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Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 42 al capitolo 46

Creato il 22 dicembre 2017 da Martinaframmartino
Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 42 al capitolo 46

Rilettura di Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

42: Impossibilità

Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 42 al capitolo 46Aviendha combatte in un mondo sempre più strano, con l'antico simbolo delle Aes Sedai che si forma nel cielo e Ruarc che la Compulsione ha trasformato in un nemico. Lo stesso Ruarc avrebbe preferito la morte a quella violenza che gli è stata fatta, ma è brutto dovergli dire addio. Lo avevo già contato quando era rimasto vittima di Graendal, ora ha finito il suo cammino e si è risvegliato dal sonno.

Che tu possa sempre trovare acqua e ombra, Ruarc.

Punto di vista di Mishraile, chi l'avrebbe detto che sarebbe stato divertente leggere le pagine di uno che si è volontariamente votato al Tenebroso? Viene fuori, non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo, l'egoismo di tutti coloro che scelgono di seguire l'Ombra, ma viene fuori anche l'astuzia di Androl e compagni. Non avevo capito che il supposto Rand era invece Androl sotto mentite spoglie, e sì che lo avevamo già visto usare una maschera degli specchi con notevole efficacia solo qualche capitolo fa. Il trucco è notevole e il gruppo, di cui fa parte anche Alviarin, viene catturato senza colpo ferire. Noto fra loro la presenza di Donalo Sandomere, convertito forzatamente al Tenebroso da Mazrim Taim. Nella mia mente, in un proseguimento della storia che non avremo mai, Nyanaeve riesce a restituire a Donalo il vero sé stesso. Peccato solo che la stessa cosa non sia possibile con Ruarc.

Aviendha combatte contro Graendal e si ritrova i piedi massacrati. Non che questo sia un buon motivo per fermarsi, non per lei.

43: Un campo di vetro

Memoria luce Robert Jordan Brandon Sanderson. capitoloLogain riflette sui cambiamenti avvenuti in lui dopo i tentativi di conversione forzata da parte di Mazrim Taim. Qualcosa dev'essere cambiato, certo, deve essersi indurito, ma per quanto il Logain di dopo la liberazione è stato preoccupante nel suo egocentrismo - peccato non aver avuto un suo punto di vista prima, in modo da poter fare un confronto - ora ci incamminiamo sulla buona strada. Lui percepisce la preoccupazione di Gabrelle, una preoccupazione rivolta a lui come persona e non agli esiti della guerra, e questo è importante. Logain ha bisogno che gli si ricordi la sua umanità. È stato ferito, non spezzato.

Logain trova l'angreal usato da Mazrim Taim nel suo duello con Egwene, ma prima che possa fare danni nel tentativo di prenderlo arriva Androl e gli chiede di soccorrere i profughi di Caemlyn.

Logain continuò a trattenere il flusso, sentendo l'Unico Potere pulsare dentro di lui. Potere. Paura.

"Per favore" sussurrò Androl, piano. "Bambini, Logain. Stanno massacrando i bambini..."

Logain chiuse gli occhi.

Sono le scelte che compiono a definire i personaggi, sempre. Logain avrebbe potuto cercare il Potere, ma Androl riesce a mostrargli che esistono cose più importanti. Nessuna imposizione, solo una richiesta per favore. In nome della decenza, di quell'umanità che il Tenebroso sta cercando di annientare.

Mat controlla lo svolgersi della battaglia chiacchierando con gli Eroi del Corno. Lui non sarà mai uno di loro, non può perché nella Ruota il suo ruolo è quello di trickster e non può essere legato a niente. Alla fine il richiamo di Rand diventa troppo forte e lo spinge a partire.

"Devo andare da Rand. Hawkwing, mi faresti un favore?"

"Chiedi, Suonatore del Corno."

"Conosci i Seanchan?"

"Ho... familiarità con loro."

"Penso che la loro imperatrice apprezzerebbe molto fare la tua conoscenza" disse Mat, allontanandosi al galoppo. "Se potessi andare a parlarle, te ne sarei grato. E, se lo farai, cortesemente, dille che ti ho mandato io."

Avrei voluto proprio assistere a quest'incontro.

Rand combatte, il suo duello meriterebbe di essere ripreso per intero perché le questioni che solleva sono fondamentali.

