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Ménilmontant – Dimitri Kirsanoff (1926)

Creato il 21 novembre 2019 da Mutosorriso @emutofu

Ménilmontant (1926) di Dimitri Kirsanoff è un piccolo capolavoro dell’impressionismo francese che ha il merito di coniugare una tecnica sperimentale di montaggio e di ripresa (è uno dei primi film che fa uso della doppia esposizione) con una forte tensione verso l’umano.

Ménilmontant – Dimitri Kirsanoff (1926)

Il film si apre con il brutale assassinio dei genitori delle due protagoniste, che sono così costrette a trasferirsi in città in cerca di lavoro. Lì finiscono nelle mani di un seduttore senza scrupoli che ne metterà incinta una e farà prostituire l’altra. Con un movimento circolare, l’ultima scena mostra l’assassinio dell’uomo per mano di una prostituta.

Ménilmontant è un film all’insegna dell’instabilità, del mutamento e al contempo della stasi, del ritorno dell’uguale. Molti elementi si ripresentano simbolicamente lungo tutta la pellicola, a partire dagli orologi e dai calendari, che ricordano uno scorrere del tempo non quantificabile né intelligibile ma pervasivo. Un tempo spietato che si presenta subito attraverso le inquadrature delle tombe dei genitori delle ragazze: una serie di dissolvenze ci mostra la decomposizione delle loro sepolture e il ritorno ad una terra nuda che non porta più traccia della lapide e dei nomi.

Spesso la durezza della realtà temporale si apre a spiragli onirici, come nel caso dei tre sogni ad occhi aperti presenti nel film. Uno in particolare colpisce per la sua arditezza: una delle due sorelle immagina l’altra mentre si concede, e le inquadrature di particolari del suo corpo nudo si scontrano con il montaggio violento e le riprese con macchina a mano della città, nell’unico istante in cui si giunge a una comunione ideale e vitalistica con il mondo esterno. Parigi infatti, con il quartiere proletario di Ménilmontant, è la coprotagonista minacciosa del film, con una Senna pronta a inghiottire come una voragine gli abitanti, e che si sostituisce al fiume sereno dell’infanzia in campagna delle due sorelle. A dare l’impressione di smarrimento nella frenesia della vita cittadina è anche l’indecisione di movimento e di azione che caratterizza una delle due ragazze, interpretata in modo indimenticabile da Nadia Sibirskaïa, moglie del regista. I suoi primi piani e la sua espressività ricordano moltissimo Lillian Gish in Broken Blossoms di Griffith.

Per tutto il film non viene mai meno il coinvolgimento emotivo dello spettatore, grazie anche a un’immagine ridotta all’essenziale e all’eliminazione totale del supporto esplicativo delle didascalie, che favorisce un’immediatezza ereditata dal Kammerspielfilm.

Ménilmontant dura solo 37 minuti e si trova su YouTube con due diverse sonorizzazioni.

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