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Mediobanca, In 5 anni persi 1,2 mln di ricavi. Nessun impatto conti da canone Rai in bolletta

Creato il 01 febbraio 2017 da Digitalsat
Mediobanca, In 5 anni persi 1,2 mln di ricavi. Nessun impatto conti da canone Rai in bolletta

Il settore radiotelevisivo italiano chiude un quinquennio nero, con perdite nette per quasi 900 milioni, pubblicità in calo del 25% e ricavi passati da 10,1 miliardi a 8,9. Ma l'anno scorso i segnali della ripresa del 2015 si sono consolidati. A dirlo è il Report sui maggiori operatori televisivi italiani (Mediaset, Sky Italia, Rai, Discovery Italia e La7) dell'Area studi di Mediobanca, che ha anche messo in luce come il canone Rai in bolletta abbia portato l'evasione privata dal 30% al 6%, ma abbia avuto impatto neutro sui conti Rai, visto che degli oltre 2 miliardi di introiti da canone 2016 stimati dall'Agenzia dell'Entrate, a viale Mazzini resteranno solo 1,7 miliardi di canone ordinario.

I cinque operatori tv, il 90% del mercato, hanno quindi registrato nel 2015 ricavi a 8,9 miliardi di euro, +1,4%, dopo anni di flessione. A penalizzare i conti è stata soprattutto la raccolta pubblicitaria, scesa nel quinquennio da 4.688 milioni a 3.668 (-22%), ma in ripresa nel 2015 del +2,4%. Se non si considerasse quella delle 'matricola' Discovery, la contrazione degli incassi da spot sarebbe stata del 25%. E se i ricavi de La7 anche nel 2015 hanno continuato a flettere dell'8%, ha brillato Mediaset che i suoi 3,4 miliardi (+1,8%) l'unico gruppo internazionale, realizzandone quasi un terzo in Spagna. Mentre è Discovery a realizzare il balzo maggiore, + 17,5%.

Per gli analisti di Mediobanca il periodo più difficile della crisi dovrebbe quindi essere passato. Perché se il settore è saturo, col digitale terrestre e l'apertura di nuovi canali, oramai a quota 250, è più competitivo. Non a caso nel 2015 c'è stato un leggero aumento della forza lavoro (+1%) sull'anno precedente, anche se il settore in 5 anni ha comunque perso 400 addetti (-1,8%). Dato che ovviamente non considera il piano di ristrutturazione appena varato da Sky. Ma la crisi morde ancora, e la produttività delle aziende segna ancora il passo, col costo del lavoro salito dal 70,5% al 78%. I margini operativi sono girati in ripresa, ma di un tiepido 0,9% del fatturato 2015. Guardando invece alle quote di mercato nella tv in chiaro, la maggiore è sempre Rai (48,3% nel 2015), seguita da Mediaset (35%), Discovery (3,7%), Cairo (2,6%) e Sky (0,9%).

In quella a pagamento, Sky mantiene stabilmente la quota più elevata (75,8%), seguita da Mediaset Premium (19,4%). Rai e Mediaset guidano poi di netto lo share: 37,2 e 32,2 nel giorno medio. Ma Discovery in cinque anni è passata da 2,4 a 6,3. Rai1 è il canale preferito generalista dagli italiani, seguito da Canale 5. E se la tv è guardata dal 96% degli italiani, sempre più guardano programmi tv su internet, con computer (usati dal 29% dei telespettatori), smartphone (16%), smart Tv (14%) e tablet (12%). Anche se per lo studio, la tv resta il mezzo principe che i cittadini scelgono per informarsi, visto che lo fa il 74%. Con Tg1 e Tg5 serali a contendersi la parte più grossa degli ascolti: 24,7% e 18,2%


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