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MCZ, presenta il suo progetto Bretagna

Creato il 22 dicembre 2017 da Cassandramagazine
Il punto di partenza è stata l’esigenza di poter ampliare un’abitazione dei primi del 900 a Vigneux de Bretagne, priva di particolarità estetiche, a parte i solidi muri in granito tipici della tradizione bretone.
L’architetto Tristan Brisard ha scelto di non forzare le similitudini con la vecchia casa, ma piuttosto di poter creare una liaison stilistica con un volume esteticamente autonomo destinato alla zona living, basato sull’archetipo della casa, l’icona tipicamente disegnata dai bambini.

Una scelta particolarmente felice, che ha portato alla realizzazione di una sorta di giardino d’inverno, essenziale e minimalista, un volume “cattedrale”, realizzato interamente secondo i dettami della bioedilizia. Con il primo obiettivo di poter mantenere un basso impatto ambientale in termini di emissioni di CO2, consumi di energia e uso di materie prime, la scelta più naturale è stata di realizzare una costruzione interamente in legno. Le travature sono in castagno massello non trattato e scandiscono le forme essenziali della stanza. Le pareti e l’ossatura della casa sono in abete rosso finlandese, con isolamento naturale in fibra di legno, mentre gli arredi, luminosi ed essenziali, in perfetto stile nordico, sono anch’essi realizzati in legno. La preferenza è stata data a materiali a base di legno grezzo, non trattato, o lavorato con colle naturali, prive di solventi. Il risultato è un elevato grado di comfort abitativo, proprio grazie all’effetto che hanno questi materiali sulla qualità dell’aria dentro l’edificio. Bassa conducibilità, elevata inerzia termica, traspirabilità e spiccata igroscopicità riducono le necessità di riscaldamento in inverno e di raffrescamento in estate. Il fabbisogno energetico dell’intero ampliamento è molto basso, proprio grazie anche allo sfruttamento dell’illuminazione naturale, sia d’estate che d’inverno. L’obiettivo della sostenibilità ambientale è stato raggiunto anche grazie al riscaldamento a pellet, scelto come alternativa più ecologica ed economica rispetto al gasolio o al metano, ma anche più pratica rispetto alla legna. Sono stati i proprietari, Julien e Fanny Guérin, a scegliere la stufa Thema di MCZ. Con questa piccola stufa a ventilazione forzata, alta appena 80 centimetri, sono in grado di riscaldare facilmente tutto l'ambiente (oltre 70 metri quadri), mantenendo 20°C costanti durante il giorno e 18 la notte, con un consumo piuttosto ridotto (meno di una tonnellata di pellet in tutto l’inverno). La stufa a pellet Thema di MCZ - i motivi della scelta Aspetto minimale Thema ha linee essenziali, ma contemporaneamente aggraziate e femminili. Questo perché non prevede spigoli vivi, ma soltanto piacevoli curve e stondature. Minimo ingombro Questo modello misura appena 80 cm e il collegamento con la canna fumaria parte dal top. Una soluzione facile che riduce ancora di più l’ingombro (la stufa si può addossare a muro). Fiamma larga In questa piccola stufa ciò che più conta è la fiamma. E’ larga e gradevole, come un fuoco di legna, grazie ad uno speciale braciere allungato. Funzionamento silenzioso Per spegnere il ventilatore basta premere un bottone. Thema continua a diffondere calore per convezione naturale, nel massimo silenzio, senza surriscaldarsi. Per maggiori informazioni: www.mczgroup.it MCZ, presenta il suo progetto BretagnaMCZ, presenta il suo progetto BretagnaMCZ, presenta il suo progetto Bretagna

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