Io distruggerò! Lacererò e brucerò! Porterò oscurità a tutti, e la morte sarà la tromba che suonerò prima del mio arrivo! E tu, avversario... Altri possono scappare, ma tu morirai. Devi saperlo.

Oh, lo so, Shai'tan, disse Rand piano. Lo accetto, poiché la morte è - ed è sempre stata - più leggera di una piuma. La morte arriva in un istante, non più tangibile di uno sfarfallio di luce. Non ha peso, non ha sostanza...

Rand avanzò, parlando più forte. La morte non può tenermi a bada e non può dominarmi. Si riduce a questo, padre delle menzogne. Quando mai hai ispirato una persona a dare la sua vita per te? Non per le tue promesse, non per le ricchezze che cercano o per le posizioni che rivestirebbero, ma per te. È mai successo?

La morte è più leggera di una piuma, lo sappiamo fin da L'Occhio del Mondo. Abbiamo visto Egwene abbracciarla, abbiamo visto Lan - che poi è sopravvissuto è un accidente, quello che conta è la scelta - abbiamo visto un'infinità di personaggi andare avanti nonostante tutto e affermare, almeno chi ne ha avuto la possibilità, che ne valeva comunque la pena. Mishraile era pronto a fuggire, facendosi aiutare da Donalo prima di uccidere anche lui per non essere tradito, perché per lui la cosa più importante è sopravvivere. La scelta di Rand e degli altri è esattamente quella opposta.

Aviendha continua a combattere contro Graendal, anche se ha quasi esaurito le sue forze.

44: Due artigiani

Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 42 al capitolo 46Perrin si sveglia, discute con Chiad dell'importanza dell'onore e quindi ha una piacevole conversazione con Mastro Luhhan (due h di fila nel cognome? Ma davvero? A volte i nomi fantasy sono impossibili). Il fabbro è per Perrin quella figura paterna che lui non ha più, visto che la sua vera famiglia è stata massacrata da Padan Fain, e le sue parole hanno per lui la stessa importanza che le parole di Tam hanno avuto per Rand. Masuri spiega il suo comportamento del passato e ridona a Perrin abbastanza energie da consentirgli di tornare a combattere. Per essere uno privo della capacità di usare l'Unico Potere, Perrin riesce a fare un'uscita spettacolare.

Thom!

Come mi è avvenuto con Tam, ho amato Thom fin da subito. All'inizio di L'Occhio del Mondo avevo creduto che fosse un incontro casuale, solo un menestrello che si era fermato casualmente nel villaggio in cui aveva inizio la storia, ed ero stata molto felice di vederlo partire con gli altri. Poi c'era stato l'episodio di Whitebridge, e anche se dentro di me mi ero detta che non poteva essere morto, io non avevo potuto esserne sicura fino alla sua ricomparsa. E ora eccolo qui, seduto sul confine della battaglia più importante mai combattuta dall'umanità, che fa quel che sa fare meglio: compone un poema epico. È bello che i personaggi rimangano fedeli a loro stessi, e la musica e la poesia sono parte integrante dell'anima di Thom. Ma, visto che lui è una persona troppo complessa per fare una cosa sola, sorveglia anche l'ingresso della caverna. Il suo contributo all'Ultima Battaglia è più importante di quello di Moiraine, il che è tutto dire. Se non fosse stato per Thom Rand sarebbe stato pugnalato alle spalle, e tanti saluti a tutto il resto. Lui compone, saluta, ammazza (ormai per la quinta volta), nasconde e riprende a comporre, come se fosse tutto normale. Gli voglio troppo bene.

45: Viticci di nebbia

Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 42 al capitolo 46Mat ritrova Olver e Noal e si organizza per raggiungere Rand.

Padan Fain si è trasformato in una nebbia chiamata Shaisam e sembra più forte che mai.

Gaul combatte contro l'Assassino. Quando sta per essere sopraffatto Perrin ritorna.

Un po' fortunosamente Mat arriva a Thakan'dar. Nel brusco atterraggio perde la bandiera, per fortuna le nuvole hanno gentilmente provveduto a formare la giusta insegna.

46: Svegliarsi

Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 42 al capitolo 46Dopo giorni secondo il tempo esterno di Randland, mesi secondo il mio tempo di scrittura di questi post e minuti secondo il tempo di Rand, Rand riporta la sua attenzione su Moridin. Il quale per tutta risposta scaglia un pugnale contro Alanna e l'ammazza.

