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Meglio una grande manovra che tante manovrine: debito pubblico e crisi del tpl in campania

Creato il 13 settembre 2011 da Ciro_pastore
La “culona inchiavabile” ha commissariato il nostro Paese e si appresta “farci il culo”
MEGLIO UNA GRANDE MANOVRA CHE TANTE MANOVRINE: DEBITO PUBBLICO E CRISI DEL TPL IN CAMPANIAMister B. ne ha combinata un’altra delle sue. Non contento di raffigurare da anni i peggiori vizi italici, con questa ultima rivelazione, poco ci manca che ci fa arrivare nuovamente i teutonici al Brennero. Come è chiaro a tutti oramai, la Germania non solo ci sta tenendo a galla mediante acquisti forzati di nostri titoli pubblici ma ha, di fatto, commissariato la nostra politica economica. Tedeschi ed altri stati virtuosi del nord Europa prima di dare vita al EURO+, una sorta di euro di prima categoria, stanno provando a salvare l’Italia, la nazione che sta messa peggio tra le grandi. Ogni giorno lo spread fra i tassi dei titoli italiani e quelli tedeschi diventa più ampio e questo sta accadendo soprattutto per la vaghezza e vacuità delle decisioni che stanno per scaturire dalla Manovra che in settimana verrà approvata alla Camera, grazie all’ennesimo voto di fiducia. I tedeschi atavicamente non si sono mai fidati di noi italiani, e dobbiamo ammettere che spesso abbiamo giustificato tanta sfiducia. A parte i retaggi storici, l’andamento dei nostri conti pubblici di questi ultimi decenni, ci hanno fatto rischiare prima l’ingresso nella Zona Euro e poi ci hanno costretto ad essere sempre i parenti poveri ai tavoli istituzionali europei. Anche ora che di tempo non ce ne è più, le tante manovrine provvisorie che si sono succedute in questi giorni, con un rutilante e ridicolo susseguirsi di anticipazioni, alcune in netta contrapposizione fra loro, stanno per generare una manovra che finirà per raggiungere l’invidiabile risultato di scontentare tutti, senza, peraltro, risolvere alla radice il vero problema della situazione economica italiana: l’enorme debito pubblico. Si tratta del terzo debito mondiale per dimensioni, dopo quello statunitense e giapponese che, però, hanno una popolazione e, soprattutto, economie di gran lunga più grandi. Questo debito, pari al 120% di tutta la ricchezza prodotta in un anno nel nostro Paese, determina la necessità di offrire ai mercati tassi d’interesse sempre più alti. Il nostro debito è per lo 87% nelle mani di investitori istituzionali (banche) di cui il 55% straniere. Solo il 13%, quindi, è nel cassetto dei risparmiatori italiani. È di oggi la notizia che la Cina da sola possiede almeno il 4% dei nostri titoli di Stato, tanto che ci sarebbe stato un incontro riservato fra Tremonti e una delegazione del Governo Cinese, in cui sarebbero stati presi accordi sulla gestione di quel tesoretto e sul possibile acquisto di società pubbliche italiane da parte dei cinesi. Insomma, si comincia a parlare di vendita del patrimonio pubblico e presto, credetemi, si dovrà imporre anche la tanto vituperata patrimoniale.
Ma perché vi parlo dei problemi della finanza pubblica? Semplice, perché questa situazione ha enormi riflessi sulla crisi del trasporto pubblico. Come molti di voi sapranno, la Manovra incide in maniera decisiva sui fondi destinati al TPL, si è passati da un fondo di 2 miliardi di euro negli anni precedenti a striminziti 400 milioni. Tanto che le Regioni, in segno di protesta, si apprestano a riconsegnare, simbolicamente per ora, le deleghe sui trasporti al Governo Nazionale. Se non dovesse mutare il quadro, questo significherebbe che dall’anno prossimo i tagli non saranno quantificabili nel già doloroso 25% di questi giorni, ma saranno ancor più consistenti e, quindi, fatali per un settore che in Campania è ulteriormente appesantito da debiti pregressi. Il debito, nascosto per anni dalle alchimie di abili e spregiudicati esperti contabili, ammonta a 500 milioni di euro. Ma come è possibile che nessuno se ne sia accorto? Diciamo che le leggi sulla sostanziale depenalizzazione del “falso in bilancio” hanno consentito alle aziende di esporre crediti sostanzialmente inesigibili e alla Regione di “dimenticare” di predisporre bilanci consolidati che contenessero realisticamente e fedelmente anche le perdite accumulate dalle società operative. Insomma, magari non ci saranno gli estremi per azioni penali o amministrative nei confronti degli autori di una simile mistificazione, ma sicuramente sono politicamente e deontologicamente colpevoli di buona parte dello sfascio attuale. Come per la finanza pubblica dello Stato Italiano, per troppo tempo si è nascosta la polvere sotto il tappeto con l’intento di perpetrare, fin quando possibile, il sistema del “po’ se vere”. Nelle intenzioni generali (della politica e dei management aziendali) si credeva e si sperava in un ripianamento del debito da parte del Governo, prima o poi. Invece, la crisi internazionale e lo stato comatoso della finanza pubblica italiana, rendono impossibile la realizzazione di quello scellerato piano. Ora, non ci resta che dichiarare il default, sia a livello nazionale che di TPL campano, non onorare i debiti e “chi si è visto, si è visto”. Sarebbe la giusta punizione per quanti hanno continuato a drenare risorse, peraltro inesistenti, anche quando le regole della buona amministrazione avrebbero imposto l’austerità. Ma, vedrete che applicheranno la Patrimoniale, giurando che non ripeteranno mai più gli errori del passato, salvo scoprire fra qualche anno che la sarabanda verrà nuovamente ripristinata.
Ciro Pastore – Il Signore degli Agnelli
leggimi anche su http://golf-gentlemenonlyladiesforbidden.blogspot.com/2011/09/la-banalita-il-male-quotidiano-se.html

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