C'è uno spazio nuovo ed è uno spazio che prende gente che viene da sinistra e gente che viene da destra".

Sul finire, ecco il tema dei 49 milioni di euro di finanziamenti incassati dalla Lega. Renzi incalza: "La sentenza sui 49 milioni non è più un'indagine sua o mia. C'è una sentenza che dice che 49 milioni sono spariti e Maroni e Bossi dicono che li ha utilizzati lei. Li ha usati o no per alimentare la "Bestia" su Facebook? Secondo me li ha usati lei". Replica di Salvini: "I 49 milioni? Sono vicende del passato, ma se qualcuno ha sbagliato dieci anni fa ora stiamo pagando. Dove sono finiti i soldi della Lega? Io non li ho visti".

Ultime scintille sul Russiagate. "Io faccio politica per passione, se volessi arricchirmi andrei in giro a fare conferenze per migliaia di euro", punzecchia Salvini, riferendosi alla munifica attività di Renzi, che ribatte: "A lei non la invitano".

Lasciando gli studi di Porta a Porta, prima di salire in macchina, alla domanda "con chi il prossimo confronto tv?" Salvini risponde: "Con Giuseppi. Quando vuoi, dove vuoi, all'ora che vuoi, sul canale che vuoi".


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