Da L'Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell'Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha'man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha'man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell'Ajah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell'Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell'Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell'Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Un carrettiere del gruppo di Faile mangiato da un albero nella Macchia. 314.

Ruarc, capoclan degli Aiel Taardad, vittima della Compulsione di Graendal e successivamente ucciso in battaglia da Aviendha. 315.

Siuan Sanche, uccisa nell'attacco degli shariani al centro di comando di Mat. 316.

Gareth Bryne, ucciso durante una carica dopo la morte di Siuan. 317.

Gawyn, ucciso da Demandred al termine di un duello. 318.

Celebrain (e diverse donne della Guardia di Elayne), usata come esca per sviare l'attenzione di Demandred da Elayne stessa. 319.

Doesine Alwain, Adunante per l'Ajah Gialla, uccisa dagli shariani. 320.

Davram Bashere e sua moglie Deira, uccisi in una carica. 321 e 322.

Hurin, vittima dell'attacco di un Trolloc verso la sommità delle Alture. 333.

Jori Congar, sepolto sotto il corpo di un Trolloc e morto dissanguato. 334.

Enaila delle Far Dareis Mai, infilzata da quattro Trolloc. 335.

Karldin Manfor, Asha'man spossato dal troppo incanalare e accoltellato dagli Shariani insieme alla sua Aes Sedai, Beldeine. 336 e 337.

Egwene Al'Vere, Amyrlin Seat, morta consumata dal troppo incanalare dopo aver sconfitto e ucciso Mazrim Taim, aver risanato la terra dagli effetti dei Fuoco Malefico e aver eliminato tutti gli incanalatori nemici. 338.

Alanna Mosvani, Aes Sedai dell'Ajah Verde e detentrice del legame da Custode di Rand, uccisa da Moridin nel tentativo di far impazzire di dolore Rand. 339.

Prima dell'omicidio Nynaeve è riuscita a curare Alanna quel tanto che bastava da farle riprendere coscienza. Abbiamo odiato Alanna per il suo imporsi a Rand con la forza, praticamente facendogli violenza, anche se il legame è stato utile a livello narrativo per consentire ad altri personaggi di conoscere la posizione di Rand. Ai Pozzi di Dumai in particolare, ma anche in altre occasioni. Qui bisogna riconoscere ad Alanna la lucidità di capire immediatamente la situazione e di riuscire a fare la cosa giusta. Nessun lamento per la sua morte, anche lei è pronta a combattere fino alla fine e lo fa, nell'unico modo in cui le è consentito. Libera Rand dal legame e gli consente di continuare a combattere.

Moridin pugnala Rand - ennesima dimostrazione che anche un potentissimo incanalatore può aver bisogno di armi convenzionali - e si impadronisce di Callandor.

Perrin affronta l'Assassino, con Isam/Luc sconvolto dalla nuova abilità del suo avversario di passare da un mondo all'altro. Infine Perrin vince, ed era ora se consideriamo che questo confronto si protraeva da L'ascesa dell'Ombra, quarto romanzo della saga. Con il suono del Corno, arrivano anche i lupi.

"Il Corno di Valere."

Gli eroi sarebbero arrivati. Ma su quale campo di battaglia avrebbero combattuto? Perrin non poteva aspettarsi nessun soccorso qui. Tranne...

Guidaci. Giovane Toro.

Perché tutti gli eroi dovevano essere umani?

In La grande caccia Birgitte aveva affermato che non tutti gli eroi sono uomini.

"Ci vuole più che coraggio per legare un uomo al Corno." La voce di Artur Hawkwing era profonda e suggestiva, una voce abituata a impartire ordini.

"O una donna" aggiunse Birgitte secca.

Perché non avevamo pensato che potessero esserci anche lupi? Per la verità la prima volta, a Falme, non li avevamo visti. Lì quello di Perrin era ancora un segreto, ma probabilmente lo stesso Jordan non aveva pensato di inserire dei lupi nel gruppo e lo ha fatto solo dopo essersi reso conto della loro crescente importanza nella saga. Peccato solo che non possa esserci Hopper, ucciso nel Mondo dei sogni dei lupi e per questo definitivamente scomparso.

Mat e Perrin si incontrano di nuovo e si scambiano le ultime novità, poi la nebbia si prende Mat.


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