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Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

Creato il 26 ottobre 2019 da Hayls

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

Titolo: Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore
Autore: Susanna Casciani
Editore: Mondadori
Anno: 2017
Pagine: 178
Prezzo: 11,00
Trama:

"C'erano una volta un ragazzo e una ragazza. C'erano una volta perché adesso non ci sono più. Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l'idea. Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l'avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio. Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c'era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette...

Ci sono libri che capitano nelle nostre vite al momento giusto, altri in quello sbagliato e non ce li godiamo come vorremmo/dovremmo. Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore, probabilmente fa parte della prima categoria, se l'avessi letto in un altro periodo della mia vita, di pace emotiva, probabilmente non ci avrei trovato nulla di sensazionale, o di così "vicino". Non l'avrei vissuto come l'ho vissuto, insomma, avendo passato invece gli ultimi mesi nella stessa situazione della protagonista (purtroppo).

Quello che

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore
Anna, la protagonista di questo libro, passa, pensa e sente, alla fine della sua storia con Tommaso è abbastanza semplice in realtà, ma è qualcosa di familiare a tutti, che di pene d'amore ne soffriamo da quando ci siamo presi la prima cotta alla medie (o anche prima nel mio caso ç_ç) e abbiamo capito che Cupido il suo dovere non lo fa poi tanto bene, se sbaglia continuamente mira!

La storia raccontata dalla Casciani, ha la schiettezza di essere sincera, non fa passare la sua protagonista dalle lacrime alle risate, così in un nonnulla, non le butta addosso i soliti "passerà" per poi farla passare davvero, subito, con una nuova speranza, una nuova possibilità subito dietro l'angolo, perchè diciamocelo, nella maggior parte dei casi non funziona così. Nelle tragedie amorose, abbiamo quasi sempre il lieto fine a portata di mano, e lo invidiamo, lo invidiamo parecchio, chiedendoci cosa ci sia di sbagliato in noi, che invece non possiamo fare a meno di ripensarci su, perchè anche se ci sforziamo, e lo facciamo davvero tanto, la mente non sempre ci obbedisce, anzi la maggior parte delle volte fa ciò che vuole. Ma in fondo non c'è nulla di sbagliato, e questo libro ce lo dimostra.

L'autrice mette sfacciatamente in luce gli strascichi di delusione e dolore, i momenti bui che una situazione no si porta dietro, e che certo non sono uguali per tutte le persone. Poco importano le parole di conforto che gli altri rivolgono ad Anna che vogliono esserle di incoraggiamento, certo, ma non fanno altro che sottolineare quel voltare di pagina che non vuole saperne di arrivare, mentre lei giorno dopo giorno si sfoga sul suo stato d'animo, sui suoi progressi e sulle novità della sua vita.

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore
Ci racconta di quei sorrisi che non spuntano veloci come che chi le sta accanto vorrebbe, ci racconta del suo bisogno di stare sola e al contempo della solitudine che sembra soffocarla, del suo muso lungo che non piace a nessuno, perchè a consolare sono bravi in pochi e ad affrontare le lacrime degli altri, quasi nessuno. Ci parla della sensazione di sconfitta e prosciugamento di forze, emotive e fisiche, del non sentirsi all'altezza.

Insomma, ci illustra adeguatamente una situazione che, ripeto abbiamo provato o proveremo tutti, una due, cinque o dieci volte (oddio, speriamo di no) e a cui non ci si abitua mai.

Lo stile della Casciani è lineare, scorrevole, eppure d'effetto, ha una di quelle penne che piacciono tanto a me, perchè mi portano a fare orecchie alle pagine (non si fa, lo so, cattiva lettrice!) solo per poi appuntarsi una frase che ci rappresenta più di altre.

Al presente, alterna il passato, raccontandoci poi il primo incontro, la scintilla che fa scattare la storia tra Anna e Tommaso. I capitoli sono brevi, veloci e il libro è anche piuttosto piccino, perciò si legge davvero in fretta, la copertina è semplice ma d'affetto, mi piace.


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