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Mensa scolastica a Luino, ok al pranzo da casa: arrivano i moduli per l’adesione

Creato il 06 dicembre 2018 da Stivalepensante @StivalePensante

Sulla questione ampiamente dibattuta del pranzo al sacco da consumare in pausa a scuola, le famiglie della città lacustre e l 'Istituto Comprensivo "B. Luini" sembrano finalmente ad un punto di svolta. E' infatti giunta in redazione la prova che il quesito al centro di una lunga fase di stallo, " a chi spetta la responsabilità della decisione finale?", rilanciato solo sette giorni fa dal consigliere di minoranza Pietro Agostinelli in assemblea, potrà a breve essere risolto.

A fugare i dubbi rimanenti dopo mesi di confronto tra genitori, dirigente scolastico, comune e l'azienda che gestisce in appalto il servizio mensa, è un breve testo di una sola riga impresso su un modulo sottoscritto dalla preside Raffaela Menditto, con il quale gli alunni, dopo averne fatto richiesta, saranno autorizzati a consumare il pranzo portato da casa nei locali della scuola.

I moduli già compilati sono circa una trentina, dato in linea con le richieste iniziali che raccoglievano soltanto il 3% degli iscritti, ma i numeri e le statistiche in un simile contesto non consentono di inquadrare quello che è stato un vero e proprio "caso" per le sue reali dimensioni. Questo perché i confini della proposta racchiudono una lunga discussione tra le parti in corso ormai da mesi, e che in certi frangenti ha assunto a tutti gli effetti i toni della protesta, poi placati tramite il dialogo.

Era settembre quando la notizia di un imminente aumento del costo dei buoni pasto fece saltare dalla sedia diversi genitori luinesi, increduli davanti alla prospettiva del secondo aumento nell'arco di due anni, il 15% in più guardando al 2017. Ci provò la giunta, attraverso l'assessore Dario Sgarbi, a fornire la corretta lettura del provvedimento, troppo tecnica rispetto ad un particolare subito sottolineato dalla minoranza e dagli attivisti locali del Movimento Cinque Stelle: il peso sulla quotidianità delle famiglie.

Costretti a rivedere i conti in tasca, alcuni genitori evidenziarono quindi una convocata dal contraddizione, avvalorata dalle sindaco Andrea Pellicini per coinvolgere anche i rappresentanti della ditta appaltatrice del servizio di refezione. critiche espresse dagli studenti circa la qualità dei pasti. Da qui il secondo filone interno alla vicenda, affrontato prima davanti agli amministratori e successivamente in un'apposita riunione della Commissione mensa,

Le soluzioni per migliorare il menù vennero accolte, ma non furono le uniche avanzate in sede di Commissione. Tra queste, infatti, iniziò a prendere piede anche l'ipotesi del pranzo preparato a casa e messo in cartella, inizialmente accolta dalla dirigenza dell'istituto ma poi arenatasi a causa delle incognite procedurali risultate ancora piuttosto ingombranti giovedì scorso, giorno della seduta consiliare a Palazzo Serbelloni, dove la minoranza ha riportato l'attenzione dei colleghi su quell'ostacolo rimasto immutato: a chi spetta la responsabilità della decisione finale?

Un ostacolo che oggi, grazie a quel foglio di via firmato dalla preside Raffaela Menditto, può essere archiviato. E la cosiddetta "schiscetta", che alcuni sostenitori dell'alternativa ai buoni pasto davano già come una promessa non mantenuta, è sempre più vicina ad essere adottata, ora che anche dal punto di vista formale esiste un metodo per aderire all'iniziativa. Siamo dunque vicini ad una soluzione definitiva, in attesa delle ultime disposizioni del comune e della riorganizzazione degli spazi scolastici.